La depressione....se si vuole si può uscirne | CONSAPEVOLI NELLA PAROLA

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    • Pregare nel nome di Gesù

      Uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, ma allo stesso tempo, uno degli aspetti più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero che non abbiamo veramente bisogno di Dio. Però, dall'altro estremo, uno può anche pregare tanto, ma pregare in modo sbagliato. Vogliamo esaminare alcuni brani della Bibbia che parlano della preghiera, affinché possiamo averne un concetto più conforme alla Bibbia. Se preghiamo a modo nostro, che però non è conformato alle verità che Dio ci ha lasciato nella Bibbia, le nostre preghiere possono essere inutili, o peggio ancora, possono essere un'offesa a Dio. Perciò, prestate molta attenzione alle verità che Dio ci insegna nella sua parola sulla preghiera. La Bibbia insegna che dobbiamo pregare al PADRE. Troviamo questo insegnamento ripetutamente, come anche quello che lo Spirito Santo prega per noi. Ma la verità che vogliamo considerare molto più a fondo in questo studio riguarda il fatto che dobbiamo pregare nel nome di Gesù Cristo. Consideriamo, molto attentamente, che cosa significa pregare nel nome di Gesù. Chi può pregare? La prima verità da capire quando consideriamo la preghiera è: chi ha diritto di pregare? Ovvero, chi può pregare, avendo la certezza biblica che Dio lo ascolterà? Chiaramente, oggi, come sempre, tante persone pregano. Ma il fatto che tante persone pregano non significa che vengono ascoltate da Dio. Secondo la Bibbia, sono coloro che hanno Gesù Cristo come Signore e Salvatore, e perciò come Sacerdote e Mediatore, che possono pregare. Per esempio, in Ebrei 4:14-16, che è stato scritto per coloro che hanno Cristo come Sacerdote e Signore, leggiamo che è per mezzo di Lui che abbiamo accesso al trono di Dio per essere soccorsi. Quindi, è per mezzo di Cristo che possiamo pregare. Chi è senza Cristo non ha questo libero accesso al trono di Dio. Leggiamo il brano. “14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebr 4:14-16) Quindi, solamente chi è un vero figlio di Dio ha diritto di pregare. A CHI si deve pregare? Quando preghiamo, a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere? E' giusto pregare solo a Dio Padre, o si dovrebbe pregare anche a Gesù e allo Spirito Santo? Cosa ne dice la Bibbia? In Matt. 6:9 Gesù ci insegna a pregare, e Lui ci dichiara chiaramente di pregare a Dio Padre. “Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;” (Mat 6:9) In Giov. 16:23 Gesù parla della preghiera al Padre. “In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giov 16:23) La Bibbia ci insegna ripetutamente, sia con insegnamenti, sia con esempi, che dobbiamo pregare a Dio Padre. Allora, qual è il ruolo di Gesù e qual è quello dello Spirito Santo? Se dobbiamo pregare a Dio Padre, che ruolo hanno Gesù Cristo e lo Spirito Santo? Nel nome di Gesù Gesù ci ha insegnato di pregare nel suo nome. Fra poco esamineremo questo concetto. Lo Spirito Santo Per quanto riguarda lo Spirito Santo, non esiste alcuna preghiera nella Bibbia rivolta allo Spirito Santo, tranne una profezia in Ezechiele 37. Quindi, visto che non esiste alcuna preghiera rivolta allo Spirito Santo, è chiaro che non dobbiamo pregare a Lui. Ma qual è il suo ruolo? Lo Spirito Santo ha il ruolo di glorificare Cristo e di indicarci la giusta strada per giungere a questo fine. “Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.” (Giov 16:14) Si può anche leggere Giov. 14:14-26. Quando un grande faro illumina un palazzo di notte, se fa un buon lavoro, non lo si nota neanche, ma si nota ed ammira solamente il palazzo. Similmente lo Spirito Santo è come il faro: ci aiuta a vedere ed ammirare la persona di Gesù Cristo. Inoltre, lo Spirito Santo, prega per noi aiutandoci nel nostro debole ed incerto modo di porgere le nostre preghiere, perché, Egli conosce Dio nel suo profondo. “26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.” (Rom 8:26-27) Che consolazione! Quindi, a chi dobbiamo pregare? Dobbiamo pregare a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo. per COSA si deve pregare? Per che cosa dobbiamo pregare? Possiamo pregare per qualsiasi cosa? Dio esaudisce ogni preghiera? È possibile chiedere qualsiasi cosa nel nome di Gesù, oppure, pregare nel nome di Gesù ci limita nelle nostre richieste? Chiaramente, nella carne, l'uomo prega per ottenere tutto quello che desidera. Prega per avere buona salute o per una guarigione, prega per avere successo negli affari, prega di superare gli esami a scuola, prega per avere sicurezza in viaggio, prega per un buon tempo durante le vacanze. Che cosa ne dice la Bibbia? Esaminiamo alcuni brani fondamentali sulla preghiera. Questi brani sono importanti per il loro insegnamento, ma spesso vengono presi fuori contesto ed interpretati male. Quando abbiamo un concetto sbagliato della preghiera, questo ci fa molto male spiritualmente. Giovanni 14 Consideriamo per primo il brano in Giovanni 14:12-14. Leggiamolo. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Prima di esaminare con cura questi versetti, ricordiamoci che a volte siamo tutti tentati di voler far dire alla Bibbia quello che ci è comodo. Cioè, nella carne, abbiamo la tendenza di interpretare la Bibbia non in base a quello che è realmente scritto, ma in base a quello che ci è comodo. Quindi, dobbiamo sforzarci di dividere rettamente questo brano. Alcuni credenti, e purtroppo anche delle chiese intere, interpretano erroneamente questo brano dicendo che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa che desideriamo nel nome di Gesù, e Dio sicuramente ci esaudirà. Questo implica che la frase “nel nome di Gesù” diventa quasi una formula magica che ci fa ottenere quello che vogliamo. Questa falsa interpretazione fa diventare Dio il nostro servo celeste, soggetto ad ubbidire alla nostra volontà. Chi insegna questa falsa interpretazione cita la parte del brano che dichiara: “quello che chiederete nel mio nome, io la farò”, come se tutto l'insegnamento fosse racchiuso lì. Chi crede a questa menzogna, pensa che se preghiamo qualcosa con cuore, Dio la farà. Questo è un pensiero molto falso, e molto pericoloso. Pensiamo a come una persona che crede a questa falsità potrebbe pregare in diverse situazioni. Immaginate un credente che lavora in proprio. La sua attività comincia ad andare molto male, e lui rischia di perdere tutto. Non solo, ma ha anche dei grossi debiti con la banca legati all'attività. Citando questo versetto, egli chiede a Dio di salvare la sua attività. Perciò questo credente è sicuro, visto che ha pregato nel nome di Gesù, che Dio salverà la sua ditta. In un secondo esempio, un credente ha un figlio adulto ribelle, lontano dal Signore. Il credente prega, citando questo versetto, e così è convinto che Dio salverà suo figlio. In un altro esempio, un credente ha un figlio con una grave malattia. Il credente, prega, e citando questo versetto, dichiara che è sicuro che Dio guarirà suo figlio, visto che è convinto che si può ottenere qualsiasi cosa se la si chiede a Dio nel nome di Gesù. In un altro esempio, un credente sta cercando di comprare una casa, e avendone trovato una che gli piace tantissimo, prega, chiedendo a Dio di operare in modo che il proprietario abbassi il prezzo abbastanza da permettergli di comprarla. È convinto che Dio opererà per fargli ottenere quella casa al prezzo che desidera. Senza andare ad analizzare questi esempi in dettaglio, considerate il principio che sta alla base di questo modo di pensare. Se fosse vero che possiamo chiedere a Dio qualsiasi cosa che desideriamo, avendo la certezza che Lui ci esaudirà solamente perché abbiamo citato la frase “nel nome di Gesù”, allora, Dio diventerebbe il nostro servo celeste, pronto ad esaudire ogni nostra richiesta. Dio sarebbe soggetto alla nostra volontà. Se è così, allora Gesù ha sbagliato quando ha insegnato il Padre Nostro, perché avrebbe dovuto insegnarci a pregare: “sia fatta la nostra volontà, non la Tua” Però, Dio NON è il nostro servo, e NON esiste per esaudire le nostre preghiere come vogliamo noi. Non dobbiamo pregare che la nostra volontà sia fatta, ma che la volontà di DIO sia fatta! Ci sono tante verità bibliche che ci aiutano a capire questo principio. Per esempio, leggiamo Matteo 26:39, quando Gesù era nel Giardino: “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Gesù, nonostante i suoi diritti di Figlio di Dio, non chiese al Padre che cambiasse la sua volontà per esaudire la propria richiesta. Piuttosto, rese nota la sua richiesta al Padre, e poi, chiese che la volontà del Padre fosse fatta, non la sua. In Luca 22, Gesù stava preparando i discepoli per la sua morte. Egli spiegò a Pietro che sarebbe stato provato duramente. Notiamo che Gesù non chiese che Pietro potesse evitare la prova, pregò solamente per la fede di Pietro. Vi leggo. “31 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».” (Luca 22:31-32) Gesù NON ha chiesto che Dio gli togliesse la prova. In Apocalisse 2, Gesù sta parlando alle sette chiese. Notiamo quello che dichiara alla chiesa di Smirne. “8 «All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda.” (Apo 2:8-11) Egli spiegò che vari credenti in questa chiesa sarebbero stati messi a morte per la loro fede. Possiamo presumere che questi credenti erano padri e madri, e avessero le loro famiglie. Però, è evidente che la volontà di Dio per loro era che morissero per la loro fede. Dal brano però comprendiamo che la morte fisica non era una sconfitta, perché poi Gesù dichiarò che se quei credenti fossero rimasti fedeli fino alla morte, avrebbe dato loro la corona della vita. Quindi, Dio aveva stabilito il suo piano per quei credenti, e nessuna loro preghiera avrebbe potuto cambiare il perfetto piano di Dio. Non dovevano pregare Dio affinché li salvasse dalla morte fisica, presumendo per di più che Dio li avrebbe esauditi. Infatti, Dio ha un piano perfetto, che è la SUA propria volontà, e Dio fa TUTTO secondo la decisione della Sua volontà. È importante capire questa verità basilare. Quello che Dio fa, lo fa secondo la decisione della Sua volontà. Leggiamo Efesini 1:11 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,” (Efe 1:11) Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, il mondo non sarebbe stabile, Dio non sarebbe Dio, e nulla sarebbe sicuro. La volontà di Dio cambierebbe di minuto in minuto, in base alle diverse preghiere che Gli arrivano da tutto il mondo. Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, per esempio, non sarebbe vero quello che è scritto nel Salmo 139:15,16 che riguarda il momento della nostra morte e di quella dei nostri cari. “15 Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora.” (Sal 139:15-16) Se Dio ci desse qualunque cosa che Gli chiediamo, questo brano non sarebbe vero, perché tante persone, vedendo arrivare la morte, pregherebbero, chiedendoGli di guarire o di superare il pericolo, e in questo modo sarebbe stata fatta la loro volontà, non quella di Dio. Se fosse così la morte non dipenderebbe più dalla volontà di Dio, ma dalla volontà dell'uomo. Non arriverebbe più al momento stabilito nel libro di Dio, ma nel momento stabilito da noi. Ma non è così! Non è l'uomo che stabilisce quando morirà, come non è l'uomo che stabilisce quando un certo problema deve risolversi come vuole lui. È il Signore che opera tutte le cose secondo la decisione della Sua volontà! Per esempio, leggiamo in 1Samuele 2:6-8 “6 Il SIGNORE fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire. 7 Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. 8 Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.” (1Sam 2:6-8) E' il Signore che determina le cose, tramite le nostre preghiere, non noi! Allora, qual è il senso di Giovanni 14:13, quando Gesù dichiara:    “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giov 14:13)? Per capire bene questa verità, dobbiamo leggere non solo questa frase, ma tutto il suo contesto. Cosa significa “nel mio nome”? Dobbiamo capire il senso della frase, “nel mio nome”. Dobbiamo anche capire il motivo che ci spinge a pregare nel nome di Gesù. Gesù stesso ci spiega questa motivazione. Infine, dobbiamo capire altre condizioni che la Bibbia ci dà per poter pregare. Molto spesso, un brano non insegna tutta la verità biblica di un certo argomento, e deve essere considerato insieme ad altri brani. Quindi, qual è il senso della frase: “nel mio nome?” Chiedere “nel nome di Gesù” non è una formula magica che, aggiunta ad una preghiera, costringe Dio ad esaudirci. A quel punto, Dio sarebbe il nostro servo, e noi saremo i sovrani. Ma non è così! Pregare “nel nome di Gesù” non è una frase che si aggiunge a qualsiasi preghiera, per garantire che Dio farà come Gli abbiamo chiesto. Invece significa almeno due cose: 1. chiedere per i Suoi meriti Prima di tutto, pregare nel nome di Gesù significa pregare per i Suoi meriti, riconoscendo che noi non ne abbiamo. Nessun di noi merita alcuna cosa buona da Dio. Quindi, dobbiamo chiedere per i meriti di Gesù. Se chiedo un favore al mio migliore amico, lo chiedo nel mio proprio nome, cioè riconoscendomi degno, visto che sono il SUO migliore amico, che mi venga fatto questo favore. Però, se devo chiedere un grande favore all'amico del mio amico, che non conosco personalmente, so di non meritare da lui nulla (visto che non mi conosce), e perciò, non gli chiedo nel mio nome, ma gli chiedo nel nome del mio amico. Allora, chiedere nel nome di Gesù necessariamente implica un cuore umile. Chi chiede nel nome di Gesù SA che, per conto suo, non merita nulla da Dio. Perciò, questa consapevolezza della propria insufficienza cambia anche la richiesta stessa. Infatti chi sa di non aver nessun merito, non pretende nulla, e non considera Dio come Colui che esiste per esaudire i nostri desideri. Sa che Dio è sovrano, e va ai piedi di Dio umilmente, pronto ad essere sottomesso alla Sua volontà. Tutti questi sono aspetti del pregare nel nome di Gesù. 2. chiedere secondo la volontà di Gesù Dobbiamo però considerare anche una seconda verità estremamente importante nel fatto di chiedere nel nome di Gesù. Chiedere nel nome di Gesù significa anche chiedere secondo la Sua volontà, non la nostra. È importantissimo capire questo principio. Ripeto: chiedere nel nome di Gesù significa chiedere secondo la SUA volontà, non la nostra. Un soldato semplice, che porta gli ordini dati dal comandante agli altri, chiede nel nome del comandante. Non chiede quello che vuole lui, chiede quello che è la volontà del comandante. Infatti, se dovesse chiedere quello che vuole lui, usando il nome del comandante per ottenerla, sarebbe colpevole di un grave reato. In 1Giovanni 5:14,15, leggiamo una chiara spiegazione di quali sono le preghiere che Dio esaudirà. Leggiamo. “14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1Giov 5:14-15) Avete notato la frase: “se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”? Chiedere nel nome di Gesù DEVE essere secondo la SUA volontà, non la nostra. Quindi, se preghiamo per ottenere qualcosa che desideriamo tantissimo, ma se non è la volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù. Se preghiamo per quello che vogliamo noi, e aggiungiamo le parole, “nel nome di Gesù”, siamo come i pagani, usando quelle parole come un talismano, cercando di controllare Dio. Quindi, ricordiamo che chiedere nel nome di Gesù significa chiedere con umiltà, sapendo di non meritare alcuna cosa buona da Dio, e questo atteggiamento ci aiuta ad accettare qualsiasi cosa che Egli ci darà. Significa anche chiedere secondo la volontà di Cristo, non seconda la nostra volontà. Affinché il Padre sia glorificato Allora, qual è il senso di Giovanni 14:12-14? Per capire correttamente questo brano, dobbiamo leggerlo tutto, e leggere anche il suo contesto. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Notiamo che le richieste che facciamo qua sono legate al fare opere per la gloria di Dio, e infatti, il MOTIVO per cui Gesù ci esaudisce è per glorificare il Padre. Gesù non risponde ad ogni nostra richiesta. Risponde se la richiesta glorificherà il Padre. Infatti, in Giacomo 4:2-4 leggiamo: “2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:2-4) Non avete perché non domandate, ovvero, perché non pregate, e se domandate spesso non ricevete, perché domandate per spendere nei vostri piaceri. Quando chiediamo per ottenere quella che è la nostra volontà, Dio non risponde. Torniamo agli esempi che ho dato all'inizio di questo studio. Pensiamo all'uomo che lavora in proprio e la sua attività comincia ad andare molto male, e si ritrova con tanti debiti. Egli prega Dio affinché salvi la sua attività. Sta pregando affinché Dio risolva i suoi problemi. Non sta cercando la gloria di Dio. Nell'esempio del genitore che ha un figlio che spiritualmente cammina male (che è ribelle), quel credente chiaramente vuole che suo figlio sia salvato. È buono pregare per la salvezza dei nostri cari. Però, in un certo senso, quella preghiera può essere anche un frutto di egoismo, perché quel genitore non sta cercando per prima cosa la gloria di Dio. Non gli pesa il fatto che tanti altri genitori hanno figli ribelli. Egli vuole che SUO figlio sia salvato. Sta pensando, in fin dei conti, a se stesso. Poi ho fatto l'esempio del credente con il figlio con una grave malattia. Il genitore vuole che il figlio sia guarito, perché vuole il piacere di goderlo per tanti anni ancora. Però, nemmeno questa richiesta è cercare la gloria di Dio. È una preghiera per non dover subire la sofferenza della morte di una persona cara.    Poi c'era il credente che chiedeva l'intervento di Dio affinché potesse comprare la casa che gli piaceva tanto. Anche qua, il credente sta cercando di ottenere da Dio quello che sarebbe il suo gradimento. Non sta cercando in primo luogo la gloria di Dio. Quindi, non dobbiamo credere la terribile menzogna che basta pregare aggiungendo la frase “nel nome di Gesù” e possiamo essere sicuri che Dio ci darà quello che Gli chiediamo. Chiedere nel nome di Gesù significa chiedere che sia fatta la Sua volontà e significa anche farlo con un cuore umile, che quindi cerca non il proprio comodo, ma la gloria di Dio. Un brutto risultato Che cosa succede, quando uno crede la menzogna che Dio esaudirà qualsiasi sua richiesta? Quando Dio NON esaudisce quella preghiera, la fede di quel credente viene fortemente scossa. Egli sta molto male, e solitamente, o cade in grave depressione spirituale, oppure, si arrabbia con Dio. Perciò credendo a quella menzogna quel credente rimane deluso di Dio. Giov. 15:5-7,16 Quindi, è importante capire il senso vero dei principi di Giovanni 14. Per capire meglio questo discorso, esaminiamo qualche altro brano in cui Gesù parla della preghiera. Questi brani fanno parte del contesto di Giovanni 14. Giovanni 15:5-7 “5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giov 15:5-7) Qui, Gesù insegna che dobbiamo dimorare in Lui, e che lo scopo è affinché possiamo portare molto frutto. Poi, Egli dichiara che solamente se dimoriamo in Lui e se le sue parole dimorano in noi, sarà fatto quello che domandiamo. Questa è una condizione importantissima. “Dimorare in Cristo” significa essere in una condizione di umiltà, di santità di vita e di sottomissione alla sua volontà. Quando le parole di Cristo dimorano in noi, esse ci esortano a conoscere e a seguire la Parola di Dio. Quindi, non viviamo più per la nostra volontà, ma per la sua. Solamente se ci ritroviamo in questa condizione possiamo domandare a Dio quello che vogliamo e ci sarà fatto, perché significherà che domanderemo quella che è la volontà di Dio. Un altro versetto importante è Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giov 15:16) Gesù risponde alle nostre preghiere quando servono per portare frutto che rimane in eterno. Ostacoli alle nostre preghiere È importante menzionare alcuni ostacoli alle nostre preghiere. L'orgoglio Una cosa che ostacola sempre la preghiere è l'orgoglio. Se abbiamo orgoglio, Dio si allontana da noi. “Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.” (Sal 34:18) Quando abbiamo orgoglio non confessato, Dio resta lontano da noi. Possiamo fare bella figura davanti agli altri, possiamo apparire di essere zelanti, possiamo pregare tanto, ma sarà tutto inutile, tutto invano. Fino a quando non confessiamo il nostro orgoglio, Dio resterà lontano da noi. Mancanza di fede Un altro ostacolo alle nostre preghiere è la mancanza di fede, come leggiamo in Giacomo 1. “5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore,” (Giac 1:5-7) Questo brano ci insegna l'importanza della fede. Chiaramente, dobbiamo ricordare le altre verità che abbiamo visto. Se prego qualcosa che non è secondo la volontà di Dio, posso avere la fede più grande del mondo, ma Dio non mi risponderà. Però, dall'altro lato, quando preghiamo secondo la volontà di Dio, è importante avere fede in Dio. Così, Dio viene glorificato, e noi saremo edificati. La Preghiera fatta con egoismo Abbiamo già menzionato prima che Dio non risponde alle preghiere fatte con egoismo, cioè, alle preghiere attraverso le quali vogliamo ottenere qualcosa NON per la gloria di Dio, ma perché è il nostro desiderio. Questo è ciò che ci dice Giacomo 4, quando parla delle preghiere fatte per spendere nei piaceri. Dobbiamo pregare, invece, per la gloria di Dio. Come conoscere la volontà di Gesù Visto che la preghiera che Dio esaudisce è quella preghiera fatta secondo la sua volontà, come possiamo sapere qual'è la volontà di Dio? Dio ci ha già rivelato molto della sua volontà, e ci insegna anche il modo in cui pregare quando non la conosciamo. Prima di tutto, come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Sappiamo quasi sempre quello che vorremmo noi, ma come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Gesù stesso ci dà un esempio di come pregare in questi casi in Matt. 26:39; Marco 14:36; Luca 22:42. Leggo da Matteo. “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Nella sua umanità, Gesù non voleva affrontare la sofferenza che sapeva di dover subire sulla croce. Però, il suo desiderio più forte rispetto al non voler subire quelle sofferenze, fu quello di voler fare la volontà del Padre. Quindi, ha esposto a Dio il suo desiderio, ma chiese che fosse fatta la volontà di Dio. Ed è così che anche noi dobbiamo pregare, quando non conosciamo con certezza la volontà di Dio in una certa situazione. Certamente possiamo portare tutti i nostri pesi a Dio, e anche dirGli quello che sarebbe il nostro desiderio, però poi dobbiamo confidare nella sua perfetta saggezza, e chiedere che sia fatta la Sua volontà. Conclusione La preghiera è una parte essenziale della vita cristiana e della nostra crescita. La preghiera è la nostra comunicazione con Dio, mentre lo studio della Bibbia è ascoltare Dio che ci parla. E importante pregare, però, è importante pregare nel modo che Dio stabilisce, per le cose giuste. L'unico vero accesso a Dio che abbiamo è quello per mezzo di Gesù, per merito di Cristo. Non solo, ma dobbiamo pregare secondo la SUA volontà, non secondo la nostra. Quando non siamo sicuri della volontà di Dio, è importante accettare la sua volontà, anche se è il contrario di quello che vorremmo noi. Infatti noi non sappiamo qual è la cosa migliore. Dobbiamo avere fede che la volontà di Dio è la cosa perfetta, anche se non siamo in grado di capire tutto quello che Dio sta facendo. Preghiamo, chiedendo che la volontà perfetta di Dio sia fatta! Preghiamo poi con fede, fede che Dio ci ascolta e ci esaudisce sempre, secondo la sua perfetta volontà. Non dimentichiamo che la preghiera non serve solo per fare richieste a Dio. Anche il ringraziamento ne è una parte molto importante. Inoltre, la preghiera serve anche per confessare i nostri peccati. E serve poi principalmente per chiedere che Dio sia glorificato. Le nostre richieste dovrebbero sempre essere per la gloria di Dio. Oh che possiamo diventare un popolo che prega sempre di più, non vedendo Dio come un servo celeste che esiste per darci quello che vogliamo noi, ma essendo spinti dal desiderio di vedere il nostro grande Dio glorificato! La nostra vera gioia, quella che ci riempirà per tutta l'eternità, consisterà nel vedere Dio glorificato. Quindi, che la gloria di Dio sia il desiderio del nostro cuore! Marco deFelice "Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste" (1 Giovanni 5:14-15) «Ti è piaciuto questo articolo? Non perderti i post futuri seguendoci»

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giovedì 1 luglio 2010
Unknown

La depressione....se si vuole si può uscirne

depressione



DEPRESSIONE ...COS'E'?

Sono stata incoraggiata a trattare questo argomento, perché la depressione è forse la malattia più diffusa ai giorni nostri e, perchè credo, avendone avuto conferma in prima persona ,che se si crede veramente, si possa uscirne perfettamente. Parlo di “malattia”, perché la depressione è sì uno stato mentale, ma produce tutta una serie di patologie a livello fisico, quali l’emicrania, la gastrite, l’ulcera duodenale, l’asma, le allergie, l’orticaria, ecc… Per questa ragione, i medici affrontano la depressione, il più delle volte con degli psicofarmaci, perché non vanno solo a curare la causa mentale, ma tentano anche di risolvere le patologie correlate. Anche se gli psicofarmaci danno un certo sollievo, non riescono tuttavia a risolvere la causa più profonda, quella che nasce da un problema esistenziale o spirituale.
Può la depressione essere affrontata anche da un punto di vista cristiano, cioè andando a risolvere i problemi psicologici e spirituali che l’hanno generata? Molti sono convinti di sì, benché talvolta sia necessario appoggiare il proprio lavoro spirituale con delle cure mediche (nei casi in cui la depressione è profonda e duratura).


  
Andiamo innanzitutto a considerare l’etimologia della parola: il termine “depressione”  viene dal latino “depressio” che indica uno stato di abbattimento, di infossamento, di avvallamento. Se immaginiamo che la nostra vita sia una linea retta in piano o meglio in salita, la depressione ci porta a scendere, ad inoltrarsi in un infossamento, in una buca, dalla quale è molto difficile risalire. Quando cadiamo in una buca profonda è indispensabile che qualcuno ci tenda un mano, opponendo una forza nella direzione opposta a quella della terra. Solo così possiamo uscire dalla buca! Anche nel caso della depressione psicologica, è quasi impossibile per un uomo/una donna uscire autonomamente da questo stato di abbattimento; un intervento dall’esterno, sia nella persona di un curatore d’anime, o di uno psicologo, sono importanti per risalire la china ed uscire dallo stato di tristezza e prostrazione causato dal dolore.

Il dato allarmante sulla depressione arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità: entro il 2020 la depressione sarà la patologia che per invalidità occuperà in tutto il mondo il secondo posto subito dopo le malattie cardiovascolari. Un’onda nera che rischia di avvolgerci tutti se non si deciderà di affrontarla in modo corretto e possibilmente fuori dalle pressioni del marketing delle case farmaceutiche che spesso si limitano a proporre antidepressivi come unica soluzione di tutti i mali. Non basta, insomma, una pillola per cambiare le cose. Non è un'esagerazione, quindi, affermare che la depressione è una delle malattie più diffuse al mondo.
 
La depressione è una condizione di "rallentamento" delle funzioni legate all'umore, che in questo caso diviene basso, triste, irritabile, spento (appunto "depresso"). I pensieri si fanno ripetitivi, monotoni e privi di novità o di creatività, di solito dominati da preoccupazioni. La visione del futuro è pessimistica, e evitare le difficoltà per rimanere a galla appare più importante che non tentare nuove strade per avere successo. Ci si sente poco capaci, non destinati a grandi cose, decaduti, ottusi. Le altre persone sembrano poter dare nel migliore dei casi conforto e sicurezza, ma nessun entusiasmo. Si hanno sentimenti di colpa, specialmente se prima della depressione c'era stata una fase di euforia, intraprendenza e impulsività.

C'è difficoltà di concentrazione, lentezza nel ragionare, fastidio nel dover portare a termine compiti intellettuali, fatica nel compiere quelli fisici. Il sonno è disturbato, e l'appetito si riduce. Il risveglio è tipicamente il momento più angoscioso, mentre alla sera vi può essere sollievo al pensiero che la giornata è finita, e dormendo si evita di pensare. Il piacere nelle cose di tutti i giorni o nelle attività preferite è perso. Al culmine del disturbo si arriva a perdere anche la speranza che le cose possano volgere la meglio, e si può pensare a suicidarsi. 

Certo, spesso si abusa di questo termine, definendo depressione anche quella che depressione non è. Tuttavia il problema esiste e non va considerato in maniera superficiale. Tutt'altro. La depressione è una patologia dagli effetti devastanti. Comporta un vero e proprio "mal di vivere" e il malessere interiore spesso si traduce in un vero e proprio malessere fisico.


- Mi sento stanco e svogliato
- Sono privo di energia
- Mi sento triste ed infelice più del solito
- Le cose che prima mi piacevano non mi piacciono più, ho perso ogni interesse
- Faccio fatica a concentrarmi
- Dormo troppo
- Dormo poco
- Mangio troppo
- Mangio poco
- Ho perso ogni interesse sessuale
- Non riesco a decidere
- Mi manca la fiducia in me stesso
- La vita non mi interessa più
- Voglio morire 

Ogni anno, mediamente, dieci persone su cento si ammalano di depressione. Si ritiene che ne soffra circa il 15% della popolazione. Colpisce in particolare le donne, infatti il medici affermano che le donne sono afflitte maggiormente dalla depressione rispetto agli uomini per il 20% in più, ma ne può essere affetto chiunque e a qualunque età. L’adolescenza è foriera di depressione, ma lo sono anche la gravidanza o la menopausa e la vecchiaia: generalmente gli squilibri ormonali hanno una parte importante di colpa negli stati depressivi. Infatti molte donne sperimentano che durante il ciclo mestruale sono afflitte da instabilità emotiva, angoscia improvvisa e tristezza (questo stato viene riconosciuto come “sindrome premestruale”).  

Il costo della sofferenza in chi soffre di un disturbo depressivo è altissimo.

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I disturbi depressivi interferiscono col normale funzionamento nei vari ambiti di vita e causano dolore e sofferenza non solo in chi soffre, ma anche alle persone che sono intorno a loro. Depressioni gravi possono distruggere la vita di tutta la famiglia. La depressione è una malattia che coinvolge il corpo, l’umore e i pensieri. Influenza i sentimenti che la persona prova verso se stesso e il modo di vedere le cose.

Non si tratta di una tristezza passeggera e neanche di un segno di debolezza o di una condizione che può essere superata con la volontà. Chi soffre di depressione non riesce a “tirarsi su da solo” e stare meglio. Molte sono le cause scatenanti della depressione , può essere lo stress sul lavoro, a casa o a scuola. Persone con bassa autostima, le quali vedono costantemente se stessi e il mondo con pessimismo o sono già in condizioni di stress permanente, tendono alla depressione.

Inoltre, una grave perdita, difficoltà relazionali e problemi finanziari o qualsiasi cambiamento stressante nelle abitudini di vita possono scatenare un nuovo episodio depressivo. La depressione, però, può insorgere anche in seguito ad un leggero stress o in apparenza senza alcun motivo. Le persone che soffrono di depressione sono afflitte da un'invincibile tristezza e non riescono più a provare interesse per gli altri o per se stessi. Niente li attrae e niente li gratifica, neppure ciò che prima li entusiasmava. Sopraffatte da pensieri tenebrosi, si chiudono sempre più in se stessi, scivolando nell'apatia e nell'inedia. Generalmente trascorrono gran parte delle giornate sul proprio letto, senza però trovare un reale riposo. Ne consegue una condizione di affaticamento che spesso si traduce in un una ridotta capacità di concentrazione e in marcato rallentamento motorio oppure, in un evidente stato di agitazione e di irritabilità.

LE CAUSE 

Diverse possono essere le cause e le concause che determinano la "sindrome da depressione". Di solito concorrono più fattori di ordine sociale e psicologico. Ne risulta comunque un profondo disagio interiore, che affonda le sue radici nel terreno delle relazioni interpersonali, soprattutto familiari e lavorative. Si comincia col manifestare una certa insofferenza verso l'ambiente nel quale si vive e si finisce poi con il detestare tutto e tutti, finanche la propria vita, e si finisce con lo svalutarsi e il colpevolizzarsi. Si prova un senso di impotenza e di inadeguatezza di fronte alla vita che appare come una condanna, un fardello troppo pesante da sopportare.

Trascinati dal vortice del proprio malessere, in casi estremi, si può giungere a guardare al suicidio come ad un definitivo atto liberatorio. La carenza di informazione sul tema contribuisce a far sì che chi si sente depresso trovi nell’ambiente circostante, dopo un sostegno iniziale, un atteggiamento per lo più valutativo. Gli sforzi con cui in genere l’ambiente cerca di “scuotere” la persona dal proprio torpore rischiano purtroppo di ingenerare un effetto “boomerang”: piuttosto che sollecitarla ad agire, ne alimentano i sensi di colpa e la feroce autocritica. 

È difficile, però,  affrontare la depressione da soli, anzi è umanamente impossibile. Nei casi più drammatici, quando c’è il rischio di suicidio o di isolamento totale dalla realtà, sarebbe bene affrontarla con l’aiuto di medici specializzati, ed anche (come ultima istanza) con il ricorso agli psicofarmaci. I farmaci non risolvono il problema di fondo, ma possono aiutare nel risollevare il malato dal suo stato di prostrazione profonda, per permettere l’intervento di una persona competente e spiritualmente preparata. 

Al contrario, l’uso di psicofarmaci ai primi sintomi della depressione, può diventare un inganno che conduce il cristiano alla dipendenza, quando invece dovrebbe essere aiutato ad affrontarla con il dialogo cristiano e la cura d’anima. Bisogna assolutamente ricordare che l’uso di psicofarmaci produce sempre degli effetti collaterali devastanti, perché fa diminuire fortemente la capacità di reazione, e disturba fortemente la personalità.


Una cura con gli psicofarmaci che si protrae nel tempo lascerà sicuramente delle tracce nell’anima, che difficilmente potranno essere cancellate. Per questa ragione, penso che il cristiano/a debba fare ricorso al sostegno farmaceutico solo nei casi gravissimi!!!!

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL 


luce

Un noto psichiatra italiano ha definito la depressione "un tunnel dal quale è difficile uscirne". La definizione è certamente corretta, ma forse non pone a sufficienza l'accento sul fatto che non si tratta di un tunnel dal quale sia impossibile uscire definitivamente. Le difficoltà che si incontrano nell'affrontare questo genere di problemi sembrano a volte insormontabili e le soluzioni offerte dagli specialisti sociologi, psicologi o psichiatri che siano, sono tante e diverse fra loro. Da parte nostra, come cristiani "nati di nuovo", possiamo dichiarare con assoluta certezza di conoscere la Persona in grado di risolverli in modo definitivo e radicale: Cristo Gesù, Colui che può ogni cosa.

E io, più di molti altri, posso affermare, in tutta sincerità, che questa è verità, visto che sono qui a scrivere per voi, pur essendo passata per tutti gli stadi peggiori della depressione e quando ogni piccolo male appariva insormontabile, quando non avevo più la gioia di vivere, quando il mio desiderio era solo quello di cessare di vivere, ecco che Dio ha steso la sua mano su di me, ha iniziato ad intervenire nella mia vita guarendo il mio cuore, e  ogni cosa è passata! Io sono guarita del tutto  e questo lo ha constatato stupefatto anche il dottore dal quale ero in cura. Bisogna, infine, però,  aggiungere che esistono delle depressioni cliniche  che non dipendono da questi fattori esterni all’uomo; esistono casi di depressione dovuti a squilibri chimici del nostro cervello che non possono essere risolte semplicemente con un approccio psicologico o spirituale,  in questi casi   esse devono  essere anche curate con farmaci adeguati.

Dio però può guarire questo tipo di depressione, così come guarisce l’uomo da altre malattie,  per questo voglio incoraggiare chiunque dovesse trovarsi come mi trovavo io, fino a qualche mese fa, a riporre tutta la propria fiducia in Dio, Lui solo può dove gli altri non possono, Lui solo può raggiungere le profondità del tuo cuore, dove nessuno può arrivare, dove nessun medico può leggere. Con questa breve testimonianza voglio che tutta la gloria vada a Colui che ha operato questo miracolo nella mia vita!
Ancora oggi, infatti, Egli non esita a chiedere a chi soffre:"Cosa vuoi che Io ti faccia?" (Marco 10:51). Si aspetta soltanto una esplicita dimostrazione di fiducia. La Sua pace e il Suo riposo sono ineguagliabili: "Venite a Me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed Io vi darò riposo. Prendete su di voi il Mio giogo e imparate da Me, perché Io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. Perché il Mio giogo è dolce e il mio peso è leggero" (Matteo 11:28-30).

LA SOLUZIONE


Il depresso non ha pace, cerca pace, desidera realizzare pace. A volte trangugia farmaci che lo aiutino a dormire, a dimenticare, ma al risveglio, il suo cuore continua ad essere vuoto, la sua mente offuscata. Come liberarsi dall'opprimente peso di un'esistenza che appare priva di significato?
Gesù è la soluzione: "Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti" (Giovanni 14:27).
Anche ai credenti può capitare di essere assaliti dall'inquietudine e dallo scoraggiamento. Non a caso la Bibbia narra di personaggi che provarono un profondo turbamento interiore. Il profeta Elia è uno di questi. In una particolare circostanza, le forze gli vennero meno fino al punto da desiderare di morire: "S'inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a mettersi seduto sotto una ginestra, ed espresse il desiderio di morire, dicendo: «Basta! Prendi la mia vita, o Signore, poiché io non valgo più dei miei padri!». Poi si coricò, e si addormentò sotto la ginestra" (I Re 19:3-5). 

Ma Dio stesso si preoccupò di fargli riacquistare sia le forze fisiche che quelle spirituali. Per ben due volte l'Angelo dell'Eterno, manifestazione del Figlio di Dio, gli provvide del cibo in modo che potesse raggiungere Oreb, il monte su cui incontrò Dio stesso (cfr. I Re 19:5-8).
Profondo fu anche lo scoraggiamento che assalì Mosè a causa del comportamento del popolo: "Io non posso, da solo, portare tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi vuoi trattare così, uccidimi, ti prego; uccidimi" (Numeri 11:15). Tuttavia Mosè continuò a guidare il popolo d'Israele per altri 38 anni nel deserto. E' una dimostrazione del fatto che lo scoraggiamento non è necessariamente fatale.
Infatti, a proposito di Mosè, la Bibbia dichiara: "Mosè fu fedele in tutta la casa di Dio come servitore per rendere testimonianza di ciò che doveva essere annunziato" (Ebrei 3:5). Dio è sempre pronto a dare la serenità e le forze necessarie per proseguire il cammino e per continuare ad essere usati da Lui.

Allo stesso modo, Dio vuole prendersi cura di te


gioia

Forse sei in un profondo stato di depressione, ti senti solo, incompreso, trascurato, dimenticato. "Getta sull'Eterno il tuo peso ed Egli ti sosterrà" (Salmo 55:22). "Qualora mio padre e mia madre m'abbandonino, il Signore mi accoglierà" (Salmo 27:10). Puoi contare sull'Amore eterno ed immutabile di Dio: "Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso" dice il Signore, che ha pietà dite" (Isaia 54:10). Rivolgiti a Dio con tutto il tuo cuore, leggi la Bibbia che è la Parola di Dio, per comprendere e realizzare che Dio è al tuo fianco, che si interessa a te e che è pronto a risolvere ogni tuo problema. Scriveva il salmista:
Egli è pronto ad accoglierti fra le Sue braccia eterne e all'ombra delle Sue ali troverai rifugio. Allora anche tu potrai dire: "Tu m'hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano. In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro" (Salmo 4:7,8).

Oggi voglio dire a tanti che si mostrano indifferenti a Dio, anche se ogni cosa e tutti ti deludono in questa vita, Dio non ti deluderà mai. Se ti affidi a Lui con fiducia, Lui porterà i tuoi pesi e sosterrà la tua vita sul palmo della Sua mano. Il primo e più importante passo per vincere la depressione è la fede in Gesù Cristo come  Salvatore ma specialmente come tuo Salvatore personale. Con tutto il rispetto dovuto alle capacità della vostra mente e della vostra volontà, non riuscirete mai ad evitare la depressione senza l’aiuto di Dio. Uno dei tragici errori della psicologia moderna, che propone vari metodi per sviluppare e migliorare la personalità umana, consiste nella presunzione che l’uomo non abbia bisogno di Dio per non cadere vittima della depressione. Eppure Gesù Cristo ha detto: “Senza di me non potete fare nulla” (Giovanni 15:5), e quindi se volete che la vostra vittoria sulla depressione sia definitiva, dovete cominciare con chiedere a Gesù  di aiutarvi, ma credendo profondamente che possa farlo "Se avete fede quanto un granel di senape, direte a questo monte: "spostati da qui a là" ed esso si sposterà; e niente vi sarà impossibile" (Matteo 17:20).
Fate come me e accettate senza porvi domande la gioia che vi viene dall'accettare tutte le vostre debolezze, senza più condannarvi, come Lui ha fatto, andate con tutto il vostro cuore verso Gesù e chiedetegli aiuto,  Lui  vi ascolterà, così anche voi potrete dire come me "Sono guarito!"


 "Ho pazientemente aspettato il SIGNORE, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio. Molti vedranno questo e temeranno, e confideranno nel SIGNORE."

(Salmo 40:1-3)
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15 comments:

  1. questo post è davvero molto bello..mi dà tanto coraggio in un momento difficile come quello che sto attraversando...
    Sono sempre stata una ragazza credente, eppure in questo momento di prova e di dolore mi sento abbandonata da Lui, vuota, sola, non riesco più a sentirlo e ad avvertire la sua presenza... spero tanto con laiuto di un professionista di riuscire a risollevarmi e guardare finalemnte un pò di luce...

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  2. Da quando riaffiorano i miei ricordi vedo mia madre che combatte con le crisi depressive. oggi ho 42 anni...fai tu il conteggio del tempo! Mia madre è salvata da oltre 20 anni; eppure tra parecchi alti e bassi ancora la depressione la vince! le farò leggere il tuo post.Gesù ci benedica.

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  3. Cara Emanuela, so quanto sia difficile uscire dalla depressione, i medici ti curano con farmaci talmente forti che dopo un pò, senza di quelli, sei perduta, a me è successo proprio così, in un momento della mia vita in cui non sapevo più a che aggrapparmi ho preferito, incosciamente, ritirarmi dal mondo e mi sono ritrovata talmente distaccata da tutto che non avevo più alcun desiderio di vivere, poi sono inizate le cure e i ricoveri e le continue visite, ma ti assicuro che a nulla tutto ciò serviva per farmi riattaccare a quel mondo che una volta era parte della mia vita...solo Dio a cui, una sera in cui la sofferenza era arrivata agli estremmi, mi ha risollevata, portandomi piano piano, all'inizio e poi di corsa fuori da tutta quella angoscia...sai che mi disse lo psiachiatra, quando gli feci l'analisi del mio stato mi disse che solo un miracolo poteva avermi aiutato...beh io sorrisi tra me perchè quel miracolo è diventato ormai parte della mia vita...Gesù!!Possa Dio aiutare anche tua madre a vedere in fondo a se stessa...pace in Cristo

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  4. cara Rose, quello che ho scritto per Emanuela vale anche per te...di certo non è Dio che ti ha abbandonata ma lo avrai fatto senza rendertene conto tu...torna a Lui e vedrai che anche senza aiuti esterni, potrai ritrovare la gioia di vivere..pace in Cristo

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  5. Aiutatemi.sono anni che urlo continuamente in atroci dolori psichici non si accorge piu di nulla la mente non ragionamento non sente il pensiero spacco tutto picchio la gente dalla sofferenza mentale estrema non si accorge piu di nulla e non ho la mia personalità da anni non la ricorda piu la testa. La voce parla senza una parte cosviente vivo in un punto fisso in un altra dimensione di vuoto atroce non.so dove girare gli occhi perché dalla grave depressione dissociazione e ossessioni sono in condizioni penosr.non posso credere ne immaginare perché il pensiero non arriva alla coscienza.non ci sono giorni mesi anni non c e tempo ne spazio ne passato presente futuro.ricoveri cure psicoterapie niente perché non.capiscepiu le parole i gesti le azioni
    DIO mi porterebbe con se col suicidio? Sono alla fine non arrivo alla estate

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  6. cara serena, mi sto ritrovando a leggere il tuo post proprio adesso... e guarda caso hai scritto proprio oggi... Sto studiando la depressione per una tesi di laurea che presenterò a breve e cercavo degli aiuti. Comprendo il tuo malessere e credimi, nella storia tutti quelli che sono stati curati da psicologi senza xrò curare l'anima di un paziente non hanno visto risolvere il problema. Sicuramente stai vivendo e hai vissuto in passato qualcosa di spiacevole e terribile. Non pensare che non valga la pena vivere. Si vive una sola volta, siamo qui per uno scopo e tu probabilmente non hai ancora capito qual'è il tuo scopo. Mi hai toccato il cuore leggendoti. X favore se vuoi scrivimi a questa mia email. onlyme21@live.it sono una ragazza pronta ad ascoltarti. Un bacio!

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  7. Cara Serena, ascoltami bene, io, da quanto hai potuto leggere nell'articolo, ho vissuto esattamente ciò che hai passato tu, eppure sono qua a scriverti e a tenere in piedi questo blog. NON disperare assolutamente, so bene che il male interiore arriva a livelli inaccettabili a volte, ma puoi uscirne credimi, e non te lo dico solo per aiutarti, ma perchè è così e io ne sono la prova. Circa otto anni fa per motivi personali entrai in depressione e prima di avere il tempo di pensare a ciò che mi stava accadendo, mi lasciai andare completamente. Sembrava che tutto mi scivolasse addosso, nè la famiglia nè nessuno poteva scuotermi, e dopo pochissimo tempo smisi prima di mangiare, arrivando a non riuscire neanche a guardare il cibo senza vomitare. Le voci nella mia testa erano a volte talmente pressanti che per non ascoltarle me la sarei presa a martellate. Una su tutte era la peggiore, quella che di continuo mi urlava di uccidermi perchè la vita faceva schifo. La ascoltai purtroppo e mi ritrovai in ospedale, sotto cura di psicofarmaci e assegnata ad un psichiatra e ad una psicologa. Portai avanti la cura ma nulla si smuoveva dentro di me a momenti di euforia dovuta ai farmaci alternavo momenti di abbandono totale in cui nulla riusciva a toccarmi a parte il dolore sordo che provavo dentro. Tu invece sei arrivata fino qua a scrivere, e credimi questo è un buon segno, io ero completamente un'ameba. In quei giorni l'unica cosa che mi portava ad uno stato di seminormalità era come una specie di forza che dentro sembrava chiamarmi, non sto raccontarti tutto quello che ho vissuto, ma quella voce era Dio e da lì è iniziata la mia rinascita. Gli uomini ti danno tanti palliativi, pillole, psicologie che possono darti un pò di sollievo, ma se hai una vera depressione non ne esci mai più perchè la depressione non è affatto una malattia fisica, è un male profondo dell'anima che essendo staccata dal Suo Creatore, non capisce più la differenza tra essere vivo ed essere morto. Ti prego cara Serena, scrivimi, possiamo parlare anche in privato, ma sono Certa che se tu ti affiderai completamete a Dio, ne uscirai come me e anzi dopo sarai molto più forte di tanti altre persone, perchè la tua estrema sofferenza sarà riuscita ad affinarti in tutto quanto potrà ancora capitare nelle tua vita. Ascoltami, io non ti offro aiuto perchè non sono io che posso farlo, ma posso parlare con te e ascoltare le tue sofferenze perchè sono le stesse che ho conosciute, e quindi posso comprendere, ma c'è Qualcuno che invece può togliere tutto il tuo dolore e farti smettere di soffrire e riportarti dal buio del pozzo in cui sei alla Luce... Scrivimi questo è il mio indirizzo mail: consapevolinellaparola@gmail.com, abbi fede ti prego, perchè se sei capitata qua e se hai trovato questo articolo è solo perchè Dio sta già aiutandoti...pace

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  8. Seguo da tanto tempo questo blog, ma questa è la prima volta che scrivo un commento e non posso farne a meno, perché il tema dell'articolo mi riguarda da vicino, avendo avuto un periodo in cui sono caduto in questo male orribile.

    Serena, sappi che dal momento in cui hai scritto il tuo commento NON sei più sola perché tutti, anche chi ha scritto prima di me, sono pronti a sostenerti, anche a distanza, con la preghiera. Questa è una certezza.

    Tieni presente poi una cosa secondo me importante e cioè che questo male che chiamiamo depressione si basa essenzialmente su due elementi: l'inganno e la menzogna. Essa consiste in questo: che non se ne può uscire, che solo la morte potrà dare risposo, che nessuno può aiutarti.
    La tua mente è bombardata di pensieri, ma ricorda questo: che sono solo un inganno; è si grande, ma pur sempre di inganno si tratta.


    Vuoi gridare? Grida pure e stai certa che le tue grida trafiggeranno le nuovle e i cieli più alti; raggiungeranno il trono dell'Altissimo e arriveremo fino al suo Orecchio. Ed Egli non farà finta di niente.

    Vuoi piangere? Piangi, e il Signore manderà un angelo ad asciugare le tue lacrime.

    Vuoi riparo dalle paure? Rifugiati all'ombra delle sue ali, ed Egli renderà saldo il tuo cuore.

    Il tuo cuore sanguina dal dolore? Non temere, perché il Signore fascierà le tue ferite con l'amore e la dolcezza di un Padre.

    Non temere, invoca il suo Nome e prima che tu creda di aver raggiunto la fine, Egli ti avrà tratto da questo pantano fangoso.

    Se posso, vorrei darti un consiglio. Non so se sei credente o meno, non importa. Procurati una Bibbia e apri il libro dei Salmi. Leggili, fatti trasportare dalle loro parole; i gridi d'aiuto del salmista diventino i tuoi cosicché l'aiuto che esso ha ricevuto lo riceva anche tu.
    Uno di quelli che ti invito a leggere è il Salmo 69; leggilo anche se credi che non potrà aiutarti, perché invece potrà farlo.

    Poi ho visto che qualcuno ha lasciato i suoi indirizzi mail. Io non ti lascio il mio perché credo potrei non esserti d'aiuto con le parole. Ma loro contattali, perché l'intento di questo male è isolarti per renderti debole; invece parla, confidati come hai già fatto qui.
    Sappi che io rimango vicino a te in silenzio e preghiera.

    E ti ripeto: NON TEMERE, perché il Signore è con te se lo invochi e ti proteggerà, anche da te stessa:


    Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; COLUI CHE TI PROTEGGE NON SONNECCHIERA'. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà. Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra. Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte. Il Signore ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l’anima tua.
    Il Signore ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre.

    Salmo 121.

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  9. E' molto bello ciò che hai scritto Giuseppe, ed è proprio così anche io come te ho gridato ed Egli mi ha risposto:
    "Quest'afflitto ha gridato, e l'Eterno lo ha esaudito e l'ha salvato da tutte le sue avversità."(Salmi 34:6)

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  10. Se c'è fede perseverante nel Signore, tutti gli ostacoli possono essere superati.

    Non sono d'accordo che un cristiano debba assumere psicofarmaci. Ho sofferto di attacchi di panico terribile e di una depressione atroce anni fa. Non ho mai assunto farmaci, ma credendo in Dio anche nei momenti più difficili mi sono ritrovato da una condizione in cui stavo a letto tutti i giorni e tutto il giorno ad una vita quasi normale. Quasi perché le guarigioni di questo tipo necessitano di tempo e il Signore sa come agire.

    Il Signore è in grado di guarire anche da ferite interiori, nulla Gli è impossibile.

    Se guardiamo alla cristianità con gli occhi del mondo, allora siamo in errore.

    Gesù Cristo guariva gli infermi e ancora oggi lo fa, specie in ambito del Rinnovamento Carismatico.

    Capisco che ogni persona è diversa dall'altra e ogni caso è diverso, ma con Dio se c'è una relazione viva, è facile superare ogni ostacolo.

    Gesù può tutto e basta crederci.

    Due cose non si devono fare: non pensare mai al suicidio e nei momenti più bui, avere sempre fiducia in Dio.

    Spero che la mia testimonianza possa essere di sollievo a qualcuno che vive questa condizione.

    Non demoralizzatevi mai, non arrendetevi mai perché Gesù è sempre accanto, anche quando non sembra sia così.

    Vi auguro ogni possibile bene.

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  11. Grazie Yhudhah del tuo commento incoraggiante, ogni bene anche a te

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  12. Affidatevi alla scienza medica e non ai ciarlatani. Se Dio guarisse veramente come mai gli ospedali sono sempre pieni??

    La verità è che Dio non esiste o se esiste se ne frega, basta guardare quanto accade nel mondo.

    Un Dio che ha creato mali terribili come il tumore, la depressione (che porta spesso al suicidio) è un Dio che non merita nessun rispetto, tanto più che essendo Onnipotente potrebbe debellare questi mali ma non lo fa

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  13. Sei convinto di ciò che dici? E allora perchè scrivi Dio con la maiuscola visto che non credi in Lui? Dimmi una cosa perchè mai Dio dovrebbe debellare dei mali che sono stati creati ad hoc dall'uomo, pensi che Dio stia lì a correggere tutto quello che l'uomo sta distruggendo? No, Dio sta lanciando un messaggio di salvezza per alcuni, gli altri periranno all'inferno... E comunque forse tu puoi pensare che siano ciarlatani quelli che dicono che l'unica salvezza dalla depressione può venire da Dio, se Lui vuole dartela, beh io ne sono la prova vivente di ciò... pensa perciò ciò che credi, ma non venire a gettare il tuo rancore qua, a meno che tu stesso non abbia bisogno di aiuto...
    http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2010/04/perche-dio-non-interviene.html

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  14. Solo Gesu' è la medicina per la depressione,insieme a preghiera,digiuno e lettura della parola di Dio. Dio guarisca e benedica tutti i depressione,a lode e gloria del Suo Santo Nome

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  15. 14 anni senza cure.ho sofferto di gravissima depressione senza curarmi adeguatamente,cercavo sempre di prendere i farmaci il meno possibile e stavo anche peggio.ho buttato la mia vitaed ancora sono segnato da quel dolore ed errori che ho scelto di fare quando potevo soffrire veramente molto meno curandomi.Ho conosciuto il Signore che mi aveva liberato ma il senso di colpa da anni torna sempre per aver sbagliato così grandemente ed aver buttato la mia vita in un letto.Non avevo neanche la forza di urlare al Signore e non accadeva mai nulla di buon in 14 anni.Ho un grandissimo rimorso

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