Gli inganni di Satana: il ReiKi | CONSAPEVOLI NELLA PAROLA

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    • Pregare nel nome di Gesù

      Uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, ma allo stesso tempo, uno degli aspetti più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero che non abbiamo veramente bisogno di Dio. Però, dall'altro estremo, uno può anche pregare tanto, ma pregare in modo sbagliato. Vogliamo esaminare alcuni brani della Bibbia che parlano della preghiera, affinché possiamo averne un concetto più conforme alla Bibbia. Se preghiamo a modo nostro, che però non è conformato alle verità che Dio ci ha lasciato nella Bibbia, le nostre preghiere possono essere inutili, o peggio ancora, possono essere un'offesa a Dio. Perciò, prestate molta attenzione alle verità che Dio ci insegna nella sua parola sulla preghiera. La Bibbia insegna che dobbiamo pregare al PADRE. Troviamo questo insegnamento ripetutamente, come anche quello che lo Spirito Santo prega per noi. Ma la verità che vogliamo considerare molto più a fondo in questo studio riguarda il fatto che dobbiamo pregare nel nome di Gesù Cristo. Consideriamo, molto attentamente, che cosa significa pregare nel nome di Gesù. Chi può pregare? La prima verità da capire quando consideriamo la preghiera è: chi ha diritto di pregare? Ovvero, chi può pregare, avendo la certezza biblica che Dio lo ascolterà? Chiaramente, oggi, come sempre, tante persone pregano. Ma il fatto che tante persone pregano non significa che vengono ascoltate da Dio. Secondo la Bibbia, sono coloro che hanno Gesù Cristo come Signore e Salvatore, e perciò come Sacerdote e Mediatore, che possono pregare. Per esempio, in Ebrei 4:14-16, che è stato scritto per coloro che hanno Cristo come Sacerdote e Signore, leggiamo che è per mezzo di Lui che abbiamo accesso al trono di Dio per essere soccorsi. Quindi, è per mezzo di Cristo che possiamo pregare. Chi è senza Cristo non ha questo libero accesso al trono di Dio. Leggiamo il brano. “14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebr 4:14-16) Quindi, solamente chi è un vero figlio di Dio ha diritto di pregare. A CHI si deve pregare? Quando preghiamo, a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere? E' giusto pregare solo a Dio Padre, o si dovrebbe pregare anche a Gesù e allo Spirito Santo? Cosa ne dice la Bibbia? In Matt. 6:9 Gesù ci insegna a pregare, e Lui ci dichiara chiaramente di pregare a Dio Padre. “Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;” (Mat 6:9) In Giov. 16:23 Gesù parla della preghiera al Padre. “In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giov 16:23) La Bibbia ci insegna ripetutamente, sia con insegnamenti, sia con esempi, che dobbiamo pregare a Dio Padre. Allora, qual è il ruolo di Gesù e qual è quello dello Spirito Santo? Se dobbiamo pregare a Dio Padre, che ruolo hanno Gesù Cristo e lo Spirito Santo? Nel nome di Gesù Gesù ci ha insegnato di pregare nel suo nome. Fra poco esamineremo questo concetto. Lo Spirito Santo Per quanto riguarda lo Spirito Santo, non esiste alcuna preghiera nella Bibbia rivolta allo Spirito Santo, tranne una profezia in Ezechiele 37. Quindi, visto che non esiste alcuna preghiera rivolta allo Spirito Santo, è chiaro che non dobbiamo pregare a Lui. Ma qual è il suo ruolo? Lo Spirito Santo ha il ruolo di glorificare Cristo e di indicarci la giusta strada per giungere a questo fine. “Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.” (Giov 16:14) Si può anche leggere Giov. 14:14-26. Quando un grande faro illumina un palazzo di notte, se fa un buon lavoro, non lo si nota neanche, ma si nota ed ammira solamente il palazzo. Similmente lo Spirito Santo è come il faro: ci aiuta a vedere ed ammirare la persona di Gesù Cristo. Inoltre, lo Spirito Santo, prega per noi aiutandoci nel nostro debole ed incerto modo di porgere le nostre preghiere, perché, Egli conosce Dio nel suo profondo. “26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.” (Rom 8:26-27) Che consolazione! Quindi, a chi dobbiamo pregare? Dobbiamo pregare a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo. per COSA si deve pregare? Per che cosa dobbiamo pregare? Possiamo pregare per qualsiasi cosa? Dio esaudisce ogni preghiera? È possibile chiedere qualsiasi cosa nel nome di Gesù, oppure, pregare nel nome di Gesù ci limita nelle nostre richieste? Chiaramente, nella carne, l'uomo prega per ottenere tutto quello che desidera. Prega per avere buona salute o per una guarigione, prega per avere successo negli affari, prega di superare gli esami a scuola, prega per avere sicurezza in viaggio, prega per un buon tempo durante le vacanze. Che cosa ne dice la Bibbia? Esaminiamo alcuni brani fondamentali sulla preghiera. Questi brani sono importanti per il loro insegnamento, ma spesso vengono presi fuori contesto ed interpretati male. Quando abbiamo un concetto sbagliato della preghiera, questo ci fa molto male spiritualmente. Giovanni 14 Consideriamo per primo il brano in Giovanni 14:12-14. Leggiamolo. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Prima di esaminare con cura questi versetti, ricordiamoci che a volte siamo tutti tentati di voler far dire alla Bibbia quello che ci è comodo. Cioè, nella carne, abbiamo la tendenza di interpretare la Bibbia non in base a quello che è realmente scritto, ma in base a quello che ci è comodo. Quindi, dobbiamo sforzarci di dividere rettamente questo brano. Alcuni credenti, e purtroppo anche delle chiese intere, interpretano erroneamente questo brano dicendo che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa che desideriamo nel nome di Gesù, e Dio sicuramente ci esaudirà. Questo implica che la frase “nel nome di Gesù” diventa quasi una formula magica che ci fa ottenere quello che vogliamo. Questa falsa interpretazione fa diventare Dio il nostro servo celeste, soggetto ad ubbidire alla nostra volontà. Chi insegna questa falsa interpretazione cita la parte del brano che dichiara: “quello che chiederete nel mio nome, io la farò”, come se tutto l'insegnamento fosse racchiuso lì. Chi crede a questa menzogna, pensa che se preghiamo qualcosa con cuore, Dio la farà. Questo è un pensiero molto falso, e molto pericoloso. Pensiamo a come una persona che crede a questa falsità potrebbe pregare in diverse situazioni. Immaginate un credente che lavora in proprio. La sua attività comincia ad andare molto male, e lui rischia di perdere tutto. Non solo, ma ha anche dei grossi debiti con la banca legati all'attività. Citando questo versetto, egli chiede a Dio di salvare la sua attività. Perciò questo credente è sicuro, visto che ha pregato nel nome di Gesù, che Dio salverà la sua ditta. In un secondo esempio, un credente ha un figlio adulto ribelle, lontano dal Signore. Il credente prega, citando questo versetto, e così è convinto che Dio salverà suo figlio. In un altro esempio, un credente ha un figlio con una grave malattia. Il credente, prega, e citando questo versetto, dichiara che è sicuro che Dio guarirà suo figlio, visto che è convinto che si può ottenere qualsiasi cosa se la si chiede a Dio nel nome di Gesù. In un altro esempio, un credente sta cercando di comprare una casa, e avendone trovato una che gli piace tantissimo, prega, chiedendo a Dio di operare in modo che il proprietario abbassi il prezzo abbastanza da permettergli di comprarla. È convinto che Dio opererà per fargli ottenere quella casa al prezzo che desidera. Senza andare ad analizzare questi esempi in dettaglio, considerate il principio che sta alla base di questo modo di pensare. Se fosse vero che possiamo chiedere a Dio qualsiasi cosa che desideriamo, avendo la certezza che Lui ci esaudirà solamente perché abbiamo citato la frase “nel nome di Gesù”, allora, Dio diventerebbe il nostro servo celeste, pronto ad esaudire ogni nostra richiesta. Dio sarebbe soggetto alla nostra volontà. Se è così, allora Gesù ha sbagliato quando ha insegnato il Padre Nostro, perché avrebbe dovuto insegnarci a pregare: “sia fatta la nostra volontà, non la Tua” Però, Dio NON è il nostro servo, e NON esiste per esaudire le nostre preghiere come vogliamo noi. Non dobbiamo pregare che la nostra volontà sia fatta, ma che la volontà di DIO sia fatta! Ci sono tante verità bibliche che ci aiutano a capire questo principio. Per esempio, leggiamo Matteo 26:39, quando Gesù era nel Giardino: “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Gesù, nonostante i suoi diritti di Figlio di Dio, non chiese al Padre che cambiasse la sua volontà per esaudire la propria richiesta. Piuttosto, rese nota la sua richiesta al Padre, e poi, chiese che la volontà del Padre fosse fatta, non la sua. In Luca 22, Gesù stava preparando i discepoli per la sua morte. Egli spiegò a Pietro che sarebbe stato provato duramente. Notiamo che Gesù non chiese che Pietro potesse evitare la prova, pregò solamente per la fede di Pietro. Vi leggo. “31 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».” (Luca 22:31-32) Gesù NON ha chiesto che Dio gli togliesse la prova. In Apocalisse 2, Gesù sta parlando alle sette chiese. Notiamo quello che dichiara alla chiesa di Smirne. “8 «All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda.” (Apo 2:8-11) Egli spiegò che vari credenti in questa chiesa sarebbero stati messi a morte per la loro fede. Possiamo presumere che questi credenti erano padri e madri, e avessero le loro famiglie. Però, è evidente che la volontà di Dio per loro era che morissero per la loro fede. Dal brano però comprendiamo che la morte fisica non era una sconfitta, perché poi Gesù dichiarò che se quei credenti fossero rimasti fedeli fino alla morte, avrebbe dato loro la corona della vita. Quindi, Dio aveva stabilito il suo piano per quei credenti, e nessuna loro preghiera avrebbe potuto cambiare il perfetto piano di Dio. Non dovevano pregare Dio affinché li salvasse dalla morte fisica, presumendo per di più che Dio li avrebbe esauditi. Infatti, Dio ha un piano perfetto, che è la SUA propria volontà, e Dio fa TUTTO secondo la decisione della Sua volontà. È importante capire questa verità basilare. Quello che Dio fa, lo fa secondo la decisione della Sua volontà. Leggiamo Efesini 1:11 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,” (Efe 1:11) Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, il mondo non sarebbe stabile, Dio non sarebbe Dio, e nulla sarebbe sicuro. La volontà di Dio cambierebbe di minuto in minuto, in base alle diverse preghiere che Gli arrivano da tutto il mondo. Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, per esempio, non sarebbe vero quello che è scritto nel Salmo 139:15,16 che riguarda il momento della nostra morte e di quella dei nostri cari. “15 Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora.” (Sal 139:15-16) Se Dio ci desse qualunque cosa che Gli chiediamo, questo brano non sarebbe vero, perché tante persone, vedendo arrivare la morte, pregherebbero, chiedendoGli di guarire o di superare il pericolo, e in questo modo sarebbe stata fatta la loro volontà, non quella di Dio. Se fosse così la morte non dipenderebbe più dalla volontà di Dio, ma dalla volontà dell'uomo. Non arriverebbe più al momento stabilito nel libro di Dio, ma nel momento stabilito da noi. Ma non è così! Non è l'uomo che stabilisce quando morirà, come non è l'uomo che stabilisce quando un certo problema deve risolversi come vuole lui. È il Signore che opera tutte le cose secondo la decisione della Sua volontà! Per esempio, leggiamo in 1Samuele 2:6-8 “6 Il SIGNORE fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire. 7 Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. 8 Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.” (1Sam 2:6-8) E' il Signore che determina le cose, tramite le nostre preghiere, non noi! Allora, qual è il senso di Giovanni 14:13, quando Gesù dichiara:    “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giov 14:13)? Per capire bene questa verità, dobbiamo leggere non solo questa frase, ma tutto il suo contesto. Cosa significa “nel mio nome”? Dobbiamo capire il senso della frase, “nel mio nome”. Dobbiamo anche capire il motivo che ci spinge a pregare nel nome di Gesù. Gesù stesso ci spiega questa motivazione. Infine, dobbiamo capire altre condizioni che la Bibbia ci dà per poter pregare. Molto spesso, un brano non insegna tutta la verità biblica di un certo argomento, e deve essere considerato insieme ad altri brani. Quindi, qual è il senso della frase: “nel mio nome?” Chiedere “nel nome di Gesù” non è una formula magica che, aggiunta ad una preghiera, costringe Dio ad esaudirci. A quel punto, Dio sarebbe il nostro servo, e noi saremo i sovrani. Ma non è così! Pregare “nel nome di Gesù” non è una frase che si aggiunge a qualsiasi preghiera, per garantire che Dio farà come Gli abbiamo chiesto. Invece significa almeno due cose: 1. chiedere per i Suoi meriti Prima di tutto, pregare nel nome di Gesù significa pregare per i Suoi meriti, riconoscendo che noi non ne abbiamo. Nessun di noi merita alcuna cosa buona da Dio. Quindi, dobbiamo chiedere per i meriti di Gesù. Se chiedo un favore al mio migliore amico, lo chiedo nel mio proprio nome, cioè riconoscendomi degno, visto che sono il SUO migliore amico, che mi venga fatto questo favore. Però, se devo chiedere un grande favore all'amico del mio amico, che non conosco personalmente, so di non meritare da lui nulla (visto che non mi conosce), e perciò, non gli chiedo nel mio nome, ma gli chiedo nel nome del mio amico. Allora, chiedere nel nome di Gesù necessariamente implica un cuore umile. Chi chiede nel nome di Gesù SA che, per conto suo, non merita nulla da Dio. Perciò, questa consapevolezza della propria insufficienza cambia anche la richiesta stessa. Infatti chi sa di non aver nessun merito, non pretende nulla, e non considera Dio come Colui che esiste per esaudire i nostri desideri. Sa che Dio è sovrano, e va ai piedi di Dio umilmente, pronto ad essere sottomesso alla Sua volontà. Tutti questi sono aspetti del pregare nel nome di Gesù. 2. chiedere secondo la volontà di Gesù Dobbiamo però considerare anche una seconda verità estremamente importante nel fatto di chiedere nel nome di Gesù. Chiedere nel nome di Gesù significa anche chiedere secondo la Sua volontà, non la nostra. È importantissimo capire questo principio. Ripeto: chiedere nel nome di Gesù significa chiedere secondo la SUA volontà, non la nostra. Un soldato semplice, che porta gli ordini dati dal comandante agli altri, chiede nel nome del comandante. Non chiede quello che vuole lui, chiede quello che è la volontà del comandante. Infatti, se dovesse chiedere quello che vuole lui, usando il nome del comandante per ottenerla, sarebbe colpevole di un grave reato. In 1Giovanni 5:14,15, leggiamo una chiara spiegazione di quali sono le preghiere che Dio esaudirà. Leggiamo. “14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1Giov 5:14-15) Avete notato la frase: “se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”? Chiedere nel nome di Gesù DEVE essere secondo la SUA volontà, non la nostra. Quindi, se preghiamo per ottenere qualcosa che desideriamo tantissimo, ma se non è la volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù. Se preghiamo per quello che vogliamo noi, e aggiungiamo le parole, “nel nome di Gesù”, siamo come i pagani, usando quelle parole come un talismano, cercando di controllare Dio. Quindi, ricordiamo che chiedere nel nome di Gesù significa chiedere con umiltà, sapendo di non meritare alcuna cosa buona da Dio, e questo atteggiamento ci aiuta ad accettare qualsiasi cosa che Egli ci darà. Significa anche chiedere secondo la volontà di Cristo, non seconda la nostra volontà. Affinché il Padre sia glorificato Allora, qual è il senso di Giovanni 14:12-14? Per capire correttamente questo brano, dobbiamo leggerlo tutto, e leggere anche il suo contesto. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Notiamo che le richieste che facciamo qua sono legate al fare opere per la gloria di Dio, e infatti, il MOTIVO per cui Gesù ci esaudisce è per glorificare il Padre. Gesù non risponde ad ogni nostra richiesta. Risponde se la richiesta glorificherà il Padre. Infatti, in Giacomo 4:2-4 leggiamo: “2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:2-4) Non avete perché non domandate, ovvero, perché non pregate, e se domandate spesso non ricevete, perché domandate per spendere nei vostri piaceri. Quando chiediamo per ottenere quella che è la nostra volontà, Dio non risponde. Torniamo agli esempi che ho dato all'inizio di questo studio. Pensiamo all'uomo che lavora in proprio e la sua attività comincia ad andare molto male, e si ritrova con tanti debiti. Egli prega Dio affinché salvi la sua attività. Sta pregando affinché Dio risolva i suoi problemi. Non sta cercando la gloria di Dio. Nell'esempio del genitore che ha un figlio che spiritualmente cammina male (che è ribelle), quel credente chiaramente vuole che suo figlio sia salvato. È buono pregare per la salvezza dei nostri cari. Però, in un certo senso, quella preghiera può essere anche un frutto di egoismo, perché quel genitore non sta cercando per prima cosa la gloria di Dio. Non gli pesa il fatto che tanti altri genitori hanno figli ribelli. Egli vuole che SUO figlio sia salvato. Sta pensando, in fin dei conti, a se stesso. Poi ho fatto l'esempio del credente con il figlio con una grave malattia. Il genitore vuole che il figlio sia guarito, perché vuole il piacere di goderlo per tanti anni ancora. Però, nemmeno questa richiesta è cercare la gloria di Dio. È una preghiera per non dover subire la sofferenza della morte di una persona cara.    Poi c'era il credente che chiedeva l'intervento di Dio affinché potesse comprare la casa che gli piaceva tanto. Anche qua, il credente sta cercando di ottenere da Dio quello che sarebbe il suo gradimento. Non sta cercando in primo luogo la gloria di Dio. Quindi, non dobbiamo credere la terribile menzogna che basta pregare aggiungendo la frase “nel nome di Gesù” e possiamo essere sicuri che Dio ci darà quello che Gli chiediamo. Chiedere nel nome di Gesù significa chiedere che sia fatta la Sua volontà e significa anche farlo con un cuore umile, che quindi cerca non il proprio comodo, ma la gloria di Dio. Un brutto risultato Che cosa succede, quando uno crede la menzogna che Dio esaudirà qualsiasi sua richiesta? Quando Dio NON esaudisce quella preghiera, la fede di quel credente viene fortemente scossa. Egli sta molto male, e solitamente, o cade in grave depressione spirituale, oppure, si arrabbia con Dio. Perciò credendo a quella menzogna quel credente rimane deluso di Dio. Giov. 15:5-7,16 Quindi, è importante capire il senso vero dei principi di Giovanni 14. Per capire meglio questo discorso, esaminiamo qualche altro brano in cui Gesù parla della preghiera. Questi brani fanno parte del contesto di Giovanni 14. Giovanni 15:5-7 “5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giov 15:5-7) Qui, Gesù insegna che dobbiamo dimorare in Lui, e che lo scopo è affinché possiamo portare molto frutto. Poi, Egli dichiara che solamente se dimoriamo in Lui e se le sue parole dimorano in noi, sarà fatto quello che domandiamo. Questa è una condizione importantissima. “Dimorare in Cristo” significa essere in una condizione di umiltà, di santità di vita e di sottomissione alla sua volontà. Quando le parole di Cristo dimorano in noi, esse ci esortano a conoscere e a seguire la Parola di Dio. Quindi, non viviamo più per la nostra volontà, ma per la sua. Solamente se ci ritroviamo in questa condizione possiamo domandare a Dio quello che vogliamo e ci sarà fatto, perché significherà che domanderemo quella che è la volontà di Dio. Un altro versetto importante è Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giov 15:16) Gesù risponde alle nostre preghiere quando servono per portare frutto che rimane in eterno. Ostacoli alle nostre preghiere È importante menzionare alcuni ostacoli alle nostre preghiere. L'orgoglio Una cosa che ostacola sempre la preghiere è l'orgoglio. Se abbiamo orgoglio, Dio si allontana da noi. “Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.” (Sal 34:18) Quando abbiamo orgoglio non confessato, Dio resta lontano da noi. Possiamo fare bella figura davanti agli altri, possiamo apparire di essere zelanti, possiamo pregare tanto, ma sarà tutto inutile, tutto invano. Fino a quando non confessiamo il nostro orgoglio, Dio resterà lontano da noi. Mancanza di fede Un altro ostacolo alle nostre preghiere è la mancanza di fede, come leggiamo in Giacomo 1. “5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore,” (Giac 1:5-7) Questo brano ci insegna l'importanza della fede. Chiaramente, dobbiamo ricordare le altre verità che abbiamo visto. Se prego qualcosa che non è secondo la volontà di Dio, posso avere la fede più grande del mondo, ma Dio non mi risponderà. Però, dall'altro lato, quando preghiamo secondo la volontà di Dio, è importante avere fede in Dio. Così, Dio viene glorificato, e noi saremo edificati. La Preghiera fatta con egoismo Abbiamo già menzionato prima che Dio non risponde alle preghiere fatte con egoismo, cioè, alle preghiere attraverso le quali vogliamo ottenere qualcosa NON per la gloria di Dio, ma perché è il nostro desiderio. Questo è ciò che ci dice Giacomo 4, quando parla delle preghiere fatte per spendere nei piaceri. Dobbiamo pregare, invece, per la gloria di Dio. Come conoscere la volontà di Gesù Visto che la preghiera che Dio esaudisce è quella preghiera fatta secondo la sua volontà, come possiamo sapere qual'è la volontà di Dio? Dio ci ha già rivelato molto della sua volontà, e ci insegna anche il modo in cui pregare quando non la conosciamo. Prima di tutto, come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Sappiamo quasi sempre quello che vorremmo noi, ma come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Gesù stesso ci dà un esempio di come pregare in questi casi in Matt. 26:39; Marco 14:36; Luca 22:42. Leggo da Matteo. “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Nella sua umanità, Gesù non voleva affrontare la sofferenza che sapeva di dover subire sulla croce. Però, il suo desiderio più forte rispetto al non voler subire quelle sofferenze, fu quello di voler fare la volontà del Padre. Quindi, ha esposto a Dio il suo desiderio, ma chiese che fosse fatta la volontà di Dio. Ed è così che anche noi dobbiamo pregare, quando non conosciamo con certezza la volontà di Dio in una certa situazione. Certamente possiamo portare tutti i nostri pesi a Dio, e anche dirGli quello che sarebbe il nostro desiderio, però poi dobbiamo confidare nella sua perfetta saggezza, e chiedere che sia fatta la Sua volontà. Conclusione La preghiera è una parte essenziale della vita cristiana e della nostra crescita. La preghiera è la nostra comunicazione con Dio, mentre lo studio della Bibbia è ascoltare Dio che ci parla. E importante pregare, però, è importante pregare nel modo che Dio stabilisce, per le cose giuste. L'unico vero accesso a Dio che abbiamo è quello per mezzo di Gesù, per merito di Cristo. Non solo, ma dobbiamo pregare secondo la SUA volontà, non secondo la nostra. Quando non siamo sicuri della volontà di Dio, è importante accettare la sua volontà, anche se è il contrario di quello che vorremmo noi. Infatti noi non sappiamo qual è la cosa migliore. Dobbiamo avere fede che la volontà di Dio è la cosa perfetta, anche se non siamo in grado di capire tutto quello che Dio sta facendo. Preghiamo, chiedendo che la volontà perfetta di Dio sia fatta! Preghiamo poi con fede, fede che Dio ci ascolta e ci esaudisce sempre, secondo la sua perfetta volontà. Non dimentichiamo che la preghiera non serve solo per fare richieste a Dio. Anche il ringraziamento ne è una parte molto importante. Inoltre, la preghiera serve anche per confessare i nostri peccati. E serve poi principalmente per chiedere che Dio sia glorificato. Le nostre richieste dovrebbero sempre essere per la gloria di Dio. Oh che possiamo diventare un popolo che prega sempre di più, non vedendo Dio come un servo celeste che esiste per darci quello che vogliamo noi, ma essendo spinti dal desiderio di vedere il nostro grande Dio glorificato! La nostra vera gioia, quella che ci riempirà per tutta l'eternità, consisterà nel vedere Dio glorificato. Quindi, che la gloria di Dio sia il desiderio del nostro cuore! Marco deFelice "Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste" (1 Giovanni 5:14-15) «Ti è piaciuto questo articolo? Non perderti i post futuri seguendoci»

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venerdì 3 settembre 2010
Unknown

Gli inganni di Satana: il ReiKi

 
LA GUARIGIONE A COSTO DELL'ANIMA 

“Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2 Tm 4, 3-4).
 
Il Reiki


Non mi dilungherò sulla storia della disciplina, esistendo sussidi e testi autorevoli facilmente reperibili in rete che approfondiscono le origini oscure di questa tecnica; è mio intento quello di soffermarmi ad analizzare i retroscena del fenomeno Reiki evidenziando in modo particolare gli eventuali rischi correlati.
Del Reiki si sente parlare perlopiù in termini di tecnica di guarigione o di autoguarigione. Pubblicizzata come rimedio allo stress, è esaltata in tutto il mondo come panacea contro i mali del corpo e dello spirito.

Nata in Giappone, iniziò a diffondersi negli Stati Uniti a partire dal 1938 riscontrando un notevole successo.  In seguito  al massiccio boom dei movimenti religiosi alternativi nell'ultimo trentennio, lo sviluppo del Reiki ha raggiunto anche in Italia un  ragguardevole livello di diffusione. Si calcola che oltre un milione di persone oggi si sottopongano regolarmente a sedute di reiki.
La scoperta dell’energia ReiKi parte dalla ricerca di un monaco, Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, il quale affermò di avere ricevuto l'abilità di curare dopo tre settimane di digiuno e meditazione sul Monte Kurama. Imparò lingue antiche e per anni, in diversi paesi, studiò vecchi documenti religiosi, fino al giorno in cui, in un convento Zen, trovò nelle versioni tibetane del Loto Sutra dei singolari simboli di cui non conosceva il significato. Gli mancava soltanto l’iniziazione a quei misteri e anche in lui si sarebbero risvegliate quelle capacità e forze. A questo scopo si recò su una montagna sacra e cominciò a meditare. Il 21° giorno cadde in una trance e gli apparve un’entità luminosa che gli mostrò e descrisse i rituali sacri, i simboli e i mantra.
Secondo Usui il sistema tradizionale ReiKi è suddiviso in tre gradi. "In pratica nel primo livello viene messo l’accento sul corpo fisico, e si lavora su un piano materiale. Nel secondo grado prevale l’aspetto mentale, qui si lavora soprattutto sul piano del corpo mentale. E nel terzo livello (grado di Master) l’accento va infine all’aspetto dell’anima… Con il grado di Master si ha accesso al piano astrale, il punto di trasformazione fra il mondo materiale e quello immateriale."
L’energia vitale che permea l’universo viene trasmessa mediante imposizione delle mani sui chakra – secondo la tradizione taoista i centri energetici del corpo – e così il paziente guarisce oppure si "evolve spiritualmente". Dopo l’iniziazione al secondo livello sono possibili anche trattamenti a distanza, inviando energia ReiKi alla persona assente.
"In profonda concentrazione, il guaritore pone le sue mani per circa dieci minuti sulla fronte della persona che ha bisogno d’aiuto. In seguito indirizza la sua attenzione su altre parti del corpo, utilizzando il concetto di attingere alla fonte di energia cosmica per poterla poi incanalare… Talvolta si utilizzano anche cristalli e pietre preziose la cui ‘energia guaritrice’ viene pure trasferita."
I corsi nei primi tempi ristretti a soli circoli esclusivi, sono oggi pubblicizzati sulle locandine di palestre e centri di benessere.


Ma cos'è veramente il Reiki?
 
In pochi sanno che si tratta a tutti gli effetti di una tecnica gnostico-esoterica di channeling. 
Il channeling è una moderna forma di spiritismo molto in voga negli ambienti New Age.
Attraverso l’apertura di appositi canali  (channel da cui channeling) consente di "sintonizzarsi" con l'aldilà. La novità apportata dal channeling rispetto allo spiritismo “classico” consiste nell'aver abbattuto ogni tipo di barriera nel campo della comunicazione spiritica, consentendo, mediante l'ausilio di definiti channel, di entrare in contatto con entità senza ricorrere a medium e sensitivi.

Ad essere evocati nei circoli Reiki sono generalmente i Deva, esseri spirituali noti all’induismo (si tratta di demoni), e la dea Shakti o kundalini (dea della distruzione o degli stati alterati di coscienza).
Tali entità vengono contattate, mediante l'apertura di appositi "canali energetici", attraverso i chakra e le nadi, con il preciso scopo di aumentare il sè della persona e permettergli di acquisire i siddhi (poteri) e la samadhi (conoscenza) e portarlo al samsahara (illuminazione). Giunto alla fase illuminativa l'individuo convinto di fondersi con la “divina energia del Cosmo" crede di essere ormai diventato un tutt’uno con essa.
La finalità del Reiki è quella di armonizzare l'energia vitale personale (ki) con quella universale (rei) per acquisire poteri di autoguarigione e guarigione su altri (anche a  distanza), e poter modificare situazioni (un’interrogazione, un colloquio di lavoro, un rapporto sentimentale) incidendo sugli oggetti e sul mondo.

Il Reiki si articola in tre livelli, ciascuno dei quali, può essere appreso nei centri specializzati sborsando una cifra adattata al tipo di iniziazione che si vuole riceve.

  • Il Primo Livello è detto manuale, poiché fornisce all'individuo la possibilità di trasmettere l’energia cosmica attraverso le mani. All’interno del primo livello è prevista un’iniziazione operata mediante "simboli cosmici" e "pratiche di visualizzazione" considerate necessarie per purificare i canali e rendere possibile la trasmissione del flusso.
  • Il Secondo Livello Reiki consente, mediante l’iniziazione a tre simboli cosmici, di rendere l’impiego della "terapia" indipendente dallo spazio e dal tempo, pertanto si è in grado di operare trattamenti a distanza.
  • Il Terzo Livello disvela il quarto simbolo del “maestro” e tramite la conoscenza di procedure d’iniziazione, consente di trasmettere i livelli Reiki ad altri individui.
E' stato verificato che la partecipazione ai riti di iniziazione o anche la partecipazione a "sedute terapiche" Reiki possono arrecare gravi danni spirituali, dando luogo a ossessioni, vessazioni e talvolta a vere e proprie possessioni diaboliche.
Chi fa Reiki, dopo l’illusione iniziale, di sentirsi bene, in forma, pieno di energia, prima o poi paga lo scotto di aver giocato con il fuoco: inizia ad avere problemi spirituali, fisici e mentali, per dirla con linguaggio reikiano “problemi di natura olistica”.
Si tratta del solito e quanto mai antico inganno diabolico, quello di far assaggiare un frutto all'apparenza “buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza” (Gn 3,6), offerto con la promessa di  diventare come Dio (cfr. Gn 3,5). Un frutto di morte che non tarda a manifestare i suoi veleniferi effetti.
Il grande successo delle tecniche di autoguarigione in questi tempi di smarrimento del senso della vita e della fede, risiede proprio in questo assurdo delirio di onnipotenza. Dietro a questo tipo di discipline, si cela il primordiale peccato di superbia, quello di satana e dei progenitori, l’assurdo desiderio di voler essere come Dio.

L'energia vitale universale 

Il ReiKi negli ultimi anni ha avuto una larga diffusione in Europa, grazie al fatto che le sue capacità curative sono disponibili a tutti. Ogni individuo può partecipare a dei corsi che abilitano al metodo di guarigione su sé stessi o sugli altri. Chiunque ha libero accesso agli spiriti guaritori e può essere trasformato spiritualmente. Il più delle volte, sono persone desiderose di fare del bene agli altri, quelle che ricercano questo tipo di potere: e siccome il Reiki afferma di essere perfettamente compatibile con qualsiasi confessione religiosa, compresa quella cristiana, anche molti cristiani si fanno curare con questo metodo o addirittura partecipano ai corsi di Reiki. Molti sono convinti che l'energia che invocano sia quello dello Spirito Santo ed affermano che l'energia luminosa del Reiki è così benefica che non può che venire da Dio. L'inganno sta nel pensiero che se una cosa fa del bene deve necessariamente essere buona. La Bibbia rivela che il diavolo è innanzitutto un seduttore: «Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo.» (Apocalisse 12:9). Egli seduce gli uomini imitando il bene.Credere all’esistenza di presunte energie corporee ed extracorporee, implica uno stravolgimento del modo di concepire l’anima e Dio. Un dio ridotto ad un’energia cosmica, ad una pura vibrazione senza nome né volto, privato di ogni carattere personale non può essere Dio o quantomeno non è il nostro Dio!
Il rischio di queste pratiche, denominate olistiche è insito già nel nome e nell’interpretazione che se ne da. Olos, è il termine greco che indica il tutto, nello specifico indicherebbe l’idea dell’universo-uno, all’interno della quale tutte le differenze, anche quelle che non vediamo, divengono pure illusioni. Ne consegue un’idea di dio come di una vaga entità energetica immanente, che s’identificherebbe col mondo e con l’uomo. Per cui ogni uomo sarebbe dio. Non è forse questo l’inganno diabolico delle origini?
Il Reiki viene presentato come un metodo di guarigione naturale di tipo olistico (cioè per la guarigione di spirito, corpo e mente) su base scientifica e spirituale contemporaneamente.
Alla parola Reiki viene comunemente attribuito il significato di "Energia Vitale Universale": il Reiki sarebbe considerato come un'energia di luce, di amore, di vita.
Per Reiki si intende inoltre la generica ed universale energia che pervade l'Universo e che ognuno può decidere di appropriarsene ed utilizzarla.

In realtà, come ci istruisce la parola di Dio, c'è da aggiungere: "Non c'è da meravigliarsene, perché anche satana si traveste da angelo di luce"(2Cor 11,14).

Seguendo la sua visione olistica, nel Reiki si afferma che la malattia, in qualsiasi forma si presenti, non è altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico. Secondo questa visione, traumi, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, danno origine a dei blocchi energetici e di conseguenza alle malattie. Il Reiki avrebbe come scopo quello di rimuovere questi blocchi energetici, ristabilendone il flusso e di conseguenza l'ideale interazione tra mente e corpo.
L'evento esterno, secondo questo punto di vista, può al massimo partecipare come concausa nella produzione di uno specifico sintomo, ma il conflitto nascerebbe sempre dentro all'individuo.
In ambito Reiki, si parla di squilibrio energetico ogni volta in cui l'energia vitale non fluisce regolarmente all'interno del corpo umano seguendo il giusto ritmo. La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio, e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Ristabilendo questo equilibrio e raggiungendo la "guarigione spirituale" anche il corpo ne avrà beneficio.

Fra i seguaci del Reiki ci sono molte persone che hanno il desiderio di aiutare gli altri e di dar loro forza e amore tramite questa tecnica. Altri sperano di ottenere l'energia necessaria per affrontare i problemi della vita. Molti adepti credono che l'energia di Reiki sia come lo Spirito Santo, e che può esser messo in relazione con la fede in Gesù Cristo. Il problema è che estremamente pochi si pongono domande riguardo ai fondamenti spirituali di questa tecnica.
La seduzione operata dagli spiriti maligni, ha infatti portato alla coniazione dell'espressione "Reiki Cristiano", che si affianca al già conosciuto ed apparentemente innocuo "Yoga Cristiano". Il tentativo di mescolare concetti veri a quelli falsi, in un certo senso serve a tranquillizzare i cristiani "tiepidi" che non riescono a trovare nella propria religione l'appagamento completo. Nel Reiki cristiano si attinge infatti alla tradizione filosofica orientale mescolandola ad alcuni concetti del cristianesimo; due concezioni che sono in realtà assolutamente inconciliabili. Dopotutto il Reiki, in ognuna delle sue possibili forme, non è altro che un concentrato di occultismo.

I praticanti del Reiki usano un tecnica simile a quelle sviluppata da Usui e basata sull'imposizione delle mani, gesto che servirebbe a canalizzare le energie curative (ki).
Gli insegnamenti del Reiki, basandosi su antiche filosofie orientali, poi riutilizzate dal movimento New Age, affermano che esiste un'energia vitale universale, accessibile ai praticanti, che è in grado di apportare benefici a livello curativo.
Viene insegnato che chiunque può acquisire la capacità di accedere a questa energia, tramite una iniziazione, similmente a quanto avviene in altri ambiti esoterici ed occultistici. Non viene generalmente preclusa la possibilità di questa iniziazione a nessuno. Si afferma che dopo di essa l'energia potrà cominciare a fluire attraverso le mani del praticante. In questa fase alcuni insegnanti sottolineano l'importanza dell'intenzione del praticante di volere realmente sanare le ferite, mentre altri affermano che l'energia è estratta dalla ferita del ricevente al fine di attivare il processo di guarigione. Andando oltre, la credenza fondamentale vuole che il Reiki sia un'energia intelligente che rende la diagnosi di un male non necessaria.
Al secondo livello di insegnamento Reiki segue un'ulteriore iniziazione, e lo scopo dell'insegnamento è quello di dotare il praticante dei mezzi per "guarire" a distanza. Questo metodo prevederebbe l'uso di speciali simboli, per riuscire a creare una connessione temporanea a distanza tra il praticante ed il ricevente al fine di inviare l'energia Reiki. Si afferma inoltre che il Reiki non è limitato al presente, ma può essere inviato nel passato o nel futuro.

La credenza comune Reiki è che l'energia impiegata nelle terapie discenda dal Cosmo piuttosto che dall'energia personale del praticante, che tenderebbe inevitabilmente ad esaurirsi. Nel momento in cui si impara ad incanalare correttamente questa energia, la forza di guarigione diventerebbe quindi inesauribile.
Alcuni insegnamenti affermano che l'energia entrerebbe nel praticante attraverso un particolare punto del corpo (chakra) per poi defluire attraverso le mani. Come conseguenza di questo, viene insegnato ai praticanti di Reiki che è anche possibile autocurarsi.
Il Reiki è altresì usato dai praticanti come medicina preventiva poiché, si afferma, l'energia stimola la cura prima ancora che ci sia un evidente sintomo del male. Altra conseguenza della semplicità del Reiki è che esso può essere insegnato ai bambini. 

Molti Masters insegnano i chakra come componente importante del sistema Reiki. Alcune scuole non tradizionali indipendenti insegnano anche tecniche particolari quali l'apertura e la chiusura dei chakra, se il "vortice" gira in senso orario piuttosto che in senso antiorario e che cosa significa. Altri Masters usano pratiche New Age e pendolini per determinare "la rotazione" di un chakra, oppure oracoli per stabilire se un chakra "è ostruito" o fluisce liberamente.
La dottrina profondamente deviata inculcata dai maestri Reiki, affermerebbe che il tocco di guarigione mette in contatto il paziente con l'energia guaritrice di Dio. Mentre ci tocchiamo o tocchiamo un'altra persona (o un animale) con amore, verrebbe rilasciata la "Santa Energia" che porta equilibrio, armonia, benessere nel corpo, nella mente e nello spirito, e nelle relazioni. Il tocco di Dio fluirebbe attraverso il nostro tocco.
Altro aspetto di notevole rilevanza che riguarda la pratica del Reiki è rappresentato dai costi richiesti per partecipare ai vari livelli di insegnamento. Sebbene non vi sia un listino ufficiale, i prezzi medi sono: Master di primo livello: 200,00 euro, Master di secondo livello: tra i 350,00 e i 600,00 euro, Master di terzo livello: tra i 3.000,00 e 10.000,00 euro. Oltre a questi livelli, ad essere pagati sono anche i singoli trattamenti terapeutici, poiché viene affermato che il Reiki va pagato come ogni strumento prezioso.
La differenza con l'insegamento di Cristo è anche qui molto palese, egli infatti ha lasciato detto ai sui discepoli: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8)", qui si parla invece di cifre da capogiro.

Segue ora la testimonianza di una ex-adepta che illustra con chiarezza ciò che ha vissuto in prima persona riguardo al Reiki: «Ne venni a conoscenza quando una mia amica mi offrì un trattamento Reiki (che è molto simile alla pranoterapia): in pratica mi impose le mani in determinate posizioni del corpo. Sentii effettivamente dell'energia, vibrazioni, calore uscire dalle sue mani. Mi spiegò che quel calore, il Reiki, mi avrebbe potuta guarire e che anche io avrei potuto apprendere questa tecnica partecipando ad un seminario di primo livello. Mi portò anche un opuscolo in cui, tra le altre cose, vi era spiegato che l'apprendimento del Reiki si articola in 3 livelli: un primo livello per essere messi in contatto con l'energia e per imparare alcune tecniche semplici per dare Reiki a se stessi e agli altri; un secondo livello per inviare Reiki a distanza e per il trattamento mentale; un terzo livello per diventare maestri.
Ero da diversi anni lontana dal Signore e dalla Chiesa, ed ero molto in crisi: la mia salute era piuttosto disturbata e soffrivo di vuoto esistenziale che mi teneva quasi in uno stato di continua depressione. Mi rendevo conto che il mio razionalismo era fallito e che esisteva indubbiamente una dimensione spirituale. Il Reiki mi affascinava, era nuovo, esotico, spirituale senza essere una religione, né una setta, né si spacciava per magia. Anzi forse aveva qualcosa di scientifico e si parlava di guarigione: ne avevo veramente bisogno. Male che vada - mi dicevo - sarà una sciocchezza mi farò quattro risate ... può darsi che invece funzioni davvero e mi faccia' del bene ... per un fine settimana e a sole 250.000 lire si poteva provare. Che male poteva esserci?
Partecipando al seminario, ricevetti quattro iniziazioni, dei veri e propri rituali che I maestri fanno ai partecipanti del corso. Ci avevano spiegato che questi riti servono a liberare quei blocchi che impediscono al Reiki di attraversare il corpo per uscire dalle mani e che dopo queste quattro iniziazioni saremmo stati irreversibilmente dei veri e propri canali di questa energia universale.
Venivamo condotti a due a due in una stanza a parte: il maestro stava di fronte a noi; dovevamo tenere le mani giunte e gli occhi chiusi, poiché era assolutamente proibito guardare ciò che il maestro faceva. Ad un certo punto, soffiava su alcuni punti del nostro corpo chiamati chakras. Subito dopo la prima iniziazione cominciai, effettivamente, a sentire un forte calore fuoriuscire dalle mie mani. Ovviamente durante il seminario i maestri ci decantarono i prodigi operati dal Reiki, ci insegnarono come usarlo praticamente per guarire noi stessi e gli altri, come fare cioè i "trattamenti" Eeiki, in quali punti del corpo imporre le mani, per quanto tempo, etc. Ci dettero inoltre tutta una serie di insegnamenti di origine esoterica, diametralmente opposti alla dottrina cristiana: che cos'è la New Age, la reincarnazione, i chakras, l'aura ... Ci venne infine raccontato che il Reiki era stato scoperto da un monaco cattolico giapponese, un certo Usui, il quale, mentre era alla ricerca del segreto delle guarigioni di Gesù (poveretto: non sapeva che Gesù è Dio!) avrebbe avuto una illuminazione meditando su alcuni sutra buddisti. È evidente che questa storia è utile per "accattivarsi" i cattolici: diversi miei conoscenti, cattolici praticanti  si sono fidati del Reiki, pensando: "È partito tutto da un monaco cattolico: si vede che la Chiesa lo sa e lo approva!". Ma chi è mai andato a verificare questa storia? Ingenui figli della luce, che hanno a che fare con gli astuti figli delle tenebre! Come può un monaco cristiano spendere la sua vita ad insegnare come praticare Reiki anziché annunciare che Gesù Cristo è il Signore! Non si possono servire due padroni, dice il Signore: o l'uno o l'altro.
Un altro degli insegnamenti del corso è che la guarigione col Reiki, essendo molto profonda, è molto lenta e prevede all'inizio della cura un peggioramento dei sintomi a tutti i livelli (come tutti i metodi di guarigione naturale olistici, tra cui l'omeopatia). Infatti in quei giorni ed in quelli successivi, tutti, chi più chi meno, stemmo male, ma non ci preoccupammo: era segno che la guarigione era cominciata.
Questa trovata è davvero astuta, perché libera i maestri dalla responsabilità sugli effetti deleteri, ed anche tanto perfida, se pensiamo agli scompensi spirituali e psicologici che queste iniziazioni creano a danno delle persone più fragili e disturbate. Una mia amica cadde in una crisi con sdoppiamento di personalità. Dopo il seminario, si può anche non proseguire a praticare Reiki, ovviamente però ti viene detto che più lo pratichi individualmente o con altri, meglio è per te e per la costruzione di un mondo nuovo di pace e di amore. In realtà dopo le iniziazioni, il danno è fatto, sei ormai a contatto con questa "energia" e con la pratica puoi solo peggiorare la tua situazione.

Tornando a me, dopo l'iniziale peggioramento, soprattutto psicologico, sperimentai una forte euforia: avevo finalmente speranza di guarire, avevo un nuovo modo di aiutare gli altri e di lavorare per la pace, per un mondo diverso. Presa dall'entusiasmo, partecipai anche al secondo livello. Se avevo speso male le 250 mila lire del primo livello, non parliamo delle 750 mila del secondo. In questo secondo seminario, mi fu insegnato l'uso di tre simboli, assolutamente segreti (solo per gli iniziati). Mi sentivo sempre più potente. Praticavo molto questa tecnica ed attendevo la mia guarigione e illuminazione, senza rendermi minimamente conto di quello che mi stava succedendo. La mia fede sul Reiki cresceva, alimentata da piccole cose che a me sembravano prodigi. Avrei dovuto migliorare, essere sempre più in armonia, guarire; invece ero sempre più nervosa, insensibile, apatica. Stavo cominciando ad accettare cose che avevo sempre considerato moralmente sbagliate. Cominciai perfino a fare strane esperienze, come in una presenza minacciosa di fronte alla quale ero peggiorata gravemente. Non dormivo più. Ero spaventatissima, terrorizzata da quello che mi succedeva. A chi rivolgermi? cosa fare? La mia salute era peggiorata gravemente, non dormivo più, anzi la notte ero torturata da queste esperienze orribili. Stavo impazzendo? Eppure ero lucidissima. Non oso immaginare che fine avrei fatto se il Signore non mi avesse raccolta. "Ci hai fatti per Te, Signore, ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te!".
Fu proprio quando avevo toccato il fondo che un amico mi parlò di Gesù: dal suo comportamento traspariva una fede viva, una pace profonda, amore per gli altri. Ciò che lui mi raccontava di Gesù, mi toccava nel profondo del cuore, mi commuoveva; era come se per la prima volta avessi sentito dire che Gesù Cristo era morto e risorto per salvare me, per salvare ciascuno di noi. Lentamente mi lasciai avvicinare dal Signore, partecipai ad alcuni incontri di preghiera. Fui come travolta dall'amore del Signore. Il Padre, come nella parabola del figlio prodigo, "mi era corso incontro e mi aveva abbracciato". Era quest' amore che avevo ricercato tutta la mia vita, anche (sbagliando) nel Reiki. Era proprio quel Gesù Cristo - di cui mi parlava il mio amico - e la pace che solo Lui può dare, quello che avevo sempre cercato disperatamente dappertutto, fuorché dove Egli è: nella sua Chiesa, non in religioni o posti particolari ma in ognuno dei Suoi figli.
Più mi avvicinavo al Signore, e più cercavo di capire quello che mi stava succedendo, "la verità tutta intera". Delle brave persone pregarono per me e mi aiutarono a fare luce su tutto questo. Cominciai a leggere il Vangelo e fu veramente lampada ai miei passi, luce sul mio cammino. Ricordo che tra i tanti brani fu particolarmente chiarificante l'episodio del mago Simone. Mi sorgevano un'infinità di domande: che cos'era allora questo Reiki? perché costava? perché era tutto così segreto? cos'era quel soffio? Dice il Signore: dai frutti capirete com'è l'albero. Perché invece di guarire, stavo sempre peggio? Perché ero sempre più nervosa e indisponente verso le persone? Lo Spirito Santo, dopo avermi fatto fare esperienza del vero amore, mi stava aprendo la mente alla verità: mi sentivo tradita dal Reiki, scoprivo l'orrore di quella menzogna e dei miei peccati. Non sopportavo più quel flusso che mi usciva dalle mani, non volevo più quell'energia; mi avevano detto che l'iniziazione era irreversibile, ma il Signore mi liberò definitivamente da quel flusso durante il momento in cui rinunciai con tutta me stessa a satana e ad ogni potere occulto. Prova più chiara di così il Signore non avrebbe potuto darmela: se il Reiki fosse venuto da Dio, per quale motivo me lo avrebbe tolto?
Gesù mi ha presa per mano ed è cominciato per me un cammino di purificazione spirituale e di fede meraviglioso, in cui il suo amore mi ha lentamente ricostruita. Ero da buttar via, ma non per Gesù, non per Lui che può far rifiorire il deserto. Ricordo la bellissima sensazione di provare di nuovo le mie emozioni, il "miracolo" di ricominciare a dormire. Ringrazio il Signore per tutte quelle persone che mi hanno aiutata con le preghiere di liberazione. "Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Egli mi ha salvato e lo voglio lodare" (Salmo 34)»

L'uomo comune, non conoscendo il confine della scienza, pretende di far entrare in essa anche ciò che è magico o soprannaturale, magari affermando che sono forze ancora sconosciute.
Ma se il Reiki non è scientifico, allora che cos' è? I maestri di Reiki affermano che esso è spirituale. Ma se è spirituale, viene da Dio? Può venire da Dio un "potere" che costa denaro, e non poco ... Può venire da Dio un qualcosa che avviene nella segretezza, con iniziazioni, simboli occulti? Può venire da Dio qualcosa che ha non pochi e preoccupanti "effetti collaterali"?
La guarigione col Reiki parte dalla volontà e intenzionalità dell'uomo che decide perché e se utilizzare una presunta energia con tecniche particolari; lo scopo è la guarigione fine a se stessa, oppure "l'illuminazione".
La guarigione nel nome di Gesù, invece, è l'intervento della volontà di Dio che attraverso il credente vuole manifestare il suo amore per il malato. Lo scopo è la manifestazione della gloria di Dio e del suo regno. Non avviene perché si praticano "tecniche particolari", ma avviene in un incontro libero, personale e particolare della fiducia (fede) dell'uomo con l'amore di Dio.
Lo Spirito Santo è inviato dal Padre e dal Figlio, su tutti coloro che credono nella morte e resurrezione di Gesù Cristo e si sono pentiti ei propri peccati. Contrariamente al Reiki, l'uomo non se ne può appropriare, ma è un "dono" di  Gesù  che è vivo, vicino a noi. Non vale la pena, anzi è rischioso cercare l'Amore dove non c'è.
La guarigione operata da Dio di cui parla la Bibbia e che possiamo sperimentare solo affidandoci a Lui, non ha niente in comune con gli insegnamenti del Reiki e sulle relative pratiche radicate nell'occultismo. Manteniamoci perciò alla dovuta distanza da ogni forma di Reiki e di "Reiki Cristiano".La Parola di Dio ci mette in guardia dal prendere contatto con le potenze cosmiche che vengono spesso tirate in ballo anche nel Reiki.







"Guardate che nessuno vi inganni con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione degli uomini e agli elementi del mondo e non a Cristo. Perché è in Lui che abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità. E voi avete tutto pienamente in Lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza" 
(Colossesi 2:8-10)

Liberamente adattato da internet
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19 comments:

  1. hai scritto un libro e nessuno ti ha degnato neanche di un commento, ti sarai chiesto perchè?

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  2. Assolutamente no, ma se vuoi puoi spiegarmelo te mi farebbe piacere

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  3. Grazie per questo tuo bellissimo articolo. Alle volte ci si dimentica di ringraziare, questo non toglie la bontà di quanto si legge.
    Dio ti benedica

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  4. Grazie per questo tuo bellissimo articolo. Alle volte ci si dimentica di ringraziare, questo non toglie la bontà di quanto si legge.
    Dio ti benedica

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  5. Grazie a te Roby, ciò che metto non è per un commento o un ringraziamento ma solo per fare qualcosa per Dio e attraverso Lui per gli altri, che passando da qua leggono, però un segno di apprezzamento per quello che si è letto fa comunque piacere... Dio ti benedica

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  6. Non vi è nessun verso della Bibbia dove vi è scritto che Reiki,Yoga o altre tecniche orientali sono sataniche. I versi biblici sparsi in questo post sono assolutamente fuori contesto e senza un nesso logico. Riguardo al Reiki si tratta di una terapia che non è ne' cristiana ne' satanica ne'occulta ne' orientale ma appartiene a tutta l'umanità indipendentemente da dove è nata. Come qualsiasi terapia se viene messa nelle mani sbagliate può essere dannosa. Qualunque medicina può diventare veleno se non la si conosce quindi non serviva chiamare in causa Satana.

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    1. I versi biblici non sono fuori contesto, ma caro amico... Non sei tu in grado tu di interpretarli nella maniera corretta. Reiki è solo un inganno del demonio come tante altre cose.. Io purtroppo ho fatto questo tipo di esperienza e solo chi ne è entrato dentro sa cosa significa e quali sono le conseguenze.

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  7. @Zorba, certo che non ci sono versetti specifici alle parole da te citate, ma con il ReiKi si ritiene di far continuamente crescere in se stessi la natura di Buddha – o la natura di Cristo, che per la comprensione orientale è la stessa cosa!
    "Dio, Cristo, Buddha – non importa il nome che dai alla personificazione della perfezione." ReiKi diventa così una forma di divinizzazione dell’uomo. "Prendi coscienza del fatto che Tu sei... il Maestro della Tua vita e delle circostanze." [...]

    La preghiera che si esprime prima di un trattamento con energia ReiKi avviene mentalmente o ad alta voce. Vi si esprime la richiesta di poter fungere da canale per il ReiKi. "Lascio scendere le mie mani fino all’altezza del cuore... L’unire le mani rivela l’unione delle mie parti Yin e Yang, dei miei lati di luce e di ombra."

    Nel cristianesimo si tratta di essere onesti e riconoscere la propria colpa (il "lato d’ombra"), chiedere perdono (e non "armonizzare"), invocare il perdono nella fede nel Salvatore Gesù Cristo, e invocare un incontro personale con Lui. Il ReiKi invece è una forma subdola di autoredenzione. Il perdono del peccato viene sostituito dalla "liberazione dei sensi di colpa". La pienezza e la potenza dello Spirito Santo vengono sostituiti da legami con il mondo degli spiriti e dalle loro energie.


    IL REIKI NON È COMPATIBILE CON LA FEDE IN GESU' CRISTO

    È fuor di dubbio che con il ReiKi possano avvenire delle guarigioni. Ma la Bibbia ci vieta di entrare in contatto con gli spiriti del mondo invisibile e con angeli, non da ultimo per il fatto che molti di loro si sono allontanati da Dio per seguire Lucifero – non sono perciò più sotto la guida dello Spirito Santo e di conseguenza ci seducono.

    La presidentessa dell’Associazione Internazionale ReiKi, la svizzera Master insegnante Doris Sommer, grazie all’aiuto dei simboli ReiKi per i trattamenti a distanza è riuscita a mettersi in contatto con il fratello defunto. Ecco che cosa dice riguardo al contatto con gli angeli:

    "Tu stesso puoi creare un accesso interiore verso il tuo angelo. L’angelo si chiama anche Io Superiore, o Spirito Guida – negli ultimi anni si è però ritornati ad ‘angelo’… Tu puoi ascoltare direttamente la tua guida interiore – o, appunto, il tuo angelo. Se ti piacerebbe personificarlo con un nome, allora siediti, affidati a ReiKi per un po’ di tempo, poi chiedi semplicemente il nome all’angelo."

    In questo caso si tratta chiaramente di spiritismo, che è vietato dalla Bibbia. Esso porta alla dipendenza dagli spiriti o angeli decaduti che sono stati invocati. Gli angeli sottostanno all’autorità di Dio, e non accetterebbero mai di lasciarsi chiamare e rivelarsi in questo modo.... A te decidere se si tratti di una pratica che non è satanica...di certo io non tenterei Dio con certe cose...pace

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  8. @consapevolinellaparola Dal momento che ammetti che non ci sono versetti specifici significa che è solo una tua interpretazione e vale per quello che conta. Negare la natura divina degli esseri umani è una forma di ateismo. Se tutto è creato da Dio l'essenza stessa di tutte le cose è divina altrimenti nulla potrebbe esistere o sopravvivere e quindi la divinizzazione umana di cui parli è una cosa senza senso. Il credere di essere separati(diavolo significa separare, metter in mezzo, frapporre una barriera) da Dio è l'unico peccato che esiste e la nostra sola "colpa". Poi entri in un'assurda contraddizione prima affermando: che bisogna "invocare il perdono nella fede nel Salvatore Gesù Cristo, e invocare un incontro personale con Lui". Poi affermi che "la Bibbia ci vieta di entrare in contatto con gli spiriti del mondo invisibile e con angeli." A me sembra che sono più di 2000 anni che Gesù è invisibile,poi lo stesso spirito Santo invocato dai cristiani è uno spirito invisibile, infine gli stessi protagonisti biblici da Adamo ed Eva da Mosè altri profeti fino a Gesù Cristo sono in contatto diretto con Dio e con gli Angeli. Se ho ben compreso la Bibbia e proprio ogni volta che il popolo di Israele si dimentica o rompe la sua comunione con Dio che finisce nei guai.
    Poi affermi: "È fuor di dubbio che con il ReiKi possano avvenire delle guarigioni" Quindi cosa stai dicendo che è peccato o satanico guarire? E che cos'è il corpo se non la parte esteriore dell'anima? La divisione(diavolo significa appunto divisore) fra anima, mente, corpo che molti credono è un altro inganno e non esiste e quindi una guarigione non può coinvolgere solo il corpo. Infine quello che fa Doris Sommer non mi interessa saranno altri(medici che hanno una profonda conoscenza e consapevolezza di quella che non è una pratica ma una terapia) ad indagare se quello è davvero reiki oppure altro.

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  9. @Zorba
    Il REIKI è una tecnica gnostico-esoterica di channeling per evocare gli spiriti Deva e/o la dea Shakti o kundalini (dea della distruzione o degli stati alterati di coscienza) per farli entrare, attraverso i chakra e le nadi, nell'AURA o PERISPIRITO o ENERGIA SOTTILE della persona per espandere il suo SE' ottenendo i SIDDHI (poteri) e la SAMADHI (conoscenza) fino al SAMSAHARA (illuminazione) dove l'individuo diventa DIO o ENERGIA. E' una tecnica di MEDIANITA' AD AURA e MEDIANITA' AD ECTOPLASMA in cui il medium-reikista evoca mediante le 4 armonizzazioni principali, ideogrammi giapponesi o talismani, gli spiriti Deva ("luminosi") per ottenere "poteri di caduta del male" e diventare il divino senza Dio. Quindi seppur non vi siano versetti che si riferiscano alla parola Reiki nella Bibbia, e mi pare pure ovvio che non ve ne siano, puoi sicuramente trovarne molti per quanto riguarda lo spiritismo... " Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco, né chi pratichi la divinazione, né indovino, né chi interpreta presagi, né chi pratica la magia,

    né chi usa incantesimi, né un medium che consulta spiriti, né uno stregone, né chi evoca i morti,

    perché tutti quelli che fanno queste cose sono in abominio all'Eterno; e a motivo di queste abominazioni, l'Eterno, il tuo DIO, sta per scacciarli davanti a te." (Deut. 18:10-12).

    Comunque non capisco i tuoi commenti, se tu vuoi praticarlo e ti piace, cosa vuoi una benedizione da me? Oppure non ne sei convinto e in fondo senti davvero che il Reiki, è spiritismo...

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  10. Non è per cattiveria..ma ti sei mai chiesto perchè parte della Bibbia è censurata..prima che facessero tagli anche nella Bibbia si parlava di rincarnazione,la Bibbia e stata interpretata male..per i loro scopi hanno nascosto il vero messaggio di Gesù Cristo.Perchè pensi che abbia detto in tanti grideranno il mio nome ma sarananno in pochi a vedermi?xkè in pochi hanno capito il suo reale messaggio..prendi tutte le religioni..colale e vedrai che nè rimarrà solo una..Dio è uno..ed è il solito di tutte le Religioni..il messaggio è il solito detto in maniere diverse..xke in ogni posto le persone sono diverse..perchè le altre religioni si assomigliano e hanno molti punti in comune?l'unico diverso è il cristianesimo..e non perchè diverso..ma xkè male interpretato per i loro scopi di potere e denaro..(guarda il vaticano ora e prima al tempo dei templari..dalla storia che la chiesa ha sempre cercato il potere e il denaro..anche se sono capitati tantissimi santi e dei papi buoni..riascoltati le loro parole e vedrai le similitudini con le altre culture religiose.

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  11. @Brutal Slam
    Non capisco a chi ti riferisca con il tuo commento se all'autore del post o a qualcuno che ha commentato, inoltre non è chiaro neanche ciò che vuoi dire, stai difendendo o accusando il cristianesimo? Comunque il tuo commento da ciò che capisco non mi sembra inerente all'argomento dell'articolo...

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  12. Buon pomeriggio! Ti ringrazio tanto! Il tuo articolo è stato molto illuminante per me. Che Dio ti benedica!

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  13. Meglio essere dominati dalla chiesa che è un covo di follia e perversione

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  14. Alessio,hai detto bene chiesa con la c minuscola, infatti la chiesa che è usata dalla religione umana è ciò che dici, ma poi esiste la Chiesa che il popolo di Cristo, coloro che seguono la Sua Parola e questa opera solo per Dio non certo per ingannare, anche perchè Gesù stesso è venuto a liberare il Suo popolo proprio dalla schiavitù della religione e della falsa chiesa...

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  15. Io VOGLIO rispondere direttamente in merito a questo post perché è tutto vero. Non chiacchiero e non parlo in base a teorie o congetture ma sui fatti basati da persone che conosco.
    Un tale, uno che abita nel mio condominio, pratica tutta sta robaccia che solo i meno avveduti ci cascano, praticamente questo, pensavo che facesse solo della cartomanzia da osteria e invece scopro che era immerso fino al collo nella New Age. I suoi poteri di veggenza sono accresciuti, vede anche gli ufo, gli alieni e: "l'angelo della luce" ; dice questo soggetto di cui sto parlando...
    Un giorno sono andato a casa sua e gli ho parlato di Gesù e qualche giorno dopo, lui mi raccontò che la notte di quel giorno che gli ho testimoniato di Gesù, durante la notte, nel sonno, degli spiriti maligni lo hanno perseguitato e vessato, perchè lui in quel giorno sicuramente credette e senti lo spirito di Cristo, ma poi questo quà non s'è convertito o non ha approfondito con Gesù e ha continuato per la sua via New Age e robe varie...

    Questa è la prova che conferma che tutta ste merde di culture orientali son piene di demoni.

    Passo e chiudo.

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    1. Caro Cristiano, ti pregherei un pò di moderazione nel tuo modo di esprimerti, comunque ti ringrazio delle tue conferme, di certo se la gente si soffermasse a pensare a cosa fa davvero, molte cose non le farebbe, purtroppo gli inganni del nemico sono molti e rivestiti di un'aurea che attrae i più...

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    2. OK, ok, chiedo scusa per il sinonimo

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