La fabbrica della paura | CONSAPEVOLI NELLA PAROLA

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    • Pregare nel nome di Gesù

      Uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, ma allo stesso tempo, uno degli aspetti più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero che non abbiamo veramente bisogno di Dio. Però, dall'altro estremo, uno può anche pregare tanto, ma pregare in modo sbagliato. Vogliamo esaminare alcuni brani della Bibbia che parlano della preghiera, affinché possiamo averne un concetto più conforme alla Bibbia. Se preghiamo a modo nostro, che però non è conformato alle verità che Dio ci ha lasciato nella Bibbia, le nostre preghiere possono essere inutili, o peggio ancora, possono essere un'offesa a Dio. Perciò, prestate molta attenzione alle verità che Dio ci insegna nella sua parola sulla preghiera. La Bibbia insegna che dobbiamo pregare al PADRE. Troviamo questo insegnamento ripetutamente, come anche quello che lo Spirito Santo prega per noi. Ma la verità che vogliamo considerare molto più a fondo in questo studio riguarda il fatto che dobbiamo pregare nel nome di Gesù Cristo. Consideriamo, molto attentamente, che cosa significa pregare nel nome di Gesù. Chi può pregare? La prima verità da capire quando consideriamo la preghiera è: chi ha diritto di pregare? Ovvero, chi può pregare, avendo la certezza biblica che Dio lo ascolterà? Chiaramente, oggi, come sempre, tante persone pregano. Ma il fatto che tante persone pregano non significa che vengono ascoltate da Dio. Secondo la Bibbia, sono coloro che hanno Gesù Cristo come Signore e Salvatore, e perciò come Sacerdote e Mediatore, che possono pregare. Per esempio, in Ebrei 4:14-16, che è stato scritto per coloro che hanno Cristo come Sacerdote e Signore, leggiamo che è per mezzo di Lui che abbiamo accesso al trono di Dio per essere soccorsi. Quindi, è per mezzo di Cristo che possiamo pregare. Chi è senza Cristo non ha questo libero accesso al trono di Dio. Leggiamo il brano. “14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebr 4:14-16) Quindi, solamente chi è un vero figlio di Dio ha diritto di pregare. A CHI si deve pregare? Quando preghiamo, a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere? E' giusto pregare solo a Dio Padre, o si dovrebbe pregare anche a Gesù e allo Spirito Santo? Cosa ne dice la Bibbia? In Matt. 6:9 Gesù ci insegna a pregare, e Lui ci dichiara chiaramente di pregare a Dio Padre. “Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;” (Mat 6:9) In Giov. 16:23 Gesù parla della preghiera al Padre. “In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giov 16:23) La Bibbia ci insegna ripetutamente, sia con insegnamenti, sia con esempi, che dobbiamo pregare a Dio Padre. Allora, qual è il ruolo di Gesù e qual è quello dello Spirito Santo? Se dobbiamo pregare a Dio Padre, che ruolo hanno Gesù Cristo e lo Spirito Santo? Nel nome di Gesù Gesù ci ha insegnato di pregare nel suo nome. Fra poco esamineremo questo concetto. Lo Spirito Santo Per quanto riguarda lo Spirito Santo, non esiste alcuna preghiera nella Bibbia rivolta allo Spirito Santo, tranne una profezia in Ezechiele 37. Quindi, visto che non esiste alcuna preghiera rivolta allo Spirito Santo, è chiaro che non dobbiamo pregare a Lui. Ma qual è il suo ruolo? Lo Spirito Santo ha il ruolo di glorificare Cristo e di indicarci la giusta strada per giungere a questo fine. “Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.” (Giov 16:14) Si può anche leggere Giov. 14:14-26. Quando un grande faro illumina un palazzo di notte, se fa un buon lavoro, non lo si nota neanche, ma si nota ed ammira solamente il palazzo. Similmente lo Spirito Santo è come il faro: ci aiuta a vedere ed ammirare la persona di Gesù Cristo. Inoltre, lo Spirito Santo, prega per noi aiutandoci nel nostro debole ed incerto modo di porgere le nostre preghiere, perché, Egli conosce Dio nel suo profondo. “26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.” (Rom 8:26-27) Che consolazione! Quindi, a chi dobbiamo pregare? Dobbiamo pregare a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo. per COSA si deve pregare? Per che cosa dobbiamo pregare? Possiamo pregare per qualsiasi cosa? Dio esaudisce ogni preghiera? È possibile chiedere qualsiasi cosa nel nome di Gesù, oppure, pregare nel nome di Gesù ci limita nelle nostre richieste? Chiaramente, nella carne, l'uomo prega per ottenere tutto quello che desidera. Prega per avere buona salute o per una guarigione, prega per avere successo negli affari, prega di superare gli esami a scuola, prega per avere sicurezza in viaggio, prega per un buon tempo durante le vacanze. Che cosa ne dice la Bibbia? Esaminiamo alcuni brani fondamentali sulla preghiera. Questi brani sono importanti per il loro insegnamento, ma spesso vengono presi fuori contesto ed interpretati male. Quando abbiamo un concetto sbagliato della preghiera, questo ci fa molto male spiritualmente. Giovanni 14 Consideriamo per primo il brano in Giovanni 14:12-14. Leggiamolo. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Prima di esaminare con cura questi versetti, ricordiamoci che a volte siamo tutti tentati di voler far dire alla Bibbia quello che ci è comodo. Cioè, nella carne, abbiamo la tendenza di interpretare la Bibbia non in base a quello che è realmente scritto, ma in base a quello che ci è comodo. Quindi, dobbiamo sforzarci di dividere rettamente questo brano. Alcuni credenti, e purtroppo anche delle chiese intere, interpretano erroneamente questo brano dicendo che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa che desideriamo nel nome di Gesù, e Dio sicuramente ci esaudirà. Questo implica che la frase “nel nome di Gesù” diventa quasi una formula magica che ci fa ottenere quello che vogliamo. Questa falsa interpretazione fa diventare Dio il nostro servo celeste, soggetto ad ubbidire alla nostra volontà. Chi insegna questa falsa interpretazione cita la parte del brano che dichiara: “quello che chiederete nel mio nome, io la farò”, come se tutto l'insegnamento fosse racchiuso lì. Chi crede a questa menzogna, pensa che se preghiamo qualcosa con cuore, Dio la farà. Questo è un pensiero molto falso, e molto pericoloso. Pensiamo a come una persona che crede a questa falsità potrebbe pregare in diverse situazioni. Immaginate un credente che lavora in proprio. La sua attività comincia ad andare molto male, e lui rischia di perdere tutto. Non solo, ma ha anche dei grossi debiti con la banca legati all'attività. Citando questo versetto, egli chiede a Dio di salvare la sua attività. Perciò questo credente è sicuro, visto che ha pregato nel nome di Gesù, che Dio salverà la sua ditta. In un secondo esempio, un credente ha un figlio adulto ribelle, lontano dal Signore. Il credente prega, citando questo versetto, e così è convinto che Dio salverà suo figlio. In un altro esempio, un credente ha un figlio con una grave malattia. Il credente, prega, e citando questo versetto, dichiara che è sicuro che Dio guarirà suo figlio, visto che è convinto che si può ottenere qualsiasi cosa se la si chiede a Dio nel nome di Gesù. In un altro esempio, un credente sta cercando di comprare una casa, e avendone trovato una che gli piace tantissimo, prega, chiedendo a Dio di operare in modo che il proprietario abbassi il prezzo abbastanza da permettergli di comprarla. È convinto che Dio opererà per fargli ottenere quella casa al prezzo che desidera. Senza andare ad analizzare questi esempi in dettaglio, considerate il principio che sta alla base di questo modo di pensare. Se fosse vero che possiamo chiedere a Dio qualsiasi cosa che desideriamo, avendo la certezza che Lui ci esaudirà solamente perché abbiamo citato la frase “nel nome di Gesù”, allora, Dio diventerebbe il nostro servo celeste, pronto ad esaudire ogni nostra richiesta. Dio sarebbe soggetto alla nostra volontà. Se è così, allora Gesù ha sbagliato quando ha insegnato il Padre Nostro, perché avrebbe dovuto insegnarci a pregare: “sia fatta la nostra volontà, non la Tua” Però, Dio NON è il nostro servo, e NON esiste per esaudire le nostre preghiere come vogliamo noi. Non dobbiamo pregare che la nostra volontà sia fatta, ma che la volontà di DIO sia fatta! Ci sono tante verità bibliche che ci aiutano a capire questo principio. Per esempio, leggiamo Matteo 26:39, quando Gesù era nel Giardino: “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Gesù, nonostante i suoi diritti di Figlio di Dio, non chiese al Padre che cambiasse la sua volontà per esaudire la propria richiesta. Piuttosto, rese nota la sua richiesta al Padre, e poi, chiese che la volontà del Padre fosse fatta, non la sua. In Luca 22, Gesù stava preparando i discepoli per la sua morte. Egli spiegò a Pietro che sarebbe stato provato duramente. Notiamo che Gesù non chiese che Pietro potesse evitare la prova, pregò solamente per la fede di Pietro. Vi leggo. “31 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».” (Luca 22:31-32) Gesù NON ha chiesto che Dio gli togliesse la prova. In Apocalisse 2, Gesù sta parlando alle sette chiese. Notiamo quello che dichiara alla chiesa di Smirne. “8 «All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda.” (Apo 2:8-11) Egli spiegò che vari credenti in questa chiesa sarebbero stati messi a morte per la loro fede. Possiamo presumere che questi credenti erano padri e madri, e avessero le loro famiglie. Però, è evidente che la volontà di Dio per loro era che morissero per la loro fede. Dal brano però comprendiamo che la morte fisica non era una sconfitta, perché poi Gesù dichiarò che se quei credenti fossero rimasti fedeli fino alla morte, avrebbe dato loro la corona della vita. Quindi, Dio aveva stabilito il suo piano per quei credenti, e nessuna loro preghiera avrebbe potuto cambiare il perfetto piano di Dio. Non dovevano pregare Dio affinché li salvasse dalla morte fisica, presumendo per di più che Dio li avrebbe esauditi. Infatti, Dio ha un piano perfetto, che è la SUA propria volontà, e Dio fa TUTTO secondo la decisione della Sua volontà. È importante capire questa verità basilare. Quello che Dio fa, lo fa secondo la decisione della Sua volontà. Leggiamo Efesini 1:11 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,” (Efe 1:11) Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, il mondo non sarebbe stabile, Dio non sarebbe Dio, e nulla sarebbe sicuro. La volontà di Dio cambierebbe di minuto in minuto, in base alle diverse preghiere che Gli arrivano da tutto il mondo. Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, per esempio, non sarebbe vero quello che è scritto nel Salmo 139:15,16 che riguarda il momento della nostra morte e di quella dei nostri cari. “15 Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora.” (Sal 139:15-16) Se Dio ci desse qualunque cosa che Gli chiediamo, questo brano non sarebbe vero, perché tante persone, vedendo arrivare la morte, pregherebbero, chiedendoGli di guarire o di superare il pericolo, e in questo modo sarebbe stata fatta la loro volontà, non quella di Dio. Se fosse così la morte non dipenderebbe più dalla volontà di Dio, ma dalla volontà dell'uomo. Non arriverebbe più al momento stabilito nel libro di Dio, ma nel momento stabilito da noi. Ma non è così! Non è l'uomo che stabilisce quando morirà, come non è l'uomo che stabilisce quando un certo problema deve risolversi come vuole lui. È il Signore che opera tutte le cose secondo la decisione della Sua volontà! Per esempio, leggiamo in 1Samuele 2:6-8 “6 Il SIGNORE fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire. 7 Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. 8 Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.” (1Sam 2:6-8) E' il Signore che determina le cose, tramite le nostre preghiere, non noi! Allora, qual è il senso di Giovanni 14:13, quando Gesù dichiara:    “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giov 14:13)? Per capire bene questa verità, dobbiamo leggere non solo questa frase, ma tutto il suo contesto. Cosa significa “nel mio nome”? Dobbiamo capire il senso della frase, “nel mio nome”. Dobbiamo anche capire il motivo che ci spinge a pregare nel nome di Gesù. Gesù stesso ci spiega questa motivazione. Infine, dobbiamo capire altre condizioni che la Bibbia ci dà per poter pregare. Molto spesso, un brano non insegna tutta la verità biblica di un certo argomento, e deve essere considerato insieme ad altri brani. Quindi, qual è il senso della frase: “nel mio nome?” Chiedere “nel nome di Gesù” non è una formula magica che, aggiunta ad una preghiera, costringe Dio ad esaudirci. A quel punto, Dio sarebbe il nostro servo, e noi saremo i sovrani. Ma non è così! Pregare “nel nome di Gesù” non è una frase che si aggiunge a qualsiasi preghiera, per garantire che Dio farà come Gli abbiamo chiesto. Invece significa almeno due cose: 1. chiedere per i Suoi meriti Prima di tutto, pregare nel nome di Gesù significa pregare per i Suoi meriti, riconoscendo che noi non ne abbiamo. Nessun di noi merita alcuna cosa buona da Dio. Quindi, dobbiamo chiedere per i meriti di Gesù. Se chiedo un favore al mio migliore amico, lo chiedo nel mio proprio nome, cioè riconoscendomi degno, visto che sono il SUO migliore amico, che mi venga fatto questo favore. Però, se devo chiedere un grande favore all'amico del mio amico, che non conosco personalmente, so di non meritare da lui nulla (visto che non mi conosce), e perciò, non gli chiedo nel mio nome, ma gli chiedo nel nome del mio amico. Allora, chiedere nel nome di Gesù necessariamente implica un cuore umile. Chi chiede nel nome di Gesù SA che, per conto suo, non merita nulla da Dio. Perciò, questa consapevolezza della propria insufficienza cambia anche la richiesta stessa. Infatti chi sa di non aver nessun merito, non pretende nulla, e non considera Dio come Colui che esiste per esaudire i nostri desideri. Sa che Dio è sovrano, e va ai piedi di Dio umilmente, pronto ad essere sottomesso alla Sua volontà. Tutti questi sono aspetti del pregare nel nome di Gesù. 2. chiedere secondo la volontà di Gesù Dobbiamo però considerare anche una seconda verità estremamente importante nel fatto di chiedere nel nome di Gesù. Chiedere nel nome di Gesù significa anche chiedere secondo la Sua volontà, non la nostra. È importantissimo capire questo principio. Ripeto: chiedere nel nome di Gesù significa chiedere secondo la SUA volontà, non la nostra. Un soldato semplice, che porta gli ordini dati dal comandante agli altri, chiede nel nome del comandante. Non chiede quello che vuole lui, chiede quello che è la volontà del comandante. Infatti, se dovesse chiedere quello che vuole lui, usando il nome del comandante per ottenerla, sarebbe colpevole di un grave reato. In 1Giovanni 5:14,15, leggiamo una chiara spiegazione di quali sono le preghiere che Dio esaudirà. Leggiamo. “14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1Giov 5:14-15) Avete notato la frase: “se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”? Chiedere nel nome di Gesù DEVE essere secondo la SUA volontà, non la nostra. Quindi, se preghiamo per ottenere qualcosa che desideriamo tantissimo, ma se non è la volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù. Se preghiamo per quello che vogliamo noi, e aggiungiamo le parole, “nel nome di Gesù”, siamo come i pagani, usando quelle parole come un talismano, cercando di controllare Dio. Quindi, ricordiamo che chiedere nel nome di Gesù significa chiedere con umiltà, sapendo di non meritare alcuna cosa buona da Dio, e questo atteggiamento ci aiuta ad accettare qualsiasi cosa che Egli ci darà. Significa anche chiedere secondo la volontà di Cristo, non seconda la nostra volontà. Affinché il Padre sia glorificato Allora, qual è il senso di Giovanni 14:12-14? Per capire correttamente questo brano, dobbiamo leggerlo tutto, e leggere anche il suo contesto. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Notiamo che le richieste che facciamo qua sono legate al fare opere per la gloria di Dio, e infatti, il MOTIVO per cui Gesù ci esaudisce è per glorificare il Padre. Gesù non risponde ad ogni nostra richiesta. Risponde se la richiesta glorificherà il Padre. Infatti, in Giacomo 4:2-4 leggiamo: “2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:2-4) Non avete perché non domandate, ovvero, perché non pregate, e se domandate spesso non ricevete, perché domandate per spendere nei vostri piaceri. Quando chiediamo per ottenere quella che è la nostra volontà, Dio non risponde. Torniamo agli esempi che ho dato all'inizio di questo studio. Pensiamo all'uomo che lavora in proprio e la sua attività comincia ad andare molto male, e si ritrova con tanti debiti. Egli prega Dio affinché salvi la sua attività. Sta pregando affinché Dio risolva i suoi problemi. Non sta cercando la gloria di Dio. Nell'esempio del genitore che ha un figlio che spiritualmente cammina male (che è ribelle), quel credente chiaramente vuole che suo figlio sia salvato. È buono pregare per la salvezza dei nostri cari. Però, in un certo senso, quella preghiera può essere anche un frutto di egoismo, perché quel genitore non sta cercando per prima cosa la gloria di Dio. Non gli pesa il fatto che tanti altri genitori hanno figli ribelli. Egli vuole che SUO figlio sia salvato. Sta pensando, in fin dei conti, a se stesso. Poi ho fatto l'esempio del credente con il figlio con una grave malattia. Il genitore vuole che il figlio sia guarito, perché vuole il piacere di goderlo per tanti anni ancora. Però, nemmeno questa richiesta è cercare la gloria di Dio. È una preghiera per non dover subire la sofferenza della morte di una persona cara.    Poi c'era il credente che chiedeva l'intervento di Dio affinché potesse comprare la casa che gli piaceva tanto. Anche qua, il credente sta cercando di ottenere da Dio quello che sarebbe il suo gradimento. Non sta cercando in primo luogo la gloria di Dio. Quindi, non dobbiamo credere la terribile menzogna che basta pregare aggiungendo la frase “nel nome di Gesù” e possiamo essere sicuri che Dio ci darà quello che Gli chiediamo. Chiedere nel nome di Gesù significa chiedere che sia fatta la Sua volontà e significa anche farlo con un cuore umile, che quindi cerca non il proprio comodo, ma la gloria di Dio. Un brutto risultato Che cosa succede, quando uno crede la menzogna che Dio esaudirà qualsiasi sua richiesta? Quando Dio NON esaudisce quella preghiera, la fede di quel credente viene fortemente scossa. Egli sta molto male, e solitamente, o cade in grave depressione spirituale, oppure, si arrabbia con Dio. Perciò credendo a quella menzogna quel credente rimane deluso di Dio. Giov. 15:5-7,16 Quindi, è importante capire il senso vero dei principi di Giovanni 14. Per capire meglio questo discorso, esaminiamo qualche altro brano in cui Gesù parla della preghiera. Questi brani fanno parte del contesto di Giovanni 14. Giovanni 15:5-7 “5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giov 15:5-7) Qui, Gesù insegna che dobbiamo dimorare in Lui, e che lo scopo è affinché possiamo portare molto frutto. Poi, Egli dichiara che solamente se dimoriamo in Lui e se le sue parole dimorano in noi, sarà fatto quello che domandiamo. Questa è una condizione importantissima. “Dimorare in Cristo” significa essere in una condizione di umiltà, di santità di vita e di sottomissione alla sua volontà. Quando le parole di Cristo dimorano in noi, esse ci esortano a conoscere e a seguire la Parola di Dio. Quindi, non viviamo più per la nostra volontà, ma per la sua. Solamente se ci ritroviamo in questa condizione possiamo domandare a Dio quello che vogliamo e ci sarà fatto, perché significherà che domanderemo quella che è la volontà di Dio. Un altro versetto importante è Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giov 15:16) Gesù risponde alle nostre preghiere quando servono per portare frutto che rimane in eterno. Ostacoli alle nostre preghiere È importante menzionare alcuni ostacoli alle nostre preghiere. L'orgoglio Una cosa che ostacola sempre la preghiere è l'orgoglio. Se abbiamo orgoglio, Dio si allontana da noi. “Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.” (Sal 34:18) Quando abbiamo orgoglio non confessato, Dio resta lontano da noi. Possiamo fare bella figura davanti agli altri, possiamo apparire di essere zelanti, possiamo pregare tanto, ma sarà tutto inutile, tutto invano. Fino a quando non confessiamo il nostro orgoglio, Dio resterà lontano da noi. Mancanza di fede Un altro ostacolo alle nostre preghiere è la mancanza di fede, come leggiamo in Giacomo 1. “5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore,” (Giac 1:5-7) Questo brano ci insegna l'importanza della fede. Chiaramente, dobbiamo ricordare le altre verità che abbiamo visto. Se prego qualcosa che non è secondo la volontà di Dio, posso avere la fede più grande del mondo, ma Dio non mi risponderà. Però, dall'altro lato, quando preghiamo secondo la volontà di Dio, è importante avere fede in Dio. Così, Dio viene glorificato, e noi saremo edificati. La Preghiera fatta con egoismo Abbiamo già menzionato prima che Dio non risponde alle preghiere fatte con egoismo, cioè, alle preghiere attraverso le quali vogliamo ottenere qualcosa NON per la gloria di Dio, ma perché è il nostro desiderio. Questo è ciò che ci dice Giacomo 4, quando parla delle preghiere fatte per spendere nei piaceri. Dobbiamo pregare, invece, per la gloria di Dio. Come conoscere la volontà di Gesù Visto che la preghiera che Dio esaudisce è quella preghiera fatta secondo la sua volontà, come possiamo sapere qual'è la volontà di Dio? Dio ci ha già rivelato molto della sua volontà, e ci insegna anche il modo in cui pregare quando non la conosciamo. Prima di tutto, come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Sappiamo quasi sempre quello che vorremmo noi, ma come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Gesù stesso ci dà un esempio di come pregare in questi casi in Matt. 26:39; Marco 14:36; Luca 22:42. Leggo da Matteo. “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Nella sua umanità, Gesù non voleva affrontare la sofferenza che sapeva di dover subire sulla croce. Però, il suo desiderio più forte rispetto al non voler subire quelle sofferenze, fu quello di voler fare la volontà del Padre. Quindi, ha esposto a Dio il suo desiderio, ma chiese che fosse fatta la volontà di Dio. Ed è così che anche noi dobbiamo pregare, quando non conosciamo con certezza la volontà di Dio in una certa situazione. Certamente possiamo portare tutti i nostri pesi a Dio, e anche dirGli quello che sarebbe il nostro desiderio, però poi dobbiamo confidare nella sua perfetta saggezza, e chiedere che sia fatta la Sua volontà. Conclusione La preghiera è una parte essenziale della vita cristiana e della nostra crescita. La preghiera è la nostra comunicazione con Dio, mentre lo studio della Bibbia è ascoltare Dio che ci parla. E importante pregare, però, è importante pregare nel modo che Dio stabilisce, per le cose giuste. L'unico vero accesso a Dio che abbiamo è quello per mezzo di Gesù, per merito di Cristo. Non solo, ma dobbiamo pregare secondo la SUA volontà, non secondo la nostra. Quando non siamo sicuri della volontà di Dio, è importante accettare la sua volontà, anche se è il contrario di quello che vorremmo noi. Infatti noi non sappiamo qual è la cosa migliore. Dobbiamo avere fede che la volontà di Dio è la cosa perfetta, anche se non siamo in grado di capire tutto quello che Dio sta facendo. Preghiamo, chiedendo che la volontà perfetta di Dio sia fatta! Preghiamo poi con fede, fede che Dio ci ascolta e ci esaudisce sempre, secondo la sua perfetta volontà. Non dimentichiamo che la preghiera non serve solo per fare richieste a Dio. Anche il ringraziamento ne è una parte molto importante. Inoltre, la preghiera serve anche per confessare i nostri peccati. E serve poi principalmente per chiedere che Dio sia glorificato. Le nostre richieste dovrebbero sempre essere per la gloria di Dio. Oh che possiamo diventare un popolo che prega sempre di più, non vedendo Dio come un servo celeste che esiste per darci quello che vogliamo noi, ma essendo spinti dal desiderio di vedere il nostro grande Dio glorificato! La nostra vera gioia, quella che ci riempirà per tutta l'eternità, consisterà nel vedere Dio glorificato. Quindi, che la gloria di Dio sia il desiderio del nostro cuore! Marco deFelice "Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste" (1 Giovanni 5:14-15) «Ti è piaciuto questo articolo? Non perderti i post futuri seguendoci»

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giovedì 10 giugno 2010
Unknown

La fabbrica della paura

paura


Una delle armi più efficaci di questi ultimi anni non è un missile armato con testata nucleare, e nemmeno sono le armi biologiche o chimiche. No, l'arma più efficace è la paura. Si, proprio la paura.
Pensateci un momento, amici. La paura di un attentato, la paura di una malattia, la paura di una tragedia sono i lasciapassare per ogni tipo di reazione o, come la chiamano oggi, di prevenzione.
Ad esempio, motivati dalla paura di subire attentati ecco che stanno spuntando leggi sempre più severe che ledono la nostra privacy, al punto che nessuno troverebbe più nulla da obiettare se andando dal barbiere si vedesse costretto a consegnare la propria carta di identità e i propri dati personali in un'apposita banca dati!

Nel libro della Rivelazione la Bibbia parla di un marchio che avrebbe identificato ogni essere umano il quale, senza tale sigillo, non sarebbe stato in grado di vendere né comprare (Apocalisse 13). Ebbene, cosa impensabile solo pochi decenni fa, ecco che sta diventando sempre più fattibile con la tecnologia in nostro possesso. Motivati dalla paura di un rapimento, infatti, alcune famiglie stanno lasciando che ai loro bambini venisse impiantato un microchip mediante il quale è possibile conoscerne la posizione, in qualunque parte del globo. Poco importa se la Bibbia ha da sempre sconsigliato tale strategia, la gente agisce lo stesso così sconsideratamente sulla base della paura dei rapimenti (è ovvio che il rovescio della medaglia è il possibile controllo da parte di un futuro dittatore che, mediante la stessa tecnologia, avrebbe la possibilità non solo di controllare la vita di ciascuno di noi, ma anche di costringere le persone ad agire in determinati modi, tramite anche la minaccia di dolore fisico a distanza).
Non importa che i nostri dati viaggiano ormai in centinaia di banche dati e non importa che qualcuno può, in qualunque momento, utilizzarli per qualsiasi fine anche illecito... ciò che oggi importa è la "sicurezza" e questo giustifica ogni azione.
Intercettazioni, video sorveglianze, inganni e pedinamenti sono ormai all'ordine del giorno, e il tutto fatto come risposta alla paura.
La paura è ormai la vera padrona della nostra generazione!


caverna

La paura di attentati fa fare cose assurde alle persone, ci fa guardare con sospetto l'un l'altro e non permette che nessuno si occupi più del proprio prossimo perché quel tale "potrebbe essere un terrorista". La paura del prossimo porta le persone a non salutarsi nemmeno, a ignorarsi e addirittura a denunciare come sospetto anche il più semplice comportamento che non coincida con il proprio.
E' considerato ormai sospettoso l'essere cordiali con chi non si conosce, salutare il vicino o anche qualcuno che incontriamo nell'androne di un palazzo. Essere gentili e simpatici con i bambini che si incontrano, poi, è diventato addirittura pericoloso. Si rischia di essere scambiati per dei pedofili!
Non esiste cittadina al mondo che non abbia in se un "probabile obiettivo terroristico", come lo definiscono. Praticamente ogni banca, scuola, stadio, bar centrale, supermercato, cinema, teatro o altro potrebbe essere un obiettivo sensibile, e con questa motivazione si portano le persone a vivere in una sorta di paura permanente. Ogni incidente ed ogni tragedia porta in se il primario sospetto di un attentato. Tutti hanno paura di qualcuno o qualcosa, e questa paura sta manovrando, giustificando e gestendo la vita di intere nazioni.
La paura porta l'opinione pubblica a giustificare ogni sorta di azione e di condotta, porta questa società e comportarsi in maniera insensata e, purtroppo, spinge la chiesa e i credenti a fare la stessa cosa. Il mondo è entrato nella Chiesa e, insieme al mondo, vi è entrata la Paura.
E la paura, credetemi, è il più grande affare per chi vuole controllare l'umanità intera!
Motivati dalla paura di subire malattie, ogni medicina ed ogni speculazione farmaceutica viene ormai tollerata. Quasi nessuno si preoccupa più degli effetti disastrosi dei vaccini autunnali che, anno dopo anno, vengono iniettati nelle persone rendendo nullo il loro sistema immunitario e facendone delle persone ormai totalmente dipendenti da questi "vaccini". Ormai, gli effetti collaterali di questi vaccini hanno superato di gran lunga le conseguenze che sarebbero venute senza di essi, ossia dei semplici raffreddori o qualche influenza stagionale. Ma vedete, la cultura di oggi insegna che l'uomo non deve più soffrire nemmeno per un raffreddore, ed allora ecco che addirittura spuntano fuori medicinali che prevengono un eventuale raffreddore. Questo significa che, quando stai praticamente bene e senza alcun male, ti invitano ad assumere una medicina per... continuare a stare bene!

Ebbene, cosa spinge una persona dotata di buon senso a fare una cosa simile? Cosa spinge una persona a farsi iniettare anno dopo anno un vaccino contro l'influenza (l'influenza che, tra l'altro, il sistema immunitario umano è perfettamente in grado di contrastare)? E' la paura.
Sì, la paura.
Paura di incappare in una influenza fuori dalla norma, in qualche sorta di malattia mortale.
Ricordate la suina o l'aviaria? Ricordate come le farmacie e i telegiornali ci presentarono il pericolo? Parlavano di migliaia e migliaia di morti possibili. Eppure pochi pensarono ad un fatto piuttosto evidente: come mai in Asia, dove il ceppo di questa aviaria dimorava, non vi erano migliaia e migliaia di morti? Le sole immagini che ci giungevano erano quelle di sporadici decessi (dovuti chissà a che cosa), ma che i media nazionali ampliavano ad uso e consumo delle case farmaceutiche. E' stata instaurata una paura nazionale, una paura che ha spinto tanta brava gente a fare la fila per farsi iniettare un vaccino, naturalmente a pagamento o comunque sempre a spese dello Stato.

Fratelli e sorelle, usciamo da questa mentalità. Dobbiamo essere diversi dal mondo e non possiamo, non dobbiamo ragionare come ragiona il mondo. Non lasciamo che la nostra mente venga conquistata come lo è quella del mondo.
E, quel che più importa, non permettiamo che il mondo e la paura intacchino la nostra coscienza. Come l'apostolo Paolo consigliava, "manteniamo pura la nostra coscienza" (1^ Timoteo 3:9).
La paura,  mie icari , è il più potente deterrente esistente al mondo.
La paura porta le persone a fare cose che mai avrebbero fatto, a giustificare situazioni che mai avrebbero giustificato, a tollerare gesta che mai avrebbero tollerato.
E inoltre, la Bibbia dice che alle persone "succede quello che essi temono" (Giobbe 3:25)!


antitodo

E allora, quale potrebbe essere l'antidoto a questa paura, a questa sorta di lasciapassare per giustificare ogni cosa?
E' la fede.
La fede è il contrario della paura, e la fede crede il contrario di quello che la paura crede.
La fede non giustifica mai il male, ma risponde ad esso confidando in Dio.
La paura sta spingendo le persone a temere un assalto da parte del cattivo di turno, ma la fede porta a credere nella protezione di Dio.
A seconda di quello che scegliamo di avere - fede o paura - noi reagiremo.
Sto dicendo che non dobbiamo più prendere precauzioni? Ma ovviamente no, le precauzioni sono sempre necessarie e, quando utili, anche benvenute. Ma quello che voglio dire è che non dobbiamo permettere alla paura di condizionare il nostro ragionamento e costringere la nostra coscienza ad accettare compromessi che, in altre occasioni, non avremmo mai tollerato.

E' più attuale che mai l'incoraggiamento e la verità dell'apostolo Paolo, che ha lasciato ai posteri quando, trattando proprio della paura, ha scritto: "Dio non ci ha dato uno spirito di paura..." (2 Timoteo 1:7). Se dunque Dio non ci ha dato la paura, e se la paura è presente anche nei credenti, chi è che l'ha data loro? Dio? No, la Bibbia dice che non è stato Dio. E allora chi è stato? Certamente qualcuno a cui fa comodo che le persone abbiano paura, perché è facendo leva su di essa che le persone avrebbero accettato i microchip nella pelle, le forzature farmaceutiche, le guerre e ogni sorta di male. Provate a pensare un pò da voi stessi chi può essere mai interessato a tutta questa paura... ma attenzione, se state pensando a qualche capo di Stato o a qualche essere umano in particolare allora state sbagliando direzione. Dovete cercare tra coloro che possono manovrare i capi di Stato e possono manovrare l'intera umanità che non si arrende a Cristo. E noi sappiamo che sono solamente due gli esseri in grado di operare in maniera soprannaturale e a livello globale. Uno, lo abbiamo detto, è Dio il quale però dice espressamente di non essere stato Lui a instaurare tutta questa paura. Rimane l'altro. Ecco, se si cerca in quella direzione, sono sicura che la risposta si trova.


ansia


1. La paura ha il potere di tormentare

L'apostolo Giovanni dichiara in 1Giov. 4:18: Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo.
Sì, la paura ha la potenza di tormentare: porta angoscia nel cuore e nella mente; tortura la mente con le sue ansietà e la sua confusione; rode la confidenza, il senso della felicità, della pace e della serenità.

L'uomo, creato da Dio con lo scopo di avere il dominio, viene invece tormentato da un tiranno interiore: il tiranno della paura, un'emozione umana incontrollata e mal diretta.

2. La paura ha una potenza attraente


Fu Giobbe che, dopo aver perduto la sua salute, la felicità, i suoi cari e la prosperità, si sedette sulla cenere in mezzo alla calamità e confessò: " Non appena temo un male, esso mi colpisce; e quel che mi spaventa, mi piomba addosso " (Giobbe 3:25).
Nel profondo della sua distretta svelò i segreti intimi del suo cuore e portò alla luce la paura che era già stata con lui in mezzo alla sua abbondanza e benedizione. Prima che questa calamità gli piombasse addosso, egli la temette... e lo colpì !

La paura si materializza; la paura attrae. "Secondo la tua paura ti sarà fatto" e, ugualmente, " ti sarà fatto secondo la tua fede".
La paura è fede invertita. Come la fede attrae e attua, così fa la paura.

 3. La paura si sviluppa in potenza e in virtù

Ogni qualvolta la paura s'impadronisce di noi, essa ci sospinge nell'instabilità mentale e nella malattia. Probabilmente incomincia con un pizzico di paura che attraversa la nostra mente, poi torna e ritorna. Ogni volta si presenta con maggiore forza e con tormenti più grandi. Infine ci rende completamente schiavi di sé. Se dunque noi conosciamo la Parola di Dio e la potenza del nome di Gesù ed impariamo i segreti della fede positiva, noi possiamo senz'altro resistere ad ogni paura, vincerla e cacciarla via da noi nel Nome di Gesù. Se noi accendiamo la luce della Verità, le tenebre della paura vengono fugate. Non avendo però la luce della fede e della verità si può diventare vittime della potenza tenebrosa della paura, che è fede mal diretta. Se la nostra fede è fissata saldamente sulla Parola di Dio, non potremo mai essere sviati, né cadremo in quella forma di paura. La fede cresce, si sviluppa e si fortifica mediante l'esercizio e la pratica. La stessa cosa per la paura che si rinforza sempre più, quanto più noi la pratichiamo nella nostra vita. Se non facciamo qualcosa contro le nostre paure, queste non diminuiranno, né scompariranno automaticamente, anzi aumenteranno la loro influenza sulla nostra mente e distruggeranno la nostra vita spirituale. Inoltre saremo privi di salute e prosperità.

DIO TI LIBERA



amore

Passiamo al lato positivo e costruttivo del nostro messaggio, osservando come Dio opera liberandoci dalle nostre paure.

1. Confessa le tue paure
La paura appartiene alle tenebre e in esse si sviluppa e cresce. La paura fugge davanti alla luce, pertanto, porta fuori le tue paure alla luce della verità. Apriti e parlane con un fratello veramente spirituale e soprattutto confessale a Dio.
Definiscile, ruba loro la segretezza che è la loro grande potenza Molte tue paure fuggiranno nel momento in cui farai questo. Esse fuggiranno via come gli insetti scappano quando tu capovolgi la vecchia pietra sotto la quale essi erano nascosti. Il primo passo verso la liberazione è quello di confessare la tua paura.
2. Affronta le tue paure con la Parola di Dio

La mente non familiarizzata con la Parola di Dio è un terreno adatto a coltivare la paura. La paura si nutre dell'ignoranza, delle tenebre, del dubbio e della confusione; invece la fede si nutre delle promesse buone, positive, sane e potenti della Parola di Dio, la Bibbia.
Le promesse di Dio sono un veleno mortale per la paura. La paura affrontata con la Parola di verità volta le spalle e fugge. Le promesse di Dio sono un nutrimento per la fede. Quando tu hai definito la tua paura, l'hai additata e confessata a Dio, quando l'hai tirata fuori dalle tenebre, il passo successivo è quello di fronteggiarla con la verità della Parola di Dio. Trova un versetto che si adatta al tuo bisogno.


Hai paura della tentazione? La Bibbia dice:".. Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare" (I Corinzi 10:13).

Hai paura della malattia? Affronta tale apprensione con le numerose promesse di guarigione, di protezione e di vita in abbondanza (Giovanni 10: 10).

Hai paura della morte? Considera ciò che Dio dice in Ebrei 2:14,15 e in I Corinzi 15.

Hai paura della povertà? Filippesi 4:19 assesterà il colpo mortale a questa paura: Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.

E così continua a rispondere con la Parola di Dio alle tue paure.. Sfidale con la verità. Esponile alla luce.
Non è 'sufficiente parlare di esse: annientale! Sfidale con la verità della Parola di Dio !
3 . Esercita il credere positivo
Sfidare le tue paure con la Parola di Dio è solo l'inizio del tuo impegno. Dopo devi sviluppare l'abitudine di credere alla Parola di Dio. Devi praticare la fede giusta, cioè la fede conforme alla Bibbia. Avendo affrontato il tuo credere sbagliato (paura), devi esercitare le tue forze, devi verificare il credere positivo, cioè la tua fede in Dio e nella Sua Parola.
Una volta accesa la luce della verità devi imparare a vivere e a camminare nella luce, giorno per giorno. Riempi il tuo cuore e la tua mente con le parole gloriose, viventi e liberatrici di Dio. Esse hanno vita e potenza in sé, hanno carattere e personalità. Satura la tua mente e il tuo spirito con quelle parole! Troverai Dio, nella Sua Parola, Egli vuole incontrarti nella Sua Parola. Ogni qualvolta tu eserciti la tua fede nella Parola di Dio, sperimenti la Sua presenza nella tua vita. Colma la tua mente con le verità bibliche. Gesù, nelle tentazioni del deserto, rispose al diavolo con la Parola di Dio: " Sta scrìtto…". In Efesini 6:17 ci è detto: "Prendete… la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio ". Tutta la potenza sottile e satanica della paura lascerà la tua vita quando tu ti eserciterai a brandire " la spada dello Spirito ". Devi credere nella Bibbia e praticarla.


SII RIPIENO DELLO SPIRITO DI DIO

Sì, abbiamo bisogno di essere ripieni dello Spirito Santo. Lo Spirito di Dio fa un'opera nella nostra vita, quando siamo nati di nuovo, ma abbiamo bisogno ugualmente di ricevere la pienezza. Dobbiamo essere pieni e serbare la pienezza dello Spirito Santo. Questa è una grande sicurezza e garanzia contro la paura.
Il nostro versetto - 2 Timoteo 1:7  dice: " Dio, non ci ha dato infatti uno spirito di timidezza, ma uno spirito di fortezza, d'amore e di sobrietà ".
Esaminiamo queste tre caratteristiche dello Spirito di Dio. Invertiremo l'ordine delle parole sopra citate.


1) Uno spirito di sobrietà (correzione, autocontrollo)

La paura ruba la nostra riflessione. Non stiamo calmi quando abbiamo paura e quando questa ci tormenta. Spesso siamo spinti dalla paura a fare delle cose irragionevoli e a pronunciare cose assurde. Ma lo Spirito Santo ci porta la sobrietà, una sana stabilità mentale. Lo Spirito Santo ci guida verso la Parola di Dio, ci corregge, ci illumina e porta pace e armonia nella nostra vita.
2) Uno spirito d'amore
La paura distrugge l'amore, ma come possiamo leggere in 1 Giovanni 4:18 "l'amore perfetto caccia via la paura ! ".
Quando amiamo Dio, amiamo pure il Suo popolo, la Sua creazione e i nostri stessi nemici, e non c'è posto in noi per la timidezza. Siamo padroni, siamo più che vincitori, perché l'amore di Dio è sparso nei nostri cuori. Quante volte scopriamo che la mancanza del senso di perdono, il risentimento, la critica, la durezza, la gelosia e simili agitazioni della vita nascono da una paura interiore e profondamente nascosta. Quando l'amore di Dio è introdotto nella nostra vita mediante lo Spirito Santo, ogni paura è cacciata via e i nostri sentimenti di amarezza, di critica, di gelosia, avendo perduto il loro genitore (che è la paura), subiscono semplicemente una morte naturale !
Lascia che lo Spirito di Dio ricolmi la tua vita.
Lascia che l'amore di Dio t'inondi il cuore.
3) Uno spirito di fortezza (potenza, forza)
In una vita vincolata alla paura non ci può essere la vera potenza, cioè la potenza di Dio. Lo Spirito Santo di Dio da forza, coraggio, franchezza. " Riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi… " (Atti 1:8).
Dio vuole che tu sia rivestito della potenza proveniente dall'alto (Luca 24:49). Egli vuole dare alla tua vita una nuova fonte di potenza. Vuole che tu sia ben caricato dell'energia dello Spirito Santo. Forza, amore e sobrietà: ecco le caratteristiche dello Spirito Santo, le quali sono contemporaneamente opposte alla paura !


Queste tre caratteristiche rappresentano l'integrità e la sanità in ogni senso.
La sobrietà dà la sanità mentale, sapienza, intendimento, conoscenza e intelligenza.
L'amore dà una vita emozionalmente sana.
La potenza da virtù, energia e attività.
Questi tre elementi esprimono una vita bilanciata, sana e all'immagine di Dio.

Quando manca uno di questi tre componenti la nostra vita precipita nella confusione e perde il suo equilibrio.
La sobrietà, la sanità mentale, la sapienza e la conoscenza, senza amore e senza potenza, possono generare orgoglio.
L'amore poi, senza la sapienza e la potenza, genera sentimentalismo ed instabilità.
La potenza, senza la sapienza e l'amore, può generare oppressione e tirannia.
Dio possiede tutti e tre questi fattori. L'uomo pure ne ha bisogno. Lo Spirito Santo li porta tutti e tre nella nostra vita: sobrietà (una mente sana), amore e forza. E' maturità spirituale, è vita equilibrata, vittoriosa ed utile.
 
 


"E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: « Abbà, Padre! »."
(Romani 8,15)
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