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Perché parlare di profezia biblica

profezie

Con il termine profezia biblica intendiamo quell’insieme di passi della Bibbia inerenti i tempi della fine. Per il credente che vuole avvicinarsi all’ambito della profezia biblica è irrinunciabile accostarsi ad essa se non tenendo presente che la Bibbia è anche un libro profetico. È stato calcolato che un terzo della Parola di Dio riguardi cose concernenti la fine. Eppure, negli anni il contenuto profetico delle Scritture è stato discreditato per diverse ragioni.
Perché la profezia biblica non è capita. Sono pochi quei ministri ad avere una cognizione precisa (intesa come interpretazione) della profezia biblica. Quello che hanno appreso in materia, rimane circoscritto all’interno di un contesto storico e internazionale datato, tanto da risultare irrilevante rispetto al vissuto presente. Ciò ha loro impedito di afferrare bene i corretti metodi di interpretare l’escatologia (termine derivante dal greco escatos -ultimo- con il quale ci si riferisce alla scienza delle ultime cose e allo studio sulla fine del mondo). Chi in questi secoli ha voluto cimentarsi nel fornire interpretazioni personali, ha cercato di aggiustare la Bibbia (ad ogni costo) al mondo e al contesto storico in cui viveva.
Gli insegnamenti sugli ultimi tempi sono giunti fino a noi dalle mani di rispettabili ministri. Chi siamo noi da metterli in questione? Loro sono gli esperti, non noi! Il fatto è che questi ministri devono mantenere le loro congregazioni sempre felici perché se cominciassero a condividere profezie allarmanti o insegnamenti impopolari, rischierebbero di perdere il posto. Ricevere luce da Dio sulle profezie della Bibbia richiede un cuore puro e una mente aperta e non condizionata (dobbiamo fare attenzione anche ai nostri preconcetti che possono esercitare un controllo inconscio su ciò che vediamo e su come lo vediamo). In questo campo, non vale, come per altre aree, la regola del pacchetto di nozioni preconcette tramandate dalla generazione precedente.
Ogni generazione di cristiani ha provato (a modo suo) a interpretare la profezia biblica attraverso il prisma del proprio mondo politico, economico e culturale, con il risultato (nella maggiore delle ipotesi) di dare a se stessi e alle generazioni future un’interpretazione “euro-centrica” delle Scritture, vedendo nell’Unione Europea (UE) il risorto Impero Romano. Così procedendo, gli studiosi hanno commesso una serie di errori rilevanti, perché l’epoca in cui essi interpretavano le scritture profetiche non era quella propria. Infatti, se poniamo mente a quanto scritto in uno dei libri profetici più importanti della Bibbia, leggiamo così:
Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine”(Daniele 12:9).
sigillo
Mutuando un concetto dal linguaggio dello spionaggio militare, potremmo dire che in quel periodo, Daniele era un uomo “autorizzato a sapere”. In altre parole, Dio diede a Daniele alcune incredibili visioni concernenti gli ultimi tempi. Ciononostante, lui stesso dice che le parole da lui scritte sono state messe sotto divina custodia, coperte dalla massima segretezza fino al tempo della fine. Che cosa significa? Semplicemente che queste profezie non avrebbero assunto alcun significato rilevante fino al tempo della fine.
Provate ad interpretare le scritture profetiche nel clima del colonialismo Europeo del XIX secolo e verrà fuori che Napoleone è sicuramente l’Anticristo. Interpretate ora la profezia biblica a metà del XX secolo e sarà sicuramente Hitler, e così via. Il libro di Daniele invece dice chiaramente: Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine….. perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine”(Daniele 12:4,10).
Perciò vediamo che le profezie concernenti gli ultimi giorni non dovevano essere rivelate nella loro chiarezza finchè non fosse giunto il tempo della fine. Invece è successo che coloro che si sono accollati la responsabilità di interpretare parole nascoste e sigillate non si sono preoccupati di accertarsi se fossero aperte o meno, ma hanno continuato impunemente a fornire la loro personale interpretazione della profezia biblica adattandola ad un contesto geo-politico sbagliato,  ottenendo per loro e per noi, un’errata sequenza degli eventi profetici!
gog e magog
D’altro lato, ora si spiega il perché, in tutti questi anni, così troppe persone abbiano discreditato la profezia ritenendola qualcosa di irrilevante (“non è cosa per noi” è la giustificazione maggiore, “è roba da intenditori”).
Per quanto riguarda la sequenza profetica degli ultimi tempi almeno quasi tutti i cristiani hanno concordato nel dire che Israele doveva ritornare nella sua terra e diventare una nazione con Gerusalemme come capitale. Da allora abbiamo cominciato a capire qualcosa di più perché gli eventi si sono dispiegati anno dopo anno, ma dobbiamo tener presente che certe profezie potrebbero non essere chiarite finché certi eventi non si verificheranno, e fino allora, rimane in piedi il principio della “autorizzazione a sapere”. Ad esempio, dalla lettura della Bibbia corroborata dall’attualità dei fatti odierni, si riesce a capire che in Medio Oriente sta bollendo in pentola quel conflitto tra le forze Occidentali e quelle Mussulmane che avrà il suo culmine nella guerra di Gog/Magog. Ciononostante, ogni generazione deve necessariamente “riesaminare” la profezia biblica alla luce dei fatti reali. Quando sei collegato ad un sito web interattivo per molto tempo, a meno che tu non aggiorni la videata, ti accorgerai che le cose le vedi sempre allo stesso modo. L’unico modo per vedere cosa è cambiato è quello di aggiornare la pagina. Ti è mai capitato? Allo stesso modo, dobbiamo costantemente aggiornare il nostro schermo profetico alla luce della Bibbia e del mondo che ci circonda. In questo è valido il seguente principio: più ci avviciniamo alla “fine”, o, vedremo e capiremo le cose con più chiarezza, oppure, verremo ingannati più che mai.
apocalisse
Un’altra ragione per la quale le profezie sulla fine dei tempi sono soggette a dura critica ha a che fare con l’aver gridato “al lupo, al lupo” troppe volte prendendo da 2 Pietro 3:3-4, “Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione»”. Ma sarà questo ad annullare la profezia? No. Siamo consci che nella presente generazione ci sono molte persone che sono stanche di sentir parlare di presunte predizioni basate sulla Bibbia che non si sono mai avverate. Anche noi siamo stufi. Ma aspetta un minuto! Mentre il mondo sta affrontando emergenze planetarie come la crisi economica mondiale, mentre stiamo assistendo sotto i nostri occhi alla creazione di un nuovo ordine mondiale, non ti stai domandando che forse è giunto il momento di saperne di più? Non ti senti a disagio per non saper dare risposte a chi ti interroga riguardo gli ultimi tempi? Oppure il tuo stato d’animo si riconosce con quella grande fetta di Chiesa che si identifica con le parole di Rick Warren, il quale, nel libro “la vita condotta dai propositi” dichiara alla Chiesa da parte di Dio, “i dettagli riguardo il mio ritorno non sono affari vostri!”. Questa è la Chiesa di oggi. E tu, da che parte stai?
Quando la profezia è rilegata al mondo dei sogni, quando non è altro che un’immagine mentale, una sorta di fantasia o perlopiù una furtiva meditazione – diventa una sorta di passatempo; è uguale a quel GIOCO fatto tra amici nel segreto, nella sicurezza e conforto di un’abitazione privata in una notte fredda d’inverno attorno ad un tavolo colmo di buon cibo e un caminetto scoppiettante – quel tipo di GIOCO promosso dai libri e le serie televisive “Gli Esclusi” (Left behind) di Tim LaHaye, che ci solleva dall’ordinario e ci eleva in un mondo fantasioso dove noi uomini non siamo più che delle rotelle senza nome all’interno di una gigante ed indifferente macchina socio economica che non ti da niente in cambio, ma dove al contrario diventiamo eroi e eroine, cavalieri e templari del nostro Signore e Salvatore, immersi in intrepide e virtuose imprese. E la meraviglia (o il piacere) di tutto ciò è che per giocare questo GIOCO non ci costa nulla. Forse un pò, ma non tanto. Non ci richiede veri sacrifici perché non dobbiamo “pagare per giocare”, dove le nostre relazioni non vengono minacciate e nessun posto di lavoro viene messo a rischio. Ma quando la profezia si tramuta in realtà, quando non viene più trattata come un GIOCO, quando il nostro rapporto con gli altri è in ballo, quando le nostre vite sono messe a repentaglio e i nostri beni sono a rischio, allora la profezia diventa “qualcos’altro”, qualcosa a cui tante persone non vogliono farvi parte.
E, come tutta la terra è immischiata, in un modo o in un altro, in questa globale realtà, nonostante ciò, un’altra realtà spirituale è in movimento. Il popolo di Dio si trova sul precipizio della Settima settimana profetizzata da Daniele, la finale e fatale settimana conclusiva della storia.
Il mondo sta cambiando radicalmente, e sempre più velocemente. L’ovvio riallineamento delle potenze occidentali, più il consolidamento economico, culturale e militare e persino religioso che ha accompagnato tutti questi alterchi, ha nel frattempo creato l’odierno nuovo ordine mondiale Americano. Coloro che vanno avanti con i loro pacchetti nozionistici passati di mano in mano, sono sia isolati nel loro orgoglio e nella loro ignoranza, o rifiutano semplicemente di venire a patti con le realtà geopolitiche dei nostri tempi. In breve, non abbiamo più tempo a disposizione per creare un set di alternative che potrebbero contraddire o contravvenire a questo sistema mondiale d’America senza distruggere il mondo come oggi noi lo conosciamo. La guerra globale al terrorismo è in escalation, le forze dell’Impero risponderanno ovunque i suoi nemici saranno, e guai a chi osa frustrare i suoi disegni, perché proveranno sul proprio dorso la verga della sua potenza militare ed economica.
C’è una grande super potenza mondiale, collegata alla Babilonia dell’Apocalisse, che domina il mondo militarmente, economicamente, ed anche in termini di religione, la cui identità è nascosta ai più. Il re (o capo) di questa nazione è l’Anticristo, il quale stipulerà un trattato di difesa con Israele che segnerà l’inizio della settantesima settimana di Daniele (Daniele 9:27). Se l’America (la nazione più cristiana al mondo, l’economia più grande al mondo e la potenza militare più forte al mondo) è la Babilonia profetica o meno, lo scopriremo se e quando un leader firmerà un patto di mutua difesa con Israele. Io non riesco ad immaginare alcun’altra nazione al mondo che possa garantire la difesa di Israele stipulando con la maggioranza del suo parlamento un patto per la sua difesa, e tu? Per gli americani è praticamente impossibile contemplare anche solo per un momento questa possibilità perché è stato fatto loro il lavaggio del cervello quanto alla loro bontà e giustizia nel difendere la verità e la democrazia in tutto il mondo. La cosa strana è che migliaia di sinceri fratelli non riescono ad immaginare la loro nazione quale Babilonia la grande, perché per loro, prima che cominci la settantesima settimana di Daniele, l’America deve essere giudicata da Dio e distrutta a seguito del rapimento. Questi sono gli stessi cristiani che non riescono a concepire che l’Anticristo, l’undicesimo corno venuto fuori dalle altre dieci corna, quel corno più giovane, possa essere il re della Babilonia degli ultimi giorni. Vedere il futuro Anticristo, il re di Babilonia, il re di Tiro, uscir fuori dagli Stati Uniti d’America, deve essere una visione piuttosto raccapricciante agli occhi di certi cristiani patrioti — “chi lo avrebbe mai immaginato? Ciò che non temevamo è ora su di noi!”
Si è già entrati sotto la sfera dell’inganno quando tutto ciò che ci è stato insegnato, tutto quello che è a noi caro, tutto quello in cui noi crediamo, non è vero. Questo è l’inganno più grande di tutti. Solo chi è illuminato dallo Spirito Santo se ne accorgerà. L’inganno si propagherà perché i ministri non avranno dato i giusti insegnamenti intorno alla profezia biblica. Molti sperano nel rapimento prima della tribolazione, altri sostengono che l’anticristo verrà dall’Europa, o dal Medio Oriente o dalla Chiesa cattolica. L’inganno è già qui, intorno a noi. L’economia sta disastrosamente retrocedendo e le famiglie vivono nella preoccupazione di non riuscire a pagare le rate del mutuo per la casa. All’orizzonte pende un tornado economico, ma sono in pochi a intravederlo. Siamo stati ingannati.
armagheddon
La Chiesa deride la profezia. Il risultato del grande inganno è una Chiesa che deride la profezia: Dov’è la promessa della sua venuta?” (II Pietro 3:4). Noi beffeggiamo la profezia e deridiamo coloro che contraddicono. Non solo, ma ci facciamo beffe anche di Israele e deridiamo chi pensa che la Chiesa sia tiepida. Deridiamo i cristiani che osano attaccare le nostre sacre credenze e per di più, evitiamo di proclamare apertamente quelle sacre parole profetiche della Bibbia perché le consideriamo datate e fuori luogo. Ci beffiamo della convinzione dello Spirito Santo, ma crediamo ai nostri anziani e ministri, mentre disprezziamo coloro che vorrebbero metterli in discussione. Ignoriamo la Bibbia e i suoi avvisi. “Dov’è la promessa della sua venuta? Egli ha tardato troppo! Tutti i profeti che sono sorti fino ad ora li abbiamo trovati mendaci e falsi, perciò, perché ascoltarne degli altri? Gesù tornerà quando tornerà, perché preoccuparci? Raccogliamoci invece attorno alla nostra comunità e continuiamo ad essere brave persone di Chiesa dimenticandoci tutta questa negatività profetica. Quando i tempi duri verranno Gesù si prenderà cura di noi, dopotutto questo è quello che conta, non è vero?” In un certo qual modo, la nostra conoscenza sulla profezia biblica è stata, negli ultimi decenni, simile ad un esercizio di ginnastica teologica, in preparazione alla sfida, ma mai considerata seriamente, perché la “promessa della sua venuta” ci ha inevitabilmente districati, sciolti e slegati dalla “tribolazione” come evento, e, assieme a questo, profeti fanatici si sono cimentati su questo argomento per quasi duecento anni, e noi, siamo ancora qui, così, non preoccuparti per la sfida finale, quello che conta è che non gli si dia importanza!
Caro fratello o sorella, la verità è che prima o poi gli schernitori si rivolteranno nei confronti dei veri credenti per perseguitarli credendo così di fare un favore a Dio. Al mondo esistono tre gruppi di persone, le masse, gli schernitori e i testimoni: i non credenti, i credenti apostati ingannati e i martiri (dall’originale “testimoni”) che si schiereranno per la testimonianza di Gesù. in futuro le persone si divideranno in tre gruppi: i senza grazia, gli ingannati e i vincenti. A quale gruppo appartieni?
Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”. (Apocalisse 12:11).

di Dene Mc Griff

Concesso da: Sequenza Profetica 


 

"Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: «Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».
(Pietro 3:3-4)

L'opportunità di una visione

ossa
Il messaggio contenuto nel capitolo 37 del libro di Ezechiele è la magnifica parola che Dio ha usato e che ancora oggi usa per infondere una visione di vita e di speranza a chi ha perduto ogni speranza; e dovunque Dio ha ritenuto di doverla ripresentare come un messaggio attuale, essa è stata sempre il preludio di miracoli straordinari.
La prima volta che questo messaggio venne lanciato, Dio voleva che fosse rivolto al popolo di Israele deportato in Babilonia affinché credesse alla promessa della loro prossima liberazione, ritorno e ristabilimento come nazione unita, prospera ed indipendente. Erano stati smembrati, dispersi a forza in un vasto impero, affinché perdessero la loro identità nazionale, culturale e religiosa, erano passati decenni dopo decenni, ed avevano perduto ogni speranza di ritornare ad essere quello che erano un tempo. Si dichiaravano sconfitti definitivamente. Ecco però la voce potente di un profeta di Dio che annuncia loro che niente e nessuno può ostacolare i propositi di Dio, che Dio non fallisce nell'adempimento delle Sue promesse, e che essi vedranno presto la loro prossima risurrezione miracolosa come popolo.
Ai più questo pareva assurdo ed impossibile, come pensare che fosse possibile rimettere insieme le ossa di coloro che sono morti da lungo tempo, far ricrescere su di esse la carne e i nervi, e rivederli saltare in piedi come veri uomini e donne pieni di vita. A Dio però nulla è impossibile, e quello che promette Egli realizza anche se a noi pare un sogno assurdo. Quanti sogni apparentemente assurdi, però, si sono realizzati! E quanto Dio aveva loro annunciato Egli l'avrebbe di fatto realizzato. La visione sarebbe diventata per il popolo un potente magnete che per dare loro forza, speranza ed azione.
Questo messaggio Dio lo ha usato molte volte per trasformare chiese di cristiani nominali in palese decadenza e prive di forza ed entusiasmo in un esercito di cristiani viventi e consacrati, strumento di opere potenti alla gloria di Dio. Si, perché il Signore può e vuole risvegliare a novità di vita quelle chiese che hanno perduto la loro vita spirituale e la capacità di essere effettivamente utili alla causa del loro Signore.
Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per risvegliare uomini e donne che, come morti, sono privi di vita spirituale e totalmente ciechi di fronte ai danni umanamente irreparabili che il peccato produce sulla loro esistenza, totalmente ciechi di fronte alle terribili conseguenze del loro vivere senza Dio in questo mondo e del disperato loro bisogno del Salvatore Gesù Cristo.
Infine Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per insegnare quello che fisicamente un giorno avverrà, per preciso proposito e promessa di Dio, al corpo di coloro che sono morti. No, coloro che sono morti non sono scomparsi per sempre, ma risorgeranno, anche se sembra impossibile, riprendendo la loro integrità fisica e spirituale, per essere giudicati e per avviarsi verso il loro destino eterno.
Quale aspetto del messaggio di Ezechiele, Dio vuole che tu riceva quest'oggi per rispondere alla situazione nella quale tu ora ti trovi? Esaminiamo gli aspetti di questo testo.

Una visione opportuna
tempi
Oggi è l'epoca della televisione. Molti passano davanti alla televisione parecchie ore ogni giorno. Televisione vuol dire "vedere lontano", e la televisione è senza dubbio uno strumento incomparabile che ci rende possibile vedere molto lontano. Certamente noi oggi, grazie anche alla televisione, abbiamo orizzonti molto più aperti delle precedenti generazioni.
Uno strumento tecnico come la televisione, però, non ci darà mai la possibilità di vedere la natura intima e nascosta delle cose, delle situazioni e delle persone, come pure le possibilità che per grazia di Dio sono aperte davanti a noi. La televisione può certamente farci prendere coscienza, quando evidentemente non è solo spettacolo, della grave situazione in cui si trova il nostro mondo, ma non potrà mai darci la visione di ciò che Dio si è proposto di fare per il futuro e del nostro ruolo in esso. Abbiamo bisogno di una visione che solo lo Spirito Santo di Dio può darci, Egli solo può essere per noi strumento di rivelazione. Abbiamo bisogno della verace parola di rivelazione che solo Dio può darci e che sola ci può interpretare e farci vedere con chiarezza passato, presente e futuro.
Ezechiele dice: "La mano dell'Eterno fu sopra di me, mi portò fuori nello Spirito dell'Eterno". Noi dobbiamo essere "portati fuori" dalle condizioni normali di visione che ci possono servire solo fino a un certo punto, per vedere le cose come veramente sono e soprattutto per vederle come Dio le vede.
E' tragica la condizione di un popolo senza visioni, senza ideali, apatico e insipido, senza obiettivi da raggiungere e verso i quali attivamente muoversi, obiettivi il cui esito è garantito dall'indefettibile promessa di Dio. Come vivete voi? Vivete voi "alla giornata", così come capita, rassegnati di stare al buio, temendo un futuro minaccioso oppure cullandovi in vane quanto incerte speranze? Lo Spirito Santo di Dio, spirito di rivelazione, può darvi una visione in grado di sostenervi e di impegnarvi costruttivamente, di darvi serenità ed entusiasmo nei propositi buoni e giusti di Dio. Per questo noi prestiamo attenzione alla Parola di Dio e vogliamo rimanere aperti al vivente Spirito di Dio.

Una scoperta opportuna
ossa secche
Ezechiele così viene deposto "in una valle che era piena di ossa". Cadaveri e ossa: è un'immagine terribile, un'immagine di totale desolazione, un popolo sconfitto, devastato, distrutto, un'immagine sconvolgente, un'immagine vista veramente dai soldati degli eserciti di liberazione che avevano messo piede per la prima volta nei lager nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. E le ossa viste da Ezechiele "erano in grandissima quantità sulla superficie della valle... e molto secche".

E' la stessa sensazione di orrore che ti sorprende quando apri gli occhi per la prima volta sulla realtà della miseria materiale, morale e spirituale dell'umanità e comprendi che di questo mondo anche tu sei parte integrante, e forse corresponsabile.
Non è però solo il sentimento di orrore che ti sorprende quando "tocchi con mano" la malattia, la guerra, la morte, la tortura e le indicibili sofferenze che molta parte dell'umanità sperimenta giorno per giorno: questo, potremmo dire, è lontano da noi (ma poi neanche tanto, quando contempli le devastazioni fisiche, mentali, morali e spirituali prodotte per esempio dalla droga, dell'alcoolismo, dallo sfruttamento e dalla violenza sui bambini, dall'aborto...). E' anche l'orrore che ti sopravviene quando ti rendi conto per la prima volta della miseria morale e spirituale di tanta gente apparentemente benestante; quando ti accorgi che sotto l'immagine luccicante e sorridente di tante persone "di successo" c'è... quello che solo Gesù ha saputo descrivere quando diceva: "rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine", belli di fuori, ma dentro "pieni di ipocrisia e di iniquità".
Si, ossa di morti imbiancate dall'indifferenza a Dio e alla Sua legge, in cui non c'è evidenza alcuna di vera vita, e di vita spirituale, rinsecchite dall'orgoglio, dalla mondanità, dall'indipendenza da Dio.
...E' l'orrenda visione che ti sopravviene soprattutto quando tutto questo panorama di morte lo vedi per la prima volta dentro di te, dentro la tua anima. ...una società che potrebbe in comunione con Dio vivere nella gioia e nella salute, individui che nel Salvatore Gesù Cristo potrebbero trovare tutto ciò di cui hanno bisogno, e anche chiese che lo sono solo di nome..., gusci vuoti ed inutili completamente inconsapevoli delle ricchezze di cui potrebbero godere se solo fossero fedeli ed obbedienti al loro conclamato Signore.
E' terrificante vedere "spettacoli" di questo genere, e lascia un segno indelebile sulla coscienza: per questo queste visioni sono salutari: esse portano lo spettatore non solo allo sgomento, ma anche all'umiliazione e soprattutto a reagire perché non si può far finta di niente, vivere come se niente fosse dopo aver visto tutto questo. Allora sono opportune delle domande!

Domande opportune
valle
Davanti ad una visione di questo genere il Signore ci fa una domanda, una domanda che anche noi spesso ci facciamo: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?". Già, è una domanda che può solo venire a coloro i cui occhi sono stati aperti per vedere il terribile bisogno materiale, morale, e spirituale in cui si dibatte al presente la persona umana. Il cieco risponderebbe: "Ma quali ossa? Io non ne vedo di ossa! Le cose sembrano tranquille e pacifiche, la valle è così bella ed attraente!".

Vedere però questa triste situazione umana è veramente scoraggiante, e nell'impossibilità di trovare una risposta a queste domande molti si incamminano sulla strada del suicidio, lento od immediato che sia. Molti dicono: lasciamo che tutto vada alla malora... meglio non pensarci, meglio stordirci con quanto di meglio il nostro mondo offre per distrarci, evadere, renderci imbambolati e "felici" nell'incoscienza e nell'ignoranza. Queste domande però le dobbiamo fare affinché noi ne cerchiamo la risposta là dove si trovano affinché noi passiamo all'azione, altro che "non pensarci"!
Pensate alla responsabilità che incombe a coloro ai quali lo Spirito Santo ha aperto gli occhi! Gli occhi aperti sono una possibilità per passare all'azione, per lavorare, e trovare in Dio la risposta, e lavorare nella prospettiva che solo Dio ci dà significa lavorare con speranza autentica.
Se Dio ci ha dato di vedere il bisogno che c'è dentro di noi e negli altri, non intende Egli forse usarci per mobilitarci a prendere in Lui le misure necessarie per sovvenire ad esso?

Una risposta opportuna
croce
La risposta a questa domanda esiste. Dio ci ha fatto vedere questa situazione non per umiliarci ancora di più e per gettarci nella più nera disperazione. Ascoltate: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?" Io risposi: "O Signore, o Eterno, tu lo sai". Ezechiele sembra rispondere sconsolato: "Signore, io non lo so proprio, perché umanamente a questa situazione non c'è risposta. Ma Tu, si, Tu potresti rispondere. Tu solo potresti darci una speranza. Solo tu potresti fare rivivere queste ossa!".

Non c'è risposta in questo mondo alla triste condizione umana, ma solo patetiche ed impotenti misure d'emergenza che nulla risolvono radicalmente. La scienza, l'arte, e tutte le filosofie di questo mondo non hanno rimedio alcuno che sia efficace contro i disastrosi effetti del peccato e contro il peccato stesso, nessun rimedio per un'anima morta nel peccato e rinsecchita nella sua iniquità. "O Signore, o Eterno, tu lo sai". L'unica salvezza possibile proviene dal Signore. E' bene in un tempo di crisi affidarci totalmente alla sapienza ed alla potenza del Signore. L'apostolo Pietro diceva: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi". Qual è la risposta che in Dio solo possiamo trovare?

Un rimedio opportuno

Il rimedio che Dio fornisce alla triste situazione umana viene rivelato quando è stato visto il bisogno, e soprattutto quando tutto l'amaro peso del bisogno umano è stato assaggiato. Il rimedio è duplice e traspare da due comandi che il Signore rivolge ad Ezechiele:
1. "Profetizza a queste ossa e di' loro: 'Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno'". Ad Ezechiele viene comandato di profetizzare, cioè di predicare, di parlare alle ossa da parte di Dio, di annunciare loro la Parola della conversione e della fede, l'Evangelo, la buona notizia della grazia di Dio: una parola potente! Dice l'apostolo Paolo: "l'Evangelo di Cristo è la potenza di Dio, per la salvezza di chiunque crede". Si, l'Evangelo di Gesù Cristo -quando è stato annunciato e vissuto fedelmente- è sempre stato potenza di trasformazione, per individui, per società, per chiese infedeli ed addormentate!
Questo però è un curioso comando davvero! Come si può predicare "a dei morti": non ti ascolteranno! E' lo stesso pensiero che mi viene in testa quando sono li che predico la parola del Signore con convinzione e con forza, sicuro che questo è proprio ciò di cui i miei uditori avrebbero più bisogno, e ne vedi alcuni, distratti, che magari guardano dalla finestra, che sono tutti immersi in chissà quali loro pensieri estranei, o che sbuffano come se queste cose non interessassero loro! ...predicare a dei morti? predicare a dei sordi? Eppure è proprio questo che il predicatore deve fare per esplicito comando del Signore. Che senso ha? E' chiaro che questo sarebbe un esercizio inutile se nel contempo non ci fosse anche il secondo rimedio che Dio prescrive a Ezechiele:
2. "Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d'uomo e di' allo Spirito: 'Così dice il Signore, l'Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi perché vivano". Si, Ezechiele riceve pure il comando di profetizzare allo Spirito, cioè di invocare in preghiera lo Spirito Santo, il quale solo può entrare in quelle ossa secche e ridare loro vita. "Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete!". "E' lo Spirito che vivifica!".
Se non si pregasse prima, durante, e dopo la predicazione dell'Evangelo affinché lo Spirito Santo intervenisse negli uditori con la Sua potenza di persuasione, il predicatore sarebbe veramente solo un poveretto che parla al vento. Ringraziando il Signore, però non è così, perché uomini e donne vengono pur tuttavia alla conversione a Gesù Cristo, comportamenti negativi ed immorali vengono trasformati. Perché? Perché lo Spirito Santo, onorato, glorificato, e invocato, è all'opera!

Un risultato opportuno
salvezza
Il risultato dell'applicazione di questo rimedio allo "ossa secche" era proprio come era stato predetto: "Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo". Un'armata di uomini, rialzati dalla morte, pronti ad esercitare la vita appena ricevuta al servizio di Dio!
Nessuno così dica: "Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, e noi siamo perduti!" perché questo testo della Parola di Dio aveva avuto la potenza di seminare una gloriosa visione di risurrezione nell'antico popolo di Dio disperso ed umiliato a Babilonia e, tramite la predicazione e la potenza dello Spirito Santo, aveva avuto la virtù di instillare forza e speranza nel popolo, di riunirlo, di mobilitarlo, di portarlo al ravvedimento e ad una rinnovata fede, per renderlo così pronto quando Dio, secondo le Sue promesse, le avrebbe fedelmente, a suo tempo, portate a compimento.

Nessuno dica: La mia situazione è disperata e senza speranza, perché Dio in Gesù Cristo è pronto a guarirti, a perdonarti, a darti nuova vita! Egli dice: "Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore!". Dio vuole proprio oggi darti una splendida visione di vittoria, un meraviglioso obiettivo verso il quale tendere fiduciosamente con tutto te stesso! Devi credere con tutto te stesso a questa visione di vittoria sul peccato e sulla morte, devi lasciare che questa visione positiva condizioni fin da ora tutta la tua vita, ed a quel punto arriverai, per grazia di Dio.
Se non vivi oggi nella prospettiva di vittoria che solo Dio ti può dare, tu condizionerai te stesso sempre di più nelle immagini negative e disperate che nutri nel tuo cuore, ed otterrai quello che temi, ed anche peggio.
Guai allora a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, guai a disperare della situazione personale, sociale, di chiesa, per quanto triste e mortificante possa essere. Bisogna abbracciare risolutamente la visione positiva di grazia e di vittoria che Dio ci propone, conformare ad essa la nostra esistenza, lasciarcene illuminare e, come l'antico popolo di Israele il Signore ci dice: "'Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi farò uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, metterò su di voi il mio Spirito e voi vivrete; allora riconoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho portato a compimento la cosa' dice l'Eterno".
tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola


 

"Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te»."
(Efesini 5:14)

Segni della fine?

segni
Introduzione

Ogni volta che, come è purtroppo la regola, nel nostro mondo scoppiano guerre, carestie, epidemie, oppure avvengono terremoti, molti cominciano a parlare di tutto ciò come di "segni" della prossima fine del mondo.
L'idea di una disastrosa fine del mondo in cui viviamo è radicata dentro di noi, e fa parte della nostra cultura. Sarebbe interessante scoprirne le motivazioni psicologiche e sociologiche, ma non lo possiamo fare ora.
Alimenta queste paure chi fa un gran parlare delle profezie (vere, presunte, o pretese) sia della Bibbia che di maghi ed astrologi del passato o di oggi.
Spesso queste profezie vengono strumentalizzate da chi vuole attirare la gente alla propria sétta o gruppo religioso che pretende essere l'unico strumento di salvezza, oppure da chi prende un perverso gusto a diffondere notizie allarmistiche.
Il meccanismo psicologico della sétta lo si può smascherare, ma più spesso chi diffonde notizie allarmistiche lo fa per attirare l'attenzione su di sé, per il gusto di sensazionalismo, per sadica rivalsa contro un mondo che non gli ha dato quello che pensa essergli dovuto, oppure per demoralizzare la gente e a farle credere inutile ogni concreto impegno a far si che tutto questo non avvenga.
E' riprovevole per me che si creda a maghi, chiaroveggenti ed astrologi, e dobbiamo condannare tutto questo con fermezza. Quello che mi preoccupa di più come cristiano, però, è che spesso si parli delle profezie della Bibbia solo per sentito dire, senza che in effetti queste profezie le si abbia di fatto lette ed interpretate correttamente.
La Bibbia, è vero, parla della fine di questo mondo e io lo accetto come rivelazione di Dio, ed è molto più realista la persona che la contempla come reale possibilità, piuttosto che sognare irrealizzabili utopie umanistiche, ma è importante sapere come la Bibbia ne parla, e perché e quale risposta o atteggiamento essa, parlandone, si aspetta da noi.
E' forse per terrorizzarci e per farci rinunciare ad ogni speranza ed impegno concreto, oppure per suscitare in noi una risposta positiva e costruttiva?
Vorrei oggi esaminare un discorso profetico di Gesù riportato al capitolo 24 di Matteo. E' un discorso che ritengo illuminante, in grado non solo di correggere concezioni falsate che possiamo avere, ma pure al fine di farci assumere, di fronte a tutta questa faccenda, un atteggiamento corretto e costruttivo.

Il contesto di Matteo 24
fine
Gesù sta per lasciare l'area del tempio quando i suoi discepoli richiamano con ammirazione ed orgoglio la sua attenzione sulla maestà degli edifici che lo compongono. Con grande loro sorpresa, però, Gesù predice loro che un giorno, di tutti quelli, non ne rimarrà più pietra su pietra, perché tutto verrà abbattuto. Gesù è il profeta per eccellenza perché è in costante comunione con Dio Padre e conosce i propositi che Dio ha stabilito per ogni cosa. In Gesù Iddio si compiace di comunicare una parte del segreto consiglio della Sua volontà a coloro che Egli sceglie di rivelarlo.
L'affermazione di Gesù sul tempio di Gerusalemme lascia i suoi discepoli sconvolti, perplessi, senza parole e, giunti sul monte degli Ulivi, essi non resistono alla tentazione di chiedere a Gesù di dare loro ulteriori spiegazioni su quanto ha loro rivelato e gli fanno così due domande:
(1) Quando avverranno queste cose?
(2) Quale sarà il segno della tua venuta [parousia] e della fine dell'età presente [synteleia tou aionos]?

Nella loro mente probabilmente essi associavano la distruzione di Gerusalemme con il ritorno preannunciato di Cristo nella gloria di Suo Padre, come pure la fine dei tempi, il compimento ultimo di questa epoca e il passaggio ad una nuova fase della realtà secondo i piani prestabiliti da Dio.
La distruzione di Gerusalemme, infatti, e del suo tempio, avverrà, come ribadito da Gesù, nell'anno 70 d.C.
Allora Gesù risponde non confondendo, ma mescolando gli avvenimenti ed i moniti dell'una come dell'altra situazione. Il discorso si muove così sulle seguenti linee:

1. Attenzione ai falsi allarmi!
rumori
Gesù ci mette prima di tutto in guardia contro dei segni apparenti ed ingannevoli della fine, ma che tali, almeno direttamente, non sono. Egli parla de:
a. La seduzione di falsi cristi e falsi profeti. Molti in futuro verranno e si approprieranno dell'autorità e del nome che spetta solo a Gesù, dicendo di essere il Messia che ritorna, e, ingannandoli, ne travieranno [planese] molti. Verranno molti falsi profeti [pseudoprophetes] e ne sedurranno molti, condurranno molti su strade sbagliate. Quanti ieri, oggi, ed anche domani, si presentano nel nome di Cristo, dicono di essere suoi unici rappresentanti, oppure Lui stesso di ritorno! E poi quanti falsi profeti attirano attenzione su di sé attraverso i mass-media. Rifiutiamo di ascoltarli e di farcene intimidire!
Sono anche i vv. 23 e 24 che ritornano su questo punto ammonendoci a non farci trascinare qui e là da questa gente, quand'anche facessero grandi segni e prodigi così convincenti che pure gli eletti sarebbero tentati di cascarci. Il ritorno di Cristo, però, sarà "come il lampo che esce da levante e si vede fino a ponente" [v.27], sarà cioè di straordinaria visibilità universale e non sarà limitato a "deserti" e luoghi privati.
b. La presenza di guerre, carestie e terremoti. Queste cose non devono turbarci [me throeisthe, non siate preoccupati, spaventati, allarmati] perché esse sono una purtroppo un dato purtroppo tipico [dei panta genesthai, una necessità] inerente all'ordine delle cose (la corruzione dell'animo umano, l'imprevidenza umana e l'instabilità della terra).
Queste cose non segnano necessariamente la fine [to telos] anche se ne sono funzionali.
Tutto questo, infatti, non è che il preannuncio, il principio [arché odînon], di una situazione più grave. La parola qui è la stessa di quella che si riferisce alle prime dolorose contrazioni di un parto. 

2. Gli eventi della fine sono altri
persecuzione
Gesù però non tace su quelli che costituiranno sicuri segni della fine. Sono di tipo diverso da quelli prima citati. Gesù parla di:
a. Persecuzioni "a cagione del mio nome". Non è mai stato facile essere cristiani in modo coerente, vivere, pensare, parlare ed agire come Cristo ha insegnato. Chi lo fa sa di andare incontro a difficoltà che possono essere anche gravi. Questa è la vera "croce" del cristiano. Negli ultimi tempi, però, pare dire Gesù, si assisterà ad una straordinaria recrudescenza di persecuzioni fatta di tribolazione, uccisioni, odio contro i cristiani che intendono essere coerenti nella parola e nei fatti con Cristo e la dottrina rivelata.
b. Apostasia . Molta gente abbandonerà la fede e le chiese. Molti "saranno scandalizzati", perderanno ogni fiducia nel cristianesimo, cominceranno, quel che è più grave, a non avere più fiducia e ad abbandonare Colui nel quale dovrebbero riporre fede ed obbedire: Gesù Cristo, le sue parole, le sue promesse, le sue azioni, il valore della sua opera. Molti cosiddetti cristiani si tradiranno e si odieranno a vicenda.
c. Aumento della iniquità. L'amore della maggioranza della gente si raffredderà a causa della crescente [plethuno il moltiplicarsi, l'incremento] illegalità (norme, principi e leggi ignorate, atteggiamenti sempre di più privi di scrupoli). La nostra civiltà è arrivata a redigere magnifici codici di condotta e di moralità personale, civile, di gruppo, magnifici ideali, ma essi verranno sempre di più ignorati. Ci sarà un ritorno alla barbarie, in presenza stessa di questi codici.
Un arabo in Occidente ha dichiarato con delusione: "Sono venuto in Occidente attirato dalla nobiltà e dal progresso delle idee morali e spirituali della vostra civiltà, ma voi nei fatti rinnegate tutto ciò che i vostri letterati e maestri hanno così mirabilmente teorizzato".
d. L'opportunità dell'Evangelo offerta a tutti. Un segno in positivo sarà però anche un altro. L'universale diffusione dell'Evangelo di Gesù Cristo. Gesù pare dire: quando il numero di coloro che Dio, nel suo insondabile giudizio, ha eletto a salvezza sarà completo e quando la verità sarà stata inequivocabilmente testimoniata a tutti, onde tutti siano resi inescusabili, allora verrà la fine. Il Vangelo di Gesù Cristo ha raggiunto oggi il mondo intero, ma non ancora tutti l'hanno udito, e molti non l'hanno ancora udito correttamente. Quest'epoca avrà fine quando l'opera di evangelizzazione sarà completata. 

 3. Un'esplosione fatale
corruzione
Gli eventi della fine non sarebbero così tanto dei fatti, ma l'aggravamento fatale di un'atmosfera spirituale sempre più corrotta, tanto che l'intera situazione al v. 28 viene definita "un carname", o "un cadavere" solo pronto per gli uccelli da preda, le aquile. E' l'esplodere di una pentola a pressione quando il vapore non trova più modo di liberarsi. Quando ormai scoppia una situazione non più contenibile, quando si è giunti al punto di non ritorno, quando si è fatto l'errore fatale che sconvolge definitivamente tutto il sistema. Quando la corruzione morale e spirituale dei più è diventata così grave che Dio è costretto a pronunziare il suo "adesso basta!".
La crisi che noi stiamo vivendo dovrebbe almeno insegnarci una lezione: si raccoglie quel che si semina, le contraddizioni di un mondo immerso nel peccato prima o poi scoppiano e dobbiamo pagare!
Questo mi pare possa essere intravisto nell'elemento del v. 15.
a. Gli eventi del 30 e del 70 d.C. Gesù parla del segno decisivo della "abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo". Si tratta dello "sconvolgente sacrilegio". In che cosa consiste? Il profeta Daniele parla della soppressione del Cristo di Dio, della profanazione del tempio e della cessazione dei sacrifici continui [Da. 9:26,27; 11:31; 12:11]. Questo è avvenuto, e questo è considerato il massimo dell'aberrazione.
Allora si comprende il perché Gesù dia istruzioni nei vv. 17-20 per poter essere pronti e mettersi in salvo contro questi avvenimenti che avranno poi luogo.
b. Gli eventi degli ultimi tempi.  Questo evento però è come la prefigurazione di qualcos'altro ancora distante nel futuro "una grande afflizione tale, che non v'è stata l'uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà" [v.21]. Per quanto terribile questa "grande tribolazione" certo non poteva essere ciò che è avvenuto nel 70 d.C. e certamente, per quest'ultimo avvenimento servirebbe a poco "fuggire ai monti".
Interessante notare che a questo evento "nessuno scamperebbe" se, per amore di coloro che Dio ha eletto a salvezza "a cagione degli eletti", quei giorni saranno (da Dio) abbreviati.
Questa afflizione sarà seguita da sconvolgenti eventi cosmici (sole, luna, stelle "scrollate", v. 29), quindi qualcosa che va oltre la strumentalità umana (cataclismi cosmici ce ne sono sempre nell'universo ed anche la terra nella preistoria li ha già subiti, come confermano gli scienziati).
Allora "apparirà nel cielo il segno del Figliolo dell'uomo", e Cristo tornerà dal cielo con gran potenza e gloria, per radunare da tutto il mondo e prenderli con sé tutti gli eletti.

4. La risposta che Dio si attende da noi
bibbia
Davanti all'annuncio di tutto questo, qual è la risposta più convenevole che il Signore Gesù si attende da ciascuno di noi?
a. La certezza. Il primo insegnamento da trarre da tutto questo riguarda la sovranità e la fedeltà di Dio. "Io ve l'ho predetto", dice Gesù, io vi ho avvertiti. Il Dio santo, giusto e buono che Gesù annunzia ha fatto dei piani che verranno immancabilmente a compimento, sia in negativo, per le cose diciamo "brutte", sia in positivo rispetto al piano di salvezza che Dio, in questo quadro ha predisposti. "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno" [v.35]. Gesù pare dirci: siete ammoniti, non fatevi illusioni, le cose stanno esattamente come ve l'ho dette, se volete salvarvi adottate le misure che io vi ho consigliato.
b. La vigilanza. Gesù pare dirci: "Tenete gli occhi bene aperti a quello che accade. Come le gemme degli alberi annunciano la primavera", "così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è vicino, proprio alle porte" [v.33]. Notate che qui non dice "sappiate che la fine è vicina", come se questo fosse motivo di disperazione, ma "sappiate che Egli è vicino", cioè Gesù sta per tornare nella gloria come Salvatore di coloro che si sono affidati a Lui, e questo è motivo di grande gioia. Certo il ritorno di Gesù non sarà motivo di gioia per coloro che lo hanno ignorato o rifiutato, perché allora Egli tornerà come giusto loro giudice. Al v. 43 Gesù fa l'esempio del ladro di notte che viene inatteso. Il padrone di casa, però, si premunisce e vigila.
c. Perseveranza. Così abbiamo la perseveranza, già citata al v. 13. Sarà salvato chi, nonostante tutto questo avrà perseverato nella fede e nell'obbedienza verso il Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Perseveranza significa anche fedeltà nell'adempiere nonostante tutto, ai compiti che il Signore ci affida, nel testimoniare con coraggio comunione con Dio, pace, giustizia, rispetto per il creato. Questo aspetto è particolarmente sottolineato alla fine del capitolo dalla parabola del servitore fedele e prudente. Iddio ci ha affidato un compito da svolgere, e "Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato"Chi però, dichiarandosi cristiano, e quindi servitore di Cristo, verrà trovato inadempiente ai suoi doveri, si vedrà assegnata alla fine "la sorte degli ipocriti".
d. Un giorno ed un'ora non rivelati. Interessante che Gesù ci inviti poi a non occuparci con troppa curiosità del giorno e dell'ora in cui tutto questo avverrà, perché è qualcosa che Dio non vuole rivelarci! Anzi, quel momento verrà quando meno ce lo aspettiamo! Altro che "segni premonitori! Quel giorno tutti allegramente ed irresponsabilmente "mangeranno e berranno", ma sarà come ai giorni di Noè. "Di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti. Così avverrà alla venuta del Figliolo dell'uomo" [v. 39]. Solo Noè e la sua famiglia avevano prestato attenzione agli avvertimenti di Dio, ed avevano preso tutte le necessarie contromisure che Dio aveva per loro stabilito, e gli altri continuavano ignari a fare come se niente fosse. "Vegliate, dunque, perché non sapete, in qual giorno il vostro Signore sta per venire... state pronti; perché nell'ora che non pensate in Figliolo dell'uomo verrà".

Conclusione

Di fronte alle paure apocalittiche che accompagnano ogni crisi storica dell'umanità siamo chiamati ad un'atteggiamento realistico, lucido e costruttivo.
Attenzione ai falsi allarmi, dice Gesù: occhi aperti sui falsi cristi ed ai falsi profeti, a chi ti vuole manipolare facendo leva sulle tue paure. Per quanto riguarda poi guerre, carestie, terremoti, beh, purtroppo questa è una costante della condizione umana che dovrebbe farci solo prendere coscienza del nostro peccato e spingerci al ravvedimento.
La fine dei tempi, però, sarà caratterizzata dalle persecuzioni generalizzate contro chi è fedele a Cristo, dal tradimento della fede cristiana da parte dei più, dall'immoralità generalizzata, e dalla fine delle opportunità di ricevere salvezza tramite l'Evangelo di Cristo. La fine dei tempi sarà segnata dall'esplosioni delle contraddizioni create dall'uomo, da eventi cosmici, come pure dal ritorno di Cristo come Salvatore e come Giudice.
Infine di fronte a tutto ciò il giusto atteggiamento che siamo chiamati ad avere è quello della certezza della Parola di Dio, della vigilanza, della perseveranza, e dell'essere pronti, sempre.
Di fronte a questi ed altri avvenimenti sapremo mantenere e testimoniare il giusto atteggiamento di persone che vivono alla luce della verità rivelata, da loro ben conosciuta e vissuta con coerenza?
 di P. Castellina


"Quel che dico a voi, lo dico a tutti: “Vegliate”"
(Marco 13:37)

Discernere le voci che risuonano intorno a noi

voci
 "Perché tumultuano le nazioni, e i popoli tramano cose vane? I re della terra si ritrovano, e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto, dicendo: «Rompiamo i loro legami, e sbarazziamoci delle loro funi». Colui che siede nei cieli riderà, il Signore si farà beffe di loro. Allora parlerà loro nella sua ira, e nel suo grande sdegno li spaventerà, e dirà: «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio monte santo. Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: 'Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato'. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità, e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d'argilla». Ora dunque, o re, siate savi; accettate la correzione o giudici della terra. Servite l'Eterno con timore, e gioite con tremore. Sottomettetevi al Figlio, perché non si adiri e non periate per via, perché la sua ira può accendersi in un momento. Beati tutti coloro che si rifugiano in Lui" (Salmo 2).

Introduzione

Scrivendo ai cristiani di Corinto, l'apostolo Paolo dice: «Vi sono tante varietà di voci nel mondo, e nessuna di esse è senza significato» (1 Co. 14:10). Se noi accendiamo la radio sulla modulazione di frequenza, rimaniamo impressionati dall'incredibile quantità di stazioni che trasmettono: quante voci, quanta musica, ...quanta confusione. Se ci sintonizziamo poi sulle onde corte troveremo centinaia di altre voci in tante e tante lingue diverse, molte delle quali noi non conosciamo: eppure tutte queste hanno un significato, anche se non lo comprendiamo, anche se è vero che spesso il senso dei contenuti di questi discorsi lasci piuttosto a desiderare...
Il mondo è pieno di voci, e nessuna porzione della Parola di Dio illustra questo fenomeno più di questo salmo. Dobbiamo imparare a distinguere queste voci ed a valutarne il valore, come pure dobbiamo "leggere fra le righe" dei discorsi che udiamo, valutare il senso profondo delle parole del nostro tempo. Dobbiamo farlo per noi stessi, perché vi sono messaggi che sono "per noi", ma anche messaggi che sono "contro di noi".

Il Salmo 2 ci aiuta a distinguere il valore ultimo delle voci che udiamo. Lasciamo che esso ci insegni.

I. La voce delle nazioni

tumulti
"Perché tumultuano le nazioni, e i popoli tramano cose vane? I re della terra si ritrovano, e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto, dicendo: Rompiamo i loro legami, e sbarazziamoci delle loro funi»" .

L'immagine presentata qui dal nostro salmo è quella di una cospirazione ai danni di un legittimo sovrano. Fra i suoi avversari c'è un certo movimento, un vociare di gente che prepara una rivolta generalizzata contro il governo stabilito. Siamo ai preludi della rivolta, nella fase del complotto al fine di liberarsi dal giogo del re, una cospirazione che finirà con un appello aperto e audace alla ribellione.
Non si tratta però della rivolta contro un dittatore ingiusto e cattivo, ma della rivolta contro un giusto governo da parte di forze che vogliono stabilire il proprio potere, il proprio arbitrio, i propri interessi. In questo caso i malvagi sono coloro che stanno tramando una rivolta, i malvagi sono "le nazioni", "i popoli", "i pagani".
Ecco allora che il messaggio biblico prende forma davanti a noi: il legittimo sovrano è Dio ed i ribelli che stanno macchinando di rovesciarne il potere e di prendere loro il controllo della situazione non è altri che l'umanità, l'essere umano, un quadro purtroppo famigliare nella nostra realtà.

1. L'umana ribellione

"Perché tumultuano le nazioni, e i popoli tramano cose vane? I re della terra si ritrovano, e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno" .
Fin dal tempo in cui Adamo aveva dato retta alla voce del peccato personificato ed aveva così causato una maledizione sulla natura che Dio aveva creato, sulla razza umana sono state scritte tre parole con caratteri chiari e grandi: ribellione, apostasia e trasgressione. Se abbiamo orecchie per ascoltare riconosciamo queste parole molto bene che, da ogni parte della terra si alzano per sfidare Dio.
Talvolta il suono di queste voci l'udiamo da una sola fonte, ma più spesso è un concerto di voci che cantano la ribellione, l'apostasia e la trasgressione!
C'è infatti un aperto spirito di antagonismo contro Dio nelle pulsioni umane. Paolo ci dice che «Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo». Una fondamentale ed ingiusta ribellione ad un legittimo Signore. E' lo spirito diffuso nel mondo, e non è forse lo spirito che troviamo in noi stessi se onestamente consideriamo i nostri pensieri, le nostre pulsioni, i nostri gesti. Non è una ribellione positiva: è la causa di tutti i nostri mali. La Bibbia dice: «Chi vuol essere amico del mondo, si rende nemico di Dio» (Gm. 4:4). In ultima analisi a chi vanno veramente le nostre simpatie: allo spirito del mondo o allo Spirito di Dio. Si tratta però di un antagonismo di cui solo noi avremo la peggio, a meno che noi non accogliamo l'offerta di grazia che Dio ci fa in Gesù Cristo.

2. L'umana apostasia

«e i popoli tramano cose vane? ...e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno».
La parola qui tradotta con "tramare" è la stessa di "immaginare", fantasticare, ed è usata nel senso di chi ribellandosi a Dio ed alla verità stabilita, si costruisce razionalmente un Dio secondo la propria immaginazione ed una verità di comodo a proprio uso e consumo, come chi tesse una tela, un ordito per fornirsi di un manufatto di proprio gusto.
Si, l'umanità non può stare senza un qualche Dio, una qualche filosofia che dia senso alla propria vita, ad una legge di comportamento da seguire, e se non può essere il vero Dio e la legge di Dio, allora ci costruiamo noi qualcosa che ci possa tornare comodo.
Non è forse vero che, non sopportando la verità che Dio ha rivelato su sé stesso nella Bibbia e in Cristo, ci siamo costruiti divinità a nostra propria immagine, leggi, filosofie di vita e morali che ci tornassero comodo, e talora anche fatte passare falsamente come cristianesimo? Apostasia significa rinnegare la verità rivelata per seguire altre strade.
...e non è illuminante vedere come in effetti lo spirito di ribellione conduca progressivamente ad alterare la verità o a relativizzarla, fintanto che si giunge al suo completo abbandono?
Succede anche oggi che si cerchi di piegare la Bibbia allo spirito del nostro tempo, costringendola ad affermare quello che a noi fa più piacere, solo per accorgersi ben presto che questo lo possiamo fare solo fino ad un certo punto, ed allora si butta via la Bibbia ritenendola non utile ai propri fini. Lo si vede nella radicalizzazione di certo femminismo, o di certo spirito sincretista d'oggi che vorrebbe fare di ogni religione un fascio all'insegna di un vago umanesimo.

3. L'umana trasgressione  

«Rompiamo i loro legami, e sbarazziamoci delle loro funi».
 Ed ecco così che la trama ordita nel segreto esce allo scoperto ed incita alla palese rivolta. Il "legame" di cui qui si parla è quello che viene usato per tenere a bada un animale indocile, cocciuto e recalcitrante. La ribellione conduce all'apostasia come pure a liberarsi dai freni, dagli impedimenti che Dio usa per tenere sotto controllo l'indisciplina umana che altrimenti, senza alcun ritegno, controllo ed inibizione farebbe danni enormi: le leggi e le norme morali che Lui ha stabilito.
Anzi, l'apostolo Paolo, in Romani afferma che Dio in effetti lascia che si liberino da questi legami, "li abbandona al loro destino", affinché si rendano conto che, così facendo in realtà non ci guadagnano nulla, anzi... Paolo osserva che la depravazione della condotta che caratterizza il paganesimo è una conseguenza del divino atto giudiziale di rimuovere quei freni che in verità sono autentici segni della misericordia di Dio.

II. La voce di Dio Padre
giudizio
 «Colui che siede nei cieli riderà, il Signore si farà beffe di loro. Allora parlerà loro nella sua ira, e nel suo grande sdegno li spaventerà, e dirà: «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio monte santo». Nonostante la temibile e terrificante voce delle nazioni che si ribellano al legittimo sovrano, l'uomo di Dio, il cui orecchio è sintonizzato con il cielo, ode una voce ancora più significativa che tuona al di sopra del rumore e della confusione che regna tutt'intorno: è Dio che parla. Si tratta di una voce chiara: Dio parla in tutta la Sua gloria, con ogni parte di sé stesso. La voce è triplice, come triplice è la sua essenza trinitaria. Che cosa dice questa triplice voce di Dio?
Si ode dapprima:

1) Una risata di scherno

«Colui che siede nei cieli riderà, il Signore si farà beffe di loro» . Se lasciamo per un attimo da parte il fatto che in realtà si tratta di tragedia, c'è qui qualcosa di davvero comico. Non è ridicolo per delle creature di questo mondo, che tutto debbono al loro Creatore, asserire la propria indipendenza rispetto a Dio e cercare di rovesciare il Suo dominio?
Dio guarda giù sull'umanità ribelle e ride. Con infinita pazienza ed amore Egli continua a vestire e a nutrire le nazioni della terra, nella speranza che la Sua infinita bontà li possa condurre al ravvedimento; un giorno però la sua risata si trasformerà in uno sguardo di severo ed implacabile giudizio, e poveretto chi persisterà a respingere la Sua legittima e giusta autorità!

2) Un espressione di rammarico

«Allora parlerà loro nella sua ira, e nel suo grande sdegno li spaventerà». Qualcuno ha detto che il silenzio del cielo è la speranza dell'umanità, perché se Dio vorrà alla fine parlare sarà solo nella sua giusta ira: «Poiché Egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia per mezzo di quell'uomo che Egli ha stabilito» (At. 17:31). Sorprende forse che lo scrittore di Ebrei dichiari: «E' cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente» (Eb. 10:31). "Dio non c'è", dice qualcuno, "o forse è muto". Al che si potrebbe rispondere: "E' meglio per te che stia in silenzio, perché se parlasse, se dicesse su di te quello che dovrebbe pur dire, tu non sussisteresti!".
Ripensate al giudizio di Dio ai giorni dell'arca di Noé e di Sodoma e Gomorra fa testo a questo riguardo.

3) Un'affermazione di intenti

«Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio monte santo». Ecco la risposta che Dio dà alle nazioni ribelli. Esse immaginano vanamente che il Suo eterno proposito possa essere frustrato e che essi avranno successo nell'impedirgli di stabilire il Suo Figlio sul trono dell'impero universale come Re dei re e Signore dei signori; nulla però è più certo di questo. La Parola di Dio ci dice che il trono di Davide sarà il trono del Figlio di Dio: «...e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine» (Lc. 1:33). L'ultima parola di Dio è stata pronunciata nel Suo Figlio, Gesù Cristo. Oggi il tono che Egli assume nella sua voce è quello della grazia, domani però sarà la voce della sua ira. "Sta pur certo", dice il Signore, "a suo tempo io farò prevalere i miei giusti diritti di Dio".

III. La voce di Dio il Figlio 

«Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: 'Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato'. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità, e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d'argilla». In perfetta concordanza con Dio Padre, Gesù Cristo, il Figlio, parla con sovrana autorità al riguardo di tre fatti impressionanti che tutti dovrebbero conoscere:

1) La dichiarazione del Suo proposito.

«Dichiarerò il decreto dell'Eterno». La parola qui tradotta con "decreto" nell'originale deriva da "incidere, imprimere" ed è usata per definire ogni accordo formale. Questo decreto è il patto che Dio ha stabilito con Suo Figlio al riguardo della redenzione dell'umanità. Non è meraviglioso il solo pensare che seppure Dio sapeva come l'uomo si sarebbe ribellato, Egli pure aveva stabilito con Suo Figlio di redimere, di salvare, tutti coloro che si fossero pentiti ed avessero creduto all'Evangelo. Questo non è altro che il messaggio centrale delle Scritture.

2. La rivelazione della Sua Persona

«Egli mi ha detto: 'Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato'». Sebbene la Bibbia insegni che Gesù è l'eterno Figlio di Dio, è interessante osservare come sia solo attraverso la Sua risurrezione che questo fatto sia finalmente dimostrato. Paolo lo dice chiaramente quando scrive: «Suo Figlio... dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità, mediante la risurrezione dai morti" (Ro. 1:3,4).
Gesù è respinto dal mondo a causa del peccato umano, e fatto morire sulla croce. Tutto questo egli lo aveva permesso, ma solo per manifestare la Sua potenza sulla morte stessa, e se sconfigge la morte, "l'ultimo nemico", non schiaccerà forse completamente ogni manifestazione di peccato?

3. La dimostrazione del Suo potere

«Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità, e le estremità della terra per tua possessione». Il Signore Gesù venne nel mondo per rivendicare per sé la legittima proprietà "ereditaria" anche sulle nazioni, come pure le parti più remote della terra per regnarvi per sempre (Is. 9:6,7). L'autorità del Figlio di Dio viene esercitata per grazia su coloro che accettano la Sua signoria e dominio, ma sarà pure espressa con il Suo giudizio di condanna verso tutti coloro che la respingono (Sl. 2:9). Dio, in Gesù, rimane Signore, sia che lo accettiamo, ed allora sperimenteremo il suo favore, sia che lo respingiamo, ed allora sperimenteremo la forza del suo giusto giudizio su di noi. Egli è il Signore! 

IV. La voce di Dio lo Spirito Santo

«Ora dunque, o re, siate savi; accettate la correzione o giudici della terra. Servite l'Eterno con timore, e gioite con tremore. Sottomettetevi al Figlio, perché non si adiri e non periate per via, perché la sua ira può accendersi in un momento. Beati tutti coloro che si rifugiano in Lui"». Notate come in questi versetti finali del salmo appaia tutto un tono diverso della voce, una voce più simile all'amore e alla supplica.
E' la voce dello Spirito Santo, il quale si assume proprio questo compito, quello di persuadere, come dice Giovanni: «convincere il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio» (Gv. 16:8).  
1) La Sua Parola di esortazione  
«Ora dunque, o re, siate savi; accettate la correzione o giudici della terra. Servite l'Eterno con timore, e gioite con tremore». Questa esortazione è rivolta ai re della terra e a coloro che governano la terra, ai quali si faceva riferimento nei primi versetti di questo salmo. In breve: questo è l'Evangelo, la buona notizia «che ci può rendere savî a salvezza» (2 Ti. 3:15).

Inoltre ora è il tempo della salvezza, domani potrebbe già essere troppo tardi. Tocca sia a nazioni che a individui il cessare da ogni ribellione e rendere il culto che a Dio è dovuto con il massimo rispetto, ma anche con gioia.

2. La Sua Parola di invito

«Sottomettetevi al Figlio». Il che si potrebbe anche tradurre: "Abbracciate il Figliolo". E' forse il più dolce invito che la Bibbia fa. Ricordatevi per altro, che questo invito è rivolto a coloro che sono attivamente in ribellione contro Dio ed il Suo cristo. Questa è la più bella offerta di riconciliazione, perché "abbracciare il Figlio", significa altresì "abbracciare il Padre". Non vi ricorda forse questo la parabola del Figliolo prodigo che pretende di dare a meno del Padre e che se ne va lontano sperperandone i beni, ma che -ravvedendosi- poi ritorna al Padre per incontrarne non il castigo, ma il bacio e l'abbraccio dell'accoglienza e del perdono? Per questo la Scrittura così ci esorta: «Siate riconciliati con Dio» (2 Co. 7:5).

3. La Sua Parola di ammonimento

«Ora dunque, o re, siate savi; accettate la correzione o giudici della terra. Servite l'Eterno con timore, e gioite con tremore». Abbiamo già notato che l'amore di Dio in Cristo si esprime allo stesso modo nella sua grazia come pure nella sua giusta ira. Se una persona insiste nell'aggrapparsi ostinatamente al suo peccato, essa dovrà inevitabilmente essere giudicata con il suo peccato e perire. Qualcuno ha detto "E' meglio piegarsi che spezzarsi".
Il salmista allora così conclude il suo salmo: «Beati tutti coloro che si rifugiano in Lui"». Al di fuori da questo rifugio c'è pericolo, morte e dannazione; in Cristo c'è sicurezza, certezza e gioia.

Conclusione

Finiamo allora come avevamo iniziato. Nel mondo: «Vi sono tante varietà di voci nel mondo, e nessuna di esse è senza significato» (1 Co. 14:10).
Facciamo in modo, allora, come popolo cristiano, di percepire queste voci ed interpretarle correttamente.
Una cosa è certa: questa triplice testimonianza parla all'unisono: non c'è contraddizione fra il messaggio del Padre, del Figliolo, e dello Spirito Santo. Come disse Gesù: «Chiunque è per la verità, ascolta la mia voce» (Gv. 18:37).
Solo quando ascolteremo questa voce ed ubbidiremo ad essa, saremo in grado di respingere le voci che ci incitano alla ribellione, all'apostasia ed alla trasgressione in un mondo che velocemente sta andando verso l'esecuzione del giusto giudizio di condanna che Dio ha pronunziato su di esso. 

di  Paolo Castellina


"Infatti la parola del re è potente; 
e chi gli può dire: «Che cosa fai?». Chi osserva il suo comando non proverà alcun male; 
il cuore dell'uomo saggio sa infatti discernere 
il tempo e il giudizio, perché per ogni cosa c'è un tempo e un giudizio, e la malvagità dell'uomo pesa grandemente su di lui." 
(Ecclesiaste 8:4-6)

 

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