Uno degli
aspetti più importanti della vita cristiana, ma allo stesso tempo, uno degli aspetti
più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti
più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente
facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare
abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un
ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero
che non abbiamo veramente bisogno di Dio.
Però,
dall'altro estremo, uno può anche pregare tanto, ma pregare in modo sbagliato.
Vogliamo
esaminare alcuni brani della Bibbia che parlano della preghiera, affinché
possiamo averne un concetto più conforme alla Bibbia. Se preghiamo a modo
nostro, che però non è conformato alle verità che Dio ci ha lasciato nella
Bibbia, le nostre preghiere possono essere inutili, o peggio ancora, possono
essere un'offesa a Dio. Perciò, prestate molta attenzione alle verità che Dio
ci insegna nella sua parola sulla preghiera.
La Bibbia
insegna che dobbiamo pregare al PADRE. Troviamo questo insegnamento
ripetutamente, come anche quello che lo Spirito Santo prega per noi.
Ma la verità
che vogliamo considerare molto più a fondo in questo studio riguarda il fatto
che dobbiamo pregare nel nome di Gesù Cristo. Consideriamo, molto attentamente,
che cosa significa pregare nel nome di Gesù.
Chi può pregare?
La prima
verità da capire quando consideriamo la preghiera è: chi ha diritto di pregare?
Ovvero, chi può pregare, avendo la certezza biblica che Dio lo ascolterà?
Chiaramente,
oggi, come sempre, tante persone pregano. Ma il fatto che tante persone pregano
non significa che vengono ascoltate da Dio.
Secondo la
Bibbia, sono coloro che hanno Gesù Cristo come Signore e Salvatore, e perciò
come Sacerdote e Mediatore, che possono pregare.
Per esempio,
in Ebrei 4:14-16, che è stato scritto per coloro che hanno Cristo come
Sacerdote e Signore, leggiamo che è per mezzo di Lui che abbiamo accesso al
trono di Dio per essere soccorsi. Quindi, è per mezzo di Cristo che possiamo
pregare. Chi è senza Cristo non ha questo libero accesso al trono di Dio.
Leggiamo il brano.
“14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è
passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che
professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa
simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come
noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena
fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed
essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebr 4:14-16)
Quindi,
solamente chi è un vero figlio di Dio ha diritto di pregare.
A CHI si deve pregare?
Quando
preghiamo, a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere?
E' giusto
pregare solo a Dio Padre, o si dovrebbe pregare anche a Gesù e allo Spirito
Santo? Cosa ne dice la Bibbia?
In Matt. 6:9
Gesù ci insegna a pregare, e Lui ci dichiara chiaramente di pregare a Dio
Padre.
“Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei
nei cieli, sia santificato il tuo nome;” (Mat 6:9)
In Giov.
16:23 Gesù parla della preghiera al Padre.
“In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In
verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome,
egli ve la darà.” (Giov 16:23)
La Bibbia ci
insegna ripetutamente, sia con insegnamenti, sia con esempi, che dobbiamo
pregare a Dio Padre.
Allora, qual
è il ruolo di Gesù e qual è quello dello Spirito Santo?
Se dobbiamo
pregare a Dio Padre, che ruolo hanno Gesù Cristo e lo Spirito Santo?
Nel nome di Gesù
Gesù ci ha
insegnato di pregare nel suo nome. Fra poco esamineremo questo concetto.
Lo Spirito Santo
Per quanto
riguarda lo Spirito Santo, non esiste alcuna preghiera nella Bibbia rivolta
allo Spirito Santo, tranne una profezia in Ezechiele 37. Quindi, visto che non
esiste alcuna preghiera rivolta allo Spirito Santo, è chiaro che non dobbiamo
pregare a Lui. Ma qual è il suo ruolo?
Lo Spirito
Santo ha il ruolo di glorificare Cristo e di indicarci la giusta strada per
giungere a questo fine.
“Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo
annuncerà.” (Giov 16:14)
Si può anche
leggere Giov. 14:14-26.
Quando un
grande faro illumina un palazzo di notte, se fa un buon lavoro, non lo si nota
neanche, ma si nota ed ammira solamente il palazzo. Similmente lo Spirito Santo
è come il faro: ci aiuta a vedere ed ammirare la persona di Gesù Cristo.
Inoltre, lo
Spirito Santo, prega per noi aiutandoci nel nostro debole ed incerto modo di
porgere le nostre preghiere, perché, Egli conosce Dio nel suo profondo.
“26 Allo
stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non
sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri
ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello
Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.” (Rom
8:26-27)
Che
consolazione!
Quindi, a
chi dobbiamo pregare? Dobbiamo pregare a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo.
per COSA si deve pregare?
Per che cosa
dobbiamo pregare? Possiamo pregare per qualsiasi cosa? Dio esaudisce ogni
preghiera? È possibile chiedere qualsiasi cosa nel nome di Gesù, oppure,
pregare nel nome di Gesù ci limita nelle nostre richieste?
Chiaramente,
nella carne, l'uomo prega per ottenere tutto quello che desidera. Prega per
avere buona salute o per una guarigione, prega per avere successo negli affari,
prega di superare gli esami a scuola, prega per avere sicurezza in viaggio,
prega per un buon tempo durante le vacanze.
Che cosa ne dice la Bibbia?
Esaminiamo
alcuni brani fondamentali sulla preghiera. Questi brani sono importanti per il
loro insegnamento, ma spesso vengono presi fuori contesto ed interpretati male.
Quando abbiamo un concetto sbagliato della preghiera, questo ci fa molto male
spiritualmente.
Giovanni 14
Consideriamo
per primo il brano in Giovanni 14:12-14. Leggiamolo.
“12 In
verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che
faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello
che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel
Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov
14:12-14)
Prima di
esaminare con cura questi versetti, ricordiamoci che a volte siamo tutti
tentati di voler far dire alla Bibbia quello che ci è comodo. Cioè, nella
carne, abbiamo la tendenza di interpretare la Bibbia non in base a quello che è
realmente scritto, ma in base a quello che ci è comodo. Quindi, dobbiamo
sforzarci di dividere rettamente questo brano.
Alcuni
credenti, e purtroppo anche delle chiese intere, interpretano erroneamente
questo brano dicendo che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa che desideriamo
nel nome di Gesù, e Dio sicuramente ci esaudirà. Questo implica che la frase
“nel nome di Gesù” diventa quasi una formula magica che ci fa ottenere quello
che vogliamo. Questa falsa interpretazione fa diventare Dio il nostro servo
celeste, soggetto ad ubbidire alla nostra volontà. Chi insegna questa falsa
interpretazione cita la parte del brano che dichiara: “quello che chiederete
nel mio nome, io la farò”, come se tutto l'insegnamento fosse racchiuso lì.
Chi crede a
questa menzogna, pensa che se preghiamo qualcosa con cuore, Dio la farà. Questo
è un pensiero molto falso, e molto pericoloso.
Pensiamo a
come una persona che crede a questa falsità potrebbe pregare in diverse
situazioni. Immaginate un credente che lavora in proprio. La sua attività
comincia ad andare molto male, e lui rischia di perdere tutto. Non solo, ma ha
anche dei grossi debiti con la banca legati all'attività. Citando questo
versetto, egli chiede a Dio di salvare la sua attività. Perciò questo credente
è sicuro, visto che ha pregato nel nome di Gesù, che Dio salverà la sua ditta.
In un
secondo esempio, un credente ha un figlio adulto ribelle, lontano dal Signore.
Il credente prega, citando questo versetto, e così è convinto che Dio salverà
suo figlio.
In un altro
esempio, un credente ha un figlio con una grave malattia. Il credente, prega, e
citando questo versetto, dichiara che è sicuro che Dio guarirà suo figlio,
visto che è convinto che si può ottenere qualsiasi cosa se la si chiede a Dio
nel nome di Gesù.
In un altro
esempio, un credente sta cercando di comprare una casa, e avendone trovato una
che gli piace tantissimo, prega, chiedendo a Dio di operare in modo che il
proprietario abbassi il prezzo abbastanza da permettergli di comprarla. È
convinto che Dio opererà per fargli ottenere quella casa al prezzo che
desidera.
Senza andare
ad analizzare questi esempi in dettaglio, considerate il principio che sta alla
base di questo modo di pensare. Se fosse vero che possiamo chiedere a Dio
qualsiasi cosa che desideriamo, avendo la certezza che Lui ci esaudirà
solamente perché abbiamo citato la frase “nel nome di Gesù”, allora, Dio
diventerebbe il nostro servo celeste, pronto ad esaudire ogni nostra richiesta.
Dio sarebbe soggetto alla nostra
volontà.
Se è così,
allora Gesù ha sbagliato quando ha insegnato il Padre Nostro, perché avrebbe
dovuto insegnarci a pregare:
“sia fatta
la nostra volontà, non la Tua”
Però, Dio
NON è il nostro servo, e NON esiste per esaudire le nostre preghiere come
vogliamo noi. Non dobbiamo pregare che
la nostra volontà sia fatta, ma che la volontà di DIO sia fatta!
Ci sono
tante verità bibliche che ci aiutano a capire questo principio.
Per esempio,
leggiamo Matteo 26:39, quando Gesù era nel Giardino:
“E, andato
un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre
mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio
io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39)
Gesù,
nonostante i suoi diritti di Figlio di Dio, non chiese al Padre che cambiasse
la sua volontà per esaudire la propria richiesta. Piuttosto, rese nota la sua
richiesta al Padre, e poi, chiese che la volontà del Padre fosse fatta, non la
sua.
In Luca 22,
Gesù stava preparando i discepoli per la sua morte. Egli spiegò a Pietro che
sarebbe stato provato duramente. Notiamo che Gesù non chiese che Pietro potesse
evitare la prova, pregò solamente per la fede di Pietro. Vi leggo.
“31 «Simone,
Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io
ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai
convertito, fortifica i tuoi fratelli».” (Luca 22:31-32)
Gesù NON ha chiesto che Dio gli
togliesse la prova.
In
Apocalisse 2, Gesù sta parlando alle sette chiese. Notiamo quello che dichiara
alla chiesa di Smirne.
“8
«All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e
l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco la tua tribolazione, la
tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di
essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere
quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi
in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci
giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. 11 Chi ha
orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà
colpito dalla morte seconda.” (Apo 2:8-11)
Egli spiegò
che vari credenti in questa chiesa sarebbero stati messi a morte per la loro
fede. Possiamo presumere che questi credenti erano padri e madri, e avessero le
loro famiglie. Però, è evidente che la volontà di Dio per loro era che
morissero per la loro fede. Dal brano però comprendiamo che la morte fisica non
era una sconfitta, perché poi Gesù dichiarò che se quei credenti fossero
rimasti fedeli fino alla morte, avrebbe dato loro la corona della vita. Quindi, Dio aveva stabilito il suo piano
per quei credenti, e nessuna loro preghiera avrebbe potuto cambiare il perfetto
piano di Dio. Non dovevano pregare Dio affinché li salvasse dalla morte
fisica, presumendo per di più che Dio li avrebbe esauditi.
Infatti, Dio
ha un piano perfetto, che è la SUA propria volontà, e Dio fa TUTTO secondo la
decisione della Sua volontà. È importante capire questa verità basilare. Quello
che Dio fa, lo fa secondo la decisione della Sua volontà. Leggiamo Efesini 1:11
“In
lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il
proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria
volontà,” (Efe 1:11)
Se le nostre
preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, il mondo non sarebbe stabile,
Dio non sarebbe Dio, e nulla sarebbe sicuro. La volontà di Dio cambierebbe di minuto in minuto, in base alle diverse
preghiere che Gli arrivano da tutto il mondo.
Se le nostre
preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, per esempio, non sarebbe vero
quello che è scritto nel Salmo 139:15,16 che riguarda il momento della nostra
morte e di quella dei nostri cari.
“15 Le mie
ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle
profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e
nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando
nessuno d’essi era sorto ancora.” (Sal 139:15-16)
Se Dio ci
desse qualunque cosa che Gli chiediamo, questo brano non sarebbe vero, perché
tante persone, vedendo arrivare la morte, pregherebbero, chiedendoGli di
guarire o di superare il pericolo, e in questo modo sarebbe stata fatta la loro
volontà, non quella di Dio. Se fosse
così la morte non dipenderebbe più dalla volontà di Dio, ma dalla volontà
dell'uomo. Non arriverebbe più al momento stabilito nel libro di Dio, ma
nel momento stabilito da noi.
Ma non è
così! Non è l'uomo che stabilisce quando morirà, come non è l'uomo che
stabilisce quando un certo problema deve risolversi come vuole lui. È il Signore che opera tutte le cose
secondo la decisione della Sua volontà!
Per esempio,
leggiamo in 1Samuele 2:6-8
“6 Il
SIGNORE fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa
risalire. 7 Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. 8
Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere
con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della
terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.” (1Sam 2:6-8)
E' il
Signore che determina le cose, tramite le nostre preghiere, non noi!
Allora, qual
è il senso di Giovanni 14:13, quando Gesù dichiara:
“e quello
che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giov 14:13)?
Per capire
bene questa verità, dobbiamo leggere non solo questa frase, ma tutto il suo
contesto.
Cosa significa “nel mio nome”?
Dobbiamo
capire il senso della frase, “nel mio nome”. Dobbiamo anche capire il motivo
che ci spinge a pregare nel nome di Gesù. Gesù stesso ci spiega questa
motivazione. Infine, dobbiamo capire altre condizioni che la Bibbia ci dà per
poter pregare. Molto spesso, un brano non insegna tutta la verità biblica di un
certo argomento, e deve essere considerato insieme ad altri brani.
Quindi, qual
è il senso della frase: “nel mio nome?”
Chiedere
“nel nome di Gesù” non è una formula magica che, aggiunta ad una preghiera,
costringe Dio ad esaudirci. A quel punto, Dio sarebbe il nostro servo, e noi
saremo i sovrani. Ma non è così!
Pregare “nel
nome di Gesù” non è una frase che si aggiunge a qualsiasi preghiera, per
garantire che Dio farà come Gli abbiamo chiesto. Invece significa almeno due
cose:
1. chiedere per i Suoi meriti
Prima di
tutto, pregare nel nome di Gesù significa pregare per i Suoi meriti,
riconoscendo che noi non ne abbiamo.
Nessun di
noi merita alcuna cosa buona da Dio. Quindi, dobbiamo chiedere per i meriti di
Gesù. Se chiedo un favore al mio migliore amico, lo chiedo nel mio proprio
nome, cioè riconoscendomi degno, visto che sono il SUO migliore amico, che mi
venga fatto questo favore. Però, se devo chiedere un grande favore all'amico
del mio amico, che non conosco personalmente, so di non meritare da lui nulla
(visto che non mi conosce), e perciò, non gli chiedo nel mio nome, ma gli
chiedo nel nome del mio amico.
Allora, chiedere nel nome di Gesù
necessariamente implica un cuore umile. Chi chiede nel nome di Gesù SA che, per
conto suo, non merita nulla da Dio. Perciò, questa consapevolezza della propria
insufficienza cambia anche la richiesta stessa. Infatti chi sa di non aver
nessun merito, non pretende nulla, e non considera Dio come Colui che esiste
per esaudire i nostri desideri. Sa che Dio è sovrano, e va ai piedi di Dio umilmente,
pronto ad essere sottomesso alla Sua volontà. Tutti questi sono aspetti del
pregare nel nome di Gesù.
2. chiedere secondo la volontà di
Gesù
Dobbiamo però
considerare anche una seconda verità estremamente importante nel fatto di
chiedere nel nome di Gesù. Chiedere nel nome di Gesù significa anche chiedere
secondo la Sua volontà, non la nostra. È importantissimo capire questo
principio. Ripeto: chiedere nel nome di
Gesù significa chiedere secondo la SUA volontà, non la nostra.
Un soldato
semplice, che porta gli ordini dati dal comandante agli altri, chiede nel nome
del comandante. Non chiede quello che vuole lui, chiede quello che è la volontà
del comandante. Infatti, se dovesse chiedere quello che vuole lui, usando il
nome del comandante per ottenerla, sarebbe colpevole di un grave reato.
In 1Giovanni
5:14,15, leggiamo una chiara spiegazione di quali sono le preghiere che Dio
esaudirà. Leggiamo.
“14 Questa è
la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua
volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli
chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1Giov
5:14-15)
Avete notato
la frase: “se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci
esaudisce”? Chiedere nel nome di Gesù DEVE essere secondo la SUA volontà, non
la nostra.
Quindi, se
preghiamo per ottenere qualcosa che desideriamo tantissimo, ma se non è la
volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù. Se preghiamo per
quello che vogliamo noi, e aggiungiamo le parole, “nel nome di Gesù”, siamo
come i pagani, usando quelle parole come un talismano, cercando di controllare
Dio.
Quindi,
ricordiamo che chiedere nel nome di Gesù significa chiedere con umiltà, sapendo
di non meritare alcuna cosa buona da Dio, e questo atteggiamento ci aiuta ad
accettare qualsiasi cosa che Egli ci darà. Significa anche chiedere secondo la
volontà di Cristo, non seconda la nostra volontà.
Affinché il Padre sia glorificato
Allora, qual
è il senso di Giovanni 14:12-14? Per capire correttamente questo brano,
dobbiamo leggerlo tutto, e leggere anche il suo contesto.
“12 In
verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che
faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello
che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel
Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov
14:12-14)
Notiamo che
le richieste che facciamo qua sono legate al fare opere per la gloria di Dio, e
infatti, il MOTIVO per cui Gesù ci esaudisce è per glorificare il Padre. Gesù
non risponde ad ogni nostra richiesta. Risponde se la richiesta glorificherà il
Padre.
Infatti, in
Giacomo 4:2-4 leggiamo:
“2 Voi
bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi
litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non
ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente
adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi
dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:2-4)
Non avete perché non domandate,
ovvero, perché non pregate, e se domandate spesso non ricevete, perché
domandate per spendere nei vostri piaceri.
Quando
chiediamo per ottenere quella che è la nostra volontà, Dio non risponde.
Torniamo
agli esempi che ho dato all'inizio di questo studio.
Pensiamo
all'uomo che lavora in proprio e la sua attività comincia ad andare molto male,
e si ritrova con tanti debiti. Egli prega Dio affinché salvi la sua attività. Sta
pregando affinché Dio risolva i suoi problemi. Non sta cercando la gloria di
Dio.
Nell'esempio
del genitore che ha un figlio che spiritualmente cammina male (che è ribelle),
quel credente chiaramente vuole che suo figlio sia salvato. È buono pregare per
la salvezza dei nostri cari. Però, in un certo senso, quella preghiera può
essere anche un frutto di egoismo, perché quel genitore non sta cercando per
prima cosa la gloria di Dio. Non gli pesa il fatto che tanti altri genitori
hanno figli ribelli. Egli vuole che SUO figlio sia salvato. Sta pensando, in
fin dei conti, a se stesso.
Poi ho fatto
l'esempio del credente con il figlio con una grave malattia. Il genitore vuole
che il figlio sia guarito, perché vuole il piacere di goderlo per tanti anni
ancora. Però, nemmeno questa richiesta è cercare la gloria di Dio. È una
preghiera per non dover subire la sofferenza della morte di una persona cara.
Poi c'era il
credente che chiedeva l'intervento di Dio affinché potesse comprare la casa che
gli piaceva tanto. Anche qua, il credente sta cercando di ottenere da Dio
quello che sarebbe il suo gradimento. Non sta cercando in primo luogo la gloria
di Dio.
Quindi, non
dobbiamo credere la terribile menzogna che basta pregare aggiungendo la frase
“nel nome di Gesù” e possiamo essere sicuri che Dio ci darà quello che Gli
chiediamo. Chiedere nel nome di Gesù significa chiedere che sia fatta la Sua
volontà e significa anche farlo con un cuore umile, che quindi cerca non il
proprio comodo, ma la gloria di Dio.
Un brutto risultato
Che cosa
succede, quando uno crede la menzogna che Dio esaudirà qualsiasi sua richiesta?
Quando Dio
NON esaudisce quella preghiera, la fede di quel credente viene fortemente
scossa. Egli sta molto male, e solitamente, o cade in grave depressione
spirituale, oppure, si arrabbia con Dio. Perciò credendo a quella menzogna quel
credente rimane deluso di Dio.
Giov. 15:5-7,16
Quindi, è
importante capire il senso vero dei principi di Giovanni 14. Per capire meglio
questo discorso, esaminiamo qualche altro brano in cui Gesù parla della
preghiera. Questi brani fanno parte del contesto di Giovanni 14.
Giovanni
15:5-7
“5 Io sono
la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro,
porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non
dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si
raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie
parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giov
15:5-7)
Qui, Gesù
insegna che dobbiamo dimorare in Lui, e che lo scopo è affinché possiamo
portare molto frutto. Poi, Egli dichiara che solamente se dimoriamo in Lui e se
le sue parole dimorano in noi, sarà fatto quello che domandiamo.
Questa è una
condizione importantissima. “Dimorare in Cristo” significa essere in una
condizione di umiltà, di santità di vita e di sottomissione alla sua volontà.
Quando le parole di Cristo dimorano in noi, esse ci esortano a conoscere e a
seguire la Parola di Dio. Quindi, non viviamo più per la nostra volontà, ma per
la sua.
Solamente se
ci ritroviamo in questa condizione possiamo domandare a Dio quello che vogliamo
e ci sarà fatto, perché significherà che domanderemo quella che è la volontà di
Dio.
Un altro
versetto importante è Giovanni 15:16
“Non siete
voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché
andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che
chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giov 15:16)
Gesù
risponde alle nostre preghiere quando servono per portare frutto che rimane in
eterno.
Ostacoli alle nostre preghiere
È importante
menzionare alcuni ostacoli alle nostre preghiere.
L'orgoglio
Una cosa che
ostacola sempre la preghiere è l'orgoglio. Se abbiamo orgoglio, Dio si
allontana da noi.
“Il SIGNORE
è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.”
(Sal 34:18)
Quando
abbiamo orgoglio non confessato, Dio resta lontano da noi. Possiamo fare bella
figura davanti agli altri, possiamo apparire di essere zelanti, possiamo
pregare tanto, ma sarà tutto inutile, tutto invano. Fino a quando non
confessiamo il nostro orgoglio, Dio resterà lontano da noi.
Mancanza di fede
Un altro
ostacolo alle nostre preghiere è la mancanza di fede, come leggiamo in Giacomo
1.
“5 Se poi
qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti
generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede,
senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal
vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal
Signore,” (Giac 1:5-7)
Questo brano
ci insegna l'importanza della fede. Chiaramente, dobbiamo ricordare le altre
verità che abbiamo visto. Se prego qualcosa che non è secondo la volontà di
Dio, posso avere la fede più grande del mondo, ma Dio non mi risponderà. Però,
dall'altro lato, quando preghiamo secondo la volontà di Dio, è importante avere
fede in Dio. Così, Dio viene glorificato, e noi saremo edificati.
La Preghiera fatta con egoismo
Abbiamo già
menzionato prima che Dio non risponde alle preghiere fatte con egoismo, cioè,
alle preghiere attraverso le quali vogliamo ottenere qualcosa NON per la gloria
di Dio, ma perché è il nostro desiderio.
Questo è ciò
che ci dice Giacomo 4, quando parla delle preghiere fatte per spendere nei
piaceri. Dobbiamo pregare, invece, per la gloria di Dio.
Come conoscere la volontà di Gesù
Visto che la
preghiera che Dio esaudisce è quella preghiera fatta secondo la sua volontà,
come possiamo sapere qual'è la volontà di Dio?
Dio ci ha
già rivelato molto della sua volontà, e ci insegna anche il modo in cui pregare
quando non la conosciamo.
Prima di
tutto, come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio?
Sappiamo quasi sempre quello che vorremmo noi, ma come dobbiamo pregare quando
non siamo sicuri della volontà di Dio?
Gesù stesso
ci dà un esempio di come pregare in questi casi in Matt. 26:39; Marco 14:36;
Luca 22:42. Leggo da Matteo.
“E, andato
un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre
mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio
io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39)
Nella sua
umanità, Gesù non voleva affrontare la sofferenza che sapeva di dover subire
sulla croce. Però, il suo desiderio più forte rispetto al non voler subire
quelle sofferenze, fu quello di voler fare la volontà del Padre. Quindi, ha
esposto a Dio il suo desiderio, ma chiese che fosse fatta la volontà di Dio.
Ed è così
che anche noi dobbiamo pregare, quando non conosciamo con certezza la volontà
di Dio in una certa situazione. Certamente possiamo portare tutti i nostri pesi
a Dio, e anche dirGli quello che sarebbe il nostro desiderio, però poi dobbiamo
confidare nella sua perfetta saggezza, e chiedere che sia fatta la Sua volontà.
Conclusione
La preghiera
è una parte essenziale della vita cristiana e della nostra crescita. La
preghiera è la nostra comunicazione con Dio, mentre lo studio della Bibbia è
ascoltare Dio che ci parla.
E importante
pregare, però, è importante pregare nel modo che Dio stabilisce, per le cose
giuste. L'unico vero accesso a Dio che abbiamo è quello per mezzo di Gesù, per
merito di Cristo. Non solo, ma dobbiamo pregare secondo la SUA volontà, non
secondo la nostra. Quando non siamo sicuri della volontà di Dio, è importante
accettare la sua volontà, anche se è il contrario di quello che vorremmo noi.
Infatti noi non sappiamo qual è la cosa migliore. Dobbiamo avere fede che la
volontà di Dio è la cosa perfetta, anche se non siamo in grado di capire tutto
quello che Dio sta facendo. Preghiamo, chiedendo che la volontà perfetta di Dio
sia fatta!
Preghiamo
poi con fede, fede che Dio ci ascolta e ci esaudisce sempre, secondo la sua
perfetta volontà.
Non
dimentichiamo che la preghiera non serve solo per fare richieste a Dio. Anche
il ringraziamento ne è una parte molto importante. Inoltre, la preghiera serve
anche per confessare i nostri peccati. E serve poi principalmente per chiedere
che Dio sia glorificato. Le nostre richieste dovrebbero sempre essere per la
gloria di Dio.
Oh che
possiamo diventare un popolo che prega sempre di più, non vedendo Dio come un
servo celeste che esiste per darci quello che vogliamo noi, ma essendo spinti
dal desiderio di vedere il nostro grande Dio glorificato! La nostra vera gioia,
quella che ci riempirà per tutta l'eternità, consisterà nel vedere Dio
glorificato. Quindi, che la gloria di Dio sia il desiderio del nostro cuore!
Marco deFelice
"Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste" (1 Giovanni 5:14-15)
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Un sermone pronunciato il sabato mattina del 2 settembre 1855
dal REV. C. H. Spurgeon
presso la New Park Street Chapel, Southwark
"Ma noi siamo in obbligo di rendere del continuo grazie
di voi a Dio, fratelli amati nel Signore, perché Dio fin dal principio vi ha
eletti a salvezza mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella
verità. A questo egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro Evangelo, onde
giungiate ad ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo" (2 Tessalonicesi
2:13,14) Anche se sull'argomento non ci fosse che quest'unico testo
nella santa Parola di Dio, penso che noi tutti dovremmo essere tenuti a
ricevere e riconoscere la veracità della grande e gloriosa dottrina che Dio,
dall'eternità si è scelto una sua famiglia. Sembra, però, esserci contro questa
dottrina un inveterato pregiudizio e, anche se la maggior parte delle altre
dottrine saranno generalmente accettate dai cristiani professanti, alcune con
cautela, altre con gioia, tuttavia questa sembra essere la più ignorata e la
più avversata. In molti dei nostri pulpiti sarebbe considerato persino un grave
peccato ed un tradimento predicare un sermone sull'elezione, perché per molti non sarebbe un discorso "pratico". Io credo che abbiano frainteso la verità in essa.
Tutto ciò che Dio ha rivelato lo ha rivelato per uno scopo. Non vi è
nulla nella Scrittura che non possa, sotto l'influenza dello Spirito di Dio,
essere trasformato in un discorso pratico, perché "tutta la Scrittura è ispirata da
Dio, e quindi utile..." per alcuni scopi di utilità spirituale. E' vero che
questo argomento non può certo essere trasformato in un discorso sullibero arbitrio, lo sappiamo molto bene, ma può essere finalizzato
in un "pratico" discorso sull'annunzio della grazia di Dio, e la "pratica" che si basa
sull'annunzio della grazia è la pratica migliore, quando le vere dottrine
dell'immutabile amore di Dio vengono usate per raggiungere un risultato nel cuore
sia dei santi che dei peccatori.
Ora spero, questa mattina, che alcuni di voi, turbati al solo sentire pronunziare questa
parola, diranno: "Va bene, ascoltiamolo. Metterò da parte i miei pregiudizi. Mi limiterò a sentire quello che quest'uomo ha da dire". Non chiudete subito le
vostre orecchie per dire: "E' una dottrina troppo alta". Chi vi ha autorizzato a chiamarla alta o bassa? Perchè dovreste opporvi ad una dottrina di Dio? Ricordatevi di quello che avvenne a quei bambini che trovarono da ridire sul profeta di Dio, ed esclamarono: "Sali, calvo! Sali, calvo!". Non dite nulla contro le dottrine di Dio, affinchè qualche bestia feroce non esca dalla foresta e divori anche voi. Guai a coloro che si
fanno beffa della sapienza di Dio o si mettono a sindacare l'opportunità di ciò
che Dio rivela. Ci sono tanti guai rispetto all'aperto giudizio del cielo.
Lasciate da parte i vostri pregiudizi: ascoltate con
calma, ascoltate spassionatamente: ascoltate ciò che la Scrittura dice; e
quando ricevete la verità, se Dio dovesse compiacersi di rivelarla e di
manifestarla alla vostra anima, non abbiate vergogna di confessarlo
apertamente. Confessare di avere sbagliato ieri è solo riconoscere di essere
più saggi oggi, e invece di essere una riflessione su voi stessi, farà onore al vostro giudizio, e mostrerà che state migliorando
nella conoscenza della verità. Non vergognatevi di imparare, e di mettere da parte le vecchie dottrine e i punti di vista, ma accogliete quello che potete capire più semplicemente, e che si trova nella Parola di Dio. Ma se non vedete che si trova qui, nella Bibbia, qualunque cosa possa dire io o qualunque autorità io possa far valere, io vi esorto, per amore delle vostre anime, di rifiutarla, e se, da questo pulpito, avete mai sentito cose contrarie a questa Sacra Parola, ricordate che la Bibbia deve avere il primato, ed il predicatore deve
esservi sottoposto. Per predicare non dobbiamo stare al di sopra della Bibbia,
ma dobbiamo predicare con la Bibbia sulle nostre teste! Dopo tutto quello che abbiamo
predicato, siamo sempre più consapevoli che il monte della verità è più alto di
quanto i nostri occhi possano scorgere; la vetta è coperta da nubi e oscurità, e non possiamo distinguere la sua cima più alta; ciononostante cercheremo di predicarla meglio
che possiamo.
Poichè, però, siamo mortali e quindi passibili di errore,
esercitate il vostro discernimento. «Provate gli spiriti per vedere se sono da
Dio» e se, dopo matura riflessione, fatta in ginocchio, sarete ancora inclini a
respingere l'idea dell'elezione, cosa che ritengo assolutamente
impossibile, allora abbandonatela, non ascoltate quando la predicano, ma credete e
professate tutto ciò che vedete essere Parola di Dio. Io non posso dire più di così come premessa.
In primo luogo parlerò un poco riguardo alla veridicità di
questa dottrina: «Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza». In seguito cercherò di dimostrare come questa elezione sia assoluta: «Dio fin dal
principio vi ha eletti a salvezza» non «per la santificazione», ma: «mediante
la santificazione dello Spirito e la fede nella verità». In terzo luogo parlerò del perchè questa
elezione sia eterna poichè il testo dice: «Dio fin dal principio
vi ha eletti a salvezza». In quarto luogo dirò perchè essa è personale: «Egli ha
eletto voi». Poi considereremo gli effetti di questa dottrina, vedremo che cosa produce realmente; e, infine, se Dio lo vorrà, cercheremo di
considerare le sue tendenze, per vedere se è vero che si tratta di una dottrina terribile e
licenziosa. Noi prenderemo il fiore e, come vere api, cercheremo di vedere se ci sia del miele in essa; se nulla di buono può arivare da essa o se si tratta di puro male concentrato.
I. Una dottrina vera
In primo luogo devo riuscire a dimostrare che si tratta di
una dottrina vera. Lasciate che inizi con un argumentum ad hominem, vi parlerò secondo le vostre posizioni. Ci sono alcuni di voi che appartengono alla Chiesa d'Inghilterra e io sono felice di vedere così tanti di voi qua presenti. Sebbene da ora in poi, io dirò delle cose molto dure sulla Chiesa e lo Stato, malgrado tutto amo la vecchia Chiesa, perchè ella ha nella sua comunione molti ministri devoti e santi eminenti. Ora, so che siete grandi credenti in quanto gli Articoli dichiarano una sana dottrina. Vi leggerò, ora, un campione di ciò che essi proferiscono a riguardo dell'elezione, così che se tu credi in loro, non puoi evitare la ricezione dell'elezione. Leggerò una porzione dell'Articolo 17 sulla Predestinazione o Elezione: "La predestinazione alla vita è il proposito eterno di Dio (fu stabilito prima della fondazione del mondo) per cui, Egli ha, nel continuo, decretato attraverso il Suo consiglio segreto per noi, di liberare, dalla maledizione e dalla dannazione, quelli che Egli ha eletti in Cristo, traendoli fuori dal genere umano, per portarli attraverso Cristo alla salvezza eterna, come vasi creati ad onore. Di conseguenza, quelli che sono stati rivestiti di tanta perfezione a beneficio di Dio, sono stati chiamati secondo il proposito di Dio attraverso il Suo Spirito che opera nella debita stagione, essi attraverso la grazia obbediscono alla chiamata, essi sono giustificati gratuitamente, essi sono traformati in figli di Dio attraverso l'adozione, essi sono trasformati come l'immagine del Suo Figlio Unigenito Gesù Cristo, essi camminano religiosamente in buone opere, e alla fine, attraverso la misericordia di Dio, giungono alla felicità eterna." Ora io credo che, qualsiasi uomo di chiesa, se è un sincero e onesto credente nella Madre Chiesa, debba essere uno scrupoloso credente dell'elezione. Vero che qualora egli si rivolga a certe altre porzioni del Libro delle Preghiere, egli troverà cose contrarie alla dottrina della gratuita grazia, e interamente a parte dall'insegnamento scritturale, ma se egli guarda agli articoli, deve vedere che è Dio che ha scelto il Suo popolo per la vita eterna. Io non sono così disperatamente innamorato, tuttavia, di questo libro, come potete essere voi, e ho solo usato questo articolo per mostrarvi che se si appartiene alla Chiesa di Inghilterra voi non dovreste opporre nessuna obiezione a questa dottrina della predestinazione.
Un'altra autorità umana che vorrei addurre per confermare la
dottrina dell'elezione è il vecchio credo valdese. Se leggete il credo degli
antichi valdesi, emanato da loro nei tempi più caldi della loro persecuzione,
vedrete che questi confessori della fede cristiana hanno fermamente ricevuto e abbracciato questa dottrina
come una parte integrante della verità della Parola di Dio. Ho copiato da un vecchio libro uno degli articoli della loro fede. Ecco cosa dice:
"Noi crediamo... che Dio salva dalla corruzione e dalla
condanna quelli che Egli ha eletto dinanzi la fondazione del mondo, non
per alcuna buona disposizione alla fede o alla
santità che Egli previde in loro, ma per la sua stessa pura misericordia in Gesù Cristo, Suo figlio, lasciandovi
gli altri secondo la ragione sovrana e irreprensibile della Sua propria liberà volontà e
giustizia."
Non sto predicando quindi alcuna novità; non si tratta di
una nuova dottrina. A me piace proclamare queste forti e vecchie dottrine, che sono state chiamate con il nomignolo di 'calvinismo', ma che sono in modo certo ed
autentico verità rivelata di Dio come è in Gesù Cristo. Con questa verità io
faccio un pellegrinaggio nel passato, e nel camminare, vedo padre della fede
dopo padre, confessore dopo confessore, martire dopo martire, che si levano a stringere le loro mani alle mie. Se io fossi
un Pelagiano, o un credente nella dottrina del libero arbitrio, dovrei
camminare da solo per secoli. Ecco qui e là un eretico, dal carattere veramente poco onorevole, che potrebbe sorgere e chiamarmi fratello. Ma prendendo
queste cose come canone della mia fede, io vedo la terra degli antichi popolata
con i miei fratelli; vedo moltitudini che confessano la stessa fede che confesso
io, e riconoscono che questa è la religione della stessa Chiesa di Dio.
Vi voglio anche dare un estratto da una vecchia Confessione
battista. In questa comunità siamo battisti, la maggior parte di noi, in ogni
caso, e vogliamo vedere quello che i nostri stessi padri scrissero. Circa due secoli fa i
battisti si riunirono, e pubblicarono gli articoli della loro
fede per mettere fine a certe accuse che venivano loro fatte e che mettevano in
questione la loro ortodossia. Così vado a questo vecchio libro, La Confessionedi FedeBattistadel 1689, e vi leggo quanto segue:"3° Articolo: Per decreto di Dio, per la manifestazione
della Sua gloria, alcuni uomini ed angeli sono stati predestinati, o
preordinati, alla vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, a lode della Sua grazia
gloriosa; altri sono stati lasciati ad agire nei loro peccati alla loro giusta
condanna, a lode della Sua gloriosa giustizia. Questi angeli e questi uomini, in tal modo predestinati e preordinati, sono così designati in modo particolare ed
immutabile, e il loro numero è così certo e definito, che non può essere né
aumentato né diminuito. Quelli dell'umanità che sono stati predestinati alla vita,
Dio, prima della fondazione del mondo, secondo il Suo eterno ed immutabile proposito,
ed il segreto consiglio ed il beneplacito della Sua volontà, ha eletti in Cristo all'eterna gloria,
sulla base soltanto della Sua libera grazia ed amore, senza alcuna altra cosa
nella creatura stessa che potesse essere considerato condizione o causa a che
Lui così si muovesse." Per quanto riguarda queste tre autorità umane, non mi interessa nulla di nessuna delle tre. Non mi importa quello che dicono pro o contro questa dottrinale ho usate solo come una
sorta di conferma alla vostra fede per mostrarvi che, anche se posso per questo
venire chiamato eretico o iper-calvinista, dopo tutto sono sostenuto da ampie
evidenze che mi appoggiano dall'antichità.Tutto il passato sta con me. Io non mi curo del presente. Datemi il passato e spererò nel futuro. Lasciate che il presente sorga mio malgrado, non mi interessa. Sebbene che un gran numero delle chiese di Londra possono aver abbandonato le grandi dottrine cardinali di Dio, non ha importanza.
Anche se un pugno solo di noi stesse incrollabilmente fermo
nell'affermazione della sovranità di Dio, se noi fossimo assediati da nemici, e
fra questi, ci fossero persone che pur dovrebbero essere nostri fratelli e nostri amici, non importa, se noi
possiamo tuttavia contare sul passato, su questo nobile esercito di martiri, su
questa gloriosa schiera di testimoni, questi soli amici ci bastino: la
testimonianza della verità sta dalla nostra parte. Se questi sono dalla nostra
parte, non possiamo dire di essere soli, ma possiamo esclamare: "Dio ha
lasciato in Israele un resto di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio
non s'è piegato dinanzi a Baal". La cosa più importante è però che Dio è con noi!
La grande verità è sempre la Bibbia, e la Bibbia sola. Voi
che mi ascoltate, voi non credete in altri libri che la Bibbia, non è vero? Se
io potessi provare questo che dico attraverso tutti i libri della Cristianità; se potessi ricuperare
l'antica biblioteca di Alessandria d'Egitto, e provarlo attraverso essa, non per questo
vi credereste, certamente però crederete a quanto sta scritto nella Parola di
Dio.
Ho scelto solo alcuni testi da leggervi. Se scorgessi in voi il
minimo segno di incredulità al riguardo di una dottrina come questa, sarei
tentato di moltiplicarvi prove su prove affinché non ne dubitaste. Permettetemi
però solo di scorrere una lista di brani biblici dove il popolo di Dio è
chiamato eletto. Naturalmente se un popolo è detto eletto, ci deve certo
essere un'elezione. Se Gesù Cristo e gli apostoli avevano l'abitudine di
chiamare i credenti col titolo di 'eletti', dobbiamo certamente credere che in
realtà lo fossero, altrimenti il termine non avrebbe significato alcuno.
Gesù Cristo disse: "E se il Signore non avesse
abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagione dei suoi propri
eletti, egli ha abbreviato quei giorni... perché sorgeranno falsi cristi e
falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche
gli eletti... ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai
quattro venti, dall'estremo della terra all'estremo del cielo"(Marco 13: 20, 22, 27)."E
Dio, non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e
sarà egli tardo per loro?"(Luca 18:7) ...e tanti altri brani che potrebbero essere
scelti laddove viene usata o la parola "eletto", o
"scelto", o "preordinato", o "destinato"; o
ancora la frase "il mio gregge", o altre di simile intonazione, che
mostrino come il popolo di Cristo venga distinto dal resto
dell'umanità.
Avete però delle concordanze, e non vi tedierò ulteriormente
con testi.
Ovunque nelle epistole, i santi vengono costantemente
chiamati "eletti". In Colossesi troviamo Paolo che dice: "Vestitevi
dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di tenera compassione"; quando
scrive a Tito egli definisce sé stesso: "Paolo, servitore di Dio e apostolo
di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio". Pietro dice: "Eletti
secondo la prescienza di Dio Padre". Poi se vi rivolgete a Giovanni,
trovate come egli ami molto questa parola: "L'anziano alla signora
eletta... i figlioli della tua sorella eletta ti salutano". E noi sappiamo
dove sta scritto: "La chiesa che è in Babilonia, eletta come voi...".
Tutti questi apostoli non si vergognavano di questa parola, non avevano paura
di parlarne.
Oggi invece la parola è stata rivestita con diversità di
significato, e molti hanno mutilato e sfigurato questa dottrina, tanto da farla
sempre più considerare una "dottrina diabolica". Ho l'impressione
però che pure molti che si considerano credenti siano piuttosto da contarsi fra
i ranghi degli antinomisti.
Ma nonostante questo perché dovrei vergognarmi di essa, se sono gli uomini che la distorcono? Noi amiamo la verità di Dio anche quando subisce
persecuzioni, non soltanto quando è rispettata da tutti. Di solito amiamo molto
il martire che sappiamo essere perseguitato, e solidarizziamo con lui, così,
quando la verità di Dio è parimente perseguitata, non la chiameremo menzogna. Molti
amano vedere questa dottrina al rogo, ma noi la amiamo anche se è messa sul
rogo, perché possiamo discernere quali avrebbero dovuto essere le sue debite
proporzioni se non fosse stata perseguitata e torturata dalla crudeltà e dalle
invenzioni degli uomini.
Se leggerete molte delle epistole degli antichi padri
troverete come essi scrivano sempre al popolo di Dio chiamandolo
"l'eletto". Indubbiamente il termine "elette" faceva parte
del vocabolario che molte delle Chiese dei primi cristiani usavano costantemente per definirsi tra loro. Essi spesso usavano
questo termine per riferirsi l'uno all'altro, il che mostra che si credeva
normalmente che tutto il popolo di Dio dovesse essere considerato apertamente
"eletto".
Ora però consideriamo i versetti in grado di provare questa
dottrina in positivo. Aprite le vostre Bibbia ed andate a Giovanni 15:16, dove
troverete che Gesù Cristo abbia sovranamente scelto il suo popolo, perchè Egli dice: "Non
siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente, affinché
tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome Egli ve lo dia". Poi nel
versetto 19: "Se foste del mondo, il mondo amerebbe qual ch'è suo; ma
perché non siete del mondo, ma io v'ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia
il mondo".
Poi nel capitolo 17, versi 8 e 9: "...poiché le parole
che tu mi hai date, le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno
veramente conosciuto ch'io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai
mandato. Io prego per loro, non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai
dato, perché sono tuoi".
Ora andate ad Atti 13:48: "E i Gentili, udendo queste
cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che
erano ordinati a vita eterna credettero". Possono cercare di spaccare il
capello in due o in tre parti fin che vogliono, ma esso dice chiaramente:
"tutti quelli che erano ordinati a vita eterna credettero", come pure
lo fa nell'originale, e non ci importa di tutti i commentari più diversi che sono
stati fatti su questo versetto.
Certamente è superfluo rammentarsi di Romani 8, perché credo
che siate ormai familiarizzati con quel capitolo, e che ora lo comprendiate
bene. Nel versetto 29 e seguenti, esso dice: "Poiché quelli che egli ha
preconosciuti li ha pure predestinati ad essere conformi all'immagine del suo
Figliolo, ond'egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha
predestinati li ha pure chiamati, e quelli che ha chiamati li ha pure
giustificati, e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati" Che
diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Colui
che non ha risparmiato il suo proprio Figliolo, ma l'ha dato per tutti noi,
come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di
Dio? Iddio è quel che li giustifica".
Sarebbe pure superfluo ripetere tutto il capitolo 9 di
Romani. Fintanto che questo capitolo rimane nella Bibbia, nessuno sarà in grado
di provare l'arminianesimo; fintanto che rimane scritto là, nemmeno il più
violento contorcimento del brano sarà mai in grado di sterminare la dottrina
dell'elezione dalle Scritture. Leggiamo versi come questo: "...poiché
prima che fossero nati o che avessero fatto alcunché di bene o di male,
affinché rimanesse fermo il proponimento dell'elezione di Dio, che dipende non
dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama, le fu detto: Il maggiore
servirà al minore". Poi leggete il versetto 22: "E che v'è mai da
replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza,
ha sopportato con molta longanimità dei vasi d'ira preparati per la perdizione,
e se per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di
misericordia che aveva già innanzi preparati per la gloria...".
Poi andate a Romani 11:7: "Che dunque? Quel che Israele
cerca, non l'ha ottenuto, mentre il residuo eletto l'ha ottenuto, e gli altri
sono stati indurati". Nel versetto 5 dello stesso capitolo, leggiamo: "E così
anche nel tempo presente v'è un residuo eletto secondo l'elezione della
grazia". Senza dubbio voi tutti ricordate il brano di 1 Corinzi 1:26-29:
"Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra voi
molti savi secondo la carne, non molti sapienti, non molti nobili; ma Dio ha
scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi; e Dio ha scelto le cose
deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del
mondo, e le cose sprezzate, anzi, le cose che non sono, per ridurre al niente
le cose che sono, affinché nessuna carne si glori nel cospetto di Dio".
Ancora, ricordate il brano di 1 Tessalonicesi 5:9:
"Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottenere salvezza per
mezzo del Signor nostro Gesù Cristo". E poi voi avete il testo della
predica di quest'oggi, il quale già sarebbe abbastanza. Se poi ne vorrete di
più, ne troverete a piacimento, se ancora non avete rimosso il vostro sospetto
che la dottrina non sia vera.
Mi sembra, amici miei, che questa impressionante serie di versetti dovrebbe far vacillare coloro che persistono a ridere di questa dottrina. Che
dire di coloro che così spesso l'hanno disprezzata, che hanno negato la sua divinità,
che hanno inveito alla sua giustizia, che hanno osato sfidare Dio chiamandolo
un'onnipotente tiranno, quando hanno udito del fatto che lui ha eletto così tanti a
vita eterna? Potresti tu, o oppositore, gettarla fuori dalla Bibbia? Potresti
tu prendere il coltello di Jehudi e tagliarla via dalla Parola di Dio? Saresti
tu come quella donna ai piedi di Salomone che avrebbe preferito tagliare il
bambino in due per poi prenderne una metà. Non è forse questa dottrina nella
Scrittura? Non è forse tuo dovere di piegartii di fronte ad essa, ed umilmente
accettare quello che non comprendi e riceverla come verità? Riceverla come verità anche se non ne
comprendi appieno il significato?
Non cercherò di provarti la giustizia di Dio nell'eleggere
alcuni e nel lasciarne da parte altri: non è compito mio giustificare il mio
Signore. Si difende da solo. Dice infatti: «O uomo, chi sei tu che replichi a
Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il
vasaio non ha egli potestà sull'argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso
per uso nobile, e un altro per uso ignobile?»". «Guai a colui che dice a
suo padre: Perché generi? e a sua madre: Perché partorisci?". Io sono il
Signore, il tuo Dio. Io creo la luce e creo le tenebre, io, il Signore, faccio
tutte queste cose. Chi sei tu che replichi a Dio? Tremate, e baciate lo scettro
della sua sovranità, inchinatevi e sottomettetevi a lui; non impugnate la sua
giustizia, non denunciare i suoi atti difronte al tribunale, o uomo!
Ci sono però alcuni che dicono: "E' difficile per Dio
scegliere alcuni e lasciarne altri". Ora vi farò una domanda. C'è qui
qualcuno quest'oggi che desidera essere santo, che desidera essere rigenerato,
che desidera abbandonare il peccato e camminare in santità di vita? "Si,
c'è", dice uno, "Io si". Allora Dio ti ha eletto.
Un altro però dice: "No, non desidero essere santo, non
voglio abbandonare la mia concupiscenza e i miei vizi". Perché allora
dovresti lamentarti se Dio non ti ha eletto? Perché se tu fossi eletto, questo
non ti aggraderebbe affatto, secondo quello che tu stesso hai affermato. Se
Dio, questa mattina, ti scegliesse per essere santo, tu diresti che questo non
ti interessa. Non riconosci che preferisci l'ubriachezza alla sobrietà, la
disonestà all'onestà. tu ami i piaceri di questo mondo molto di più della
religione; perché allora dovresti lamentarti se Dio non ti ha scelto per la
religione? Se ami la religione, allora Dio ti ha scelto. Se la desideri, allora
Dio ti ha destinato ad essa. Se non la desideri, che diritto hai tu di dire che
Dio ti avrebbe dovuto dare quello che a te nulla importa?
Supponi che ora ho in mano qualcosa che non ti interessa
affatto, e che io lo dia a questa o quella persona, sarebbe stupido che tu ti
lamentassi del fatto che non l'abbia dato a te. Sarebbe veramente stupido
lamentarsi del fatto che qualcun altro abbia ricevuto qualcosa di cui a te nulla
importa. Secondo quello che tu stesso hai affermato, molti di voi non
desiderano la religione, non desiderano un nuovo cuore ed uno spirito giusto,
non desiderano il perdono dei loro peccati, non desiderano la santificazione,
non desiderano essere eletti per queste cose: e allora, perché lamentarsene? Tu
consideri queste cose come pula, e allora perché ti lamenti che Dio abbia
dato queste cose a coloro che egli ha scelto?
Se credi che queste cose siano buone e quindi desiderabili,
eccole, sono là per te. Dio dà generosamente a tutti coloro che desiderano da
lui questi buoni doni; anzi, prima di tutto, Egli fa in modo che le desiderino, altrimenti mai
le vorrebbero. Se tu ami queste cose, Dio ti ha eletto in vista di ottenerle;
ma se non le ami, perché dovresti accusare Dio che non te le dia, quando è la
tua stessa disperata volontà che ti impedisce di amarle, il tuo semplice ego
che fa si che tu le odi?
Supponete che un uomo dica: "Che peccato che io non
abbia un posto in quella chiesa per udire ciò che quell'uomo ha da dire".
E supponete che dica: "Io odio quel predicatore; non posso sopportare le
sue idee; ma è una vergogna che io non abbia un posto per sedere là". Vi
aspettereste che un uomo direbbe questo? No, direste subito: "A quel tizio non importa nulla di udire quel predicatore. Perché mai si lamenta che altri
abbiano ciò che essi valorizzano e lui disprezza?" A te non piace la
santità, a te nulla importa di essere a posto con Dio: se Dio mi ha eletto a
queste cose, forse ti ha danneggiato se non l'ha fatto anche con te?
"Ah, ma", dicono alcuni, "io pensavo che
significasse che Dio ha eletto alcuni per il paradiso ed altri per
l'inferno". Questo però è cosa molto diversa dalla dottrina evangelica.
Egli ha eletto delle persone in vista della santità e della giustizia, e questo
conduce in paradiso. Non devi dire che egli abbia semplicemente eletto alcuni
al paradiso ed altri solo all'inferno. Egli ti ha eletto in vista della
santità, se ami la santità. Se qualcuno di voi ama trovare salvezza in Gesù
Cristo, Gesù Cristo vi ha eletti ad essere salvati. Se qualcuno di voi desidera
essere salvato, allora sei stato eletto per avere salvezza, se lo desideri
sinceramente e di tutto cuore. Ma, se non lo desideri, perché mai dovresti
essere così stupido da lamentarti se Dio ha dato ad altri quello che a te non
piace?
II. Un'elezione assoluta
Ho così cercato di dire qualcosa al riguardo della verità
della dottrina dell'elezione. Ora lasciate che brevemente dica che l'elezione è
assoluta, cioè che essa non dipende da ciò che noi siamo.
Il testo dice: «perché Dio fin dal principio vi ha
eletti a salvezza»; ma i nostri oppositori dicono che Dio sceglie persone perchè sono buone, che le sceglie sulla base di opere varie che essi hanno fatte. Ora, ci chiediamo, in risposta a questo, quali sono le opere in
base alle quali Dio eleggerebbe il Suo popolo?
Sono forse quelle che vengono comunemente chiamate
"opere della legge", opere di obbedienza a Dio compiute dalle sue
creature? Se è così vi possiamo rispondere: se non è possibile essere
giustificati dalle opere della legge, ci sembra chiaro che non è possibile
essere eletti sulla base delle opere della legge; se non si può essere
giustificati sulla base delle buone opere, non è possibile nemmeno essere
salvati su questa base. Allora il decreto dell'elezione non avrebbe potuto essere
stato fatto sulla base delle buone opere.
"Ma," dicono altri, "Dio li ha scelti in previsione
della loro fede". Ora, è Dio che dona la fede, quindi essi non potrebbero
essere giustificati sulla base di una fede che Egli stesso ha provvisto. Mettiamo
che vi siano venti mendicanti sulla strada e che io decida di dare ad uno di
loro uno scellino, e che io lo abbia scelto affinché potesse avere uno scellino.
L'ho forse scelto perché ho previsto che lui avrebbe avuto quello scellino? Un
ragionamento simile non avrebbe alcun senso. Allo stesso modo, dire che Dio
elegge delle persone perché prevede che abbiano fede, il che è potenziale
salvezza, sarebbe troppo assurdo ascoltarlo anche per un solo momento.
La fede è dono di Dio. Ogni virtù proviene da Lui. Quindi
essa non può essere funzionale alla Sua scelta, perché è Suo dono.
L'elezione, ne siamo certi, è un dato assoluto e prescinde dalle virtù che i
santi ottengono solo in un secondo tempo. Chi più di Paolo è stato così santo e
devoto? Chi più di Pietro è stato così coraggioso? Chi altrettanto amorevole di
Giovanni? Essi però non pretendono nulla da Colui che così li ha fatti. Non ho
mai veduto un santo di qualsiasi denominazione fosse, che avesse pensato di
essere stato salvato da Dio in quanto egli avesse previsto che essi avrebbero
avuto queste virtù e questi meriti.
Ora, fratelli miei, i migliori gioielli che un santo mai
indossi, se essi sono di sua propria fattura, non saranno mai purissimi, ma
saranno sempre mescolati con elementi spuri. Le migliori grazie che mai
possediamo hanno sempre qualcosa che le rende sospette. Sentiamo questo anche se fossimo il più raffinati possibile, i più santificati; e il nostro parlare sia sempre:
"Io sono il primo fra i peccatori; Gesù è morto per
me".
La nostra unica speranza, la nostra unica supplica, dipende
sempre dalla grazia come è stata manifestata nella persona di Gesù Cristo. E
sono sicuro che dobbiamo respingere in modo assoluto ogni pensiero che le
grazie che possediamo, che sono doni del nostro Signore, che Lui stesso ha
prodotto in noi, possano mai essere state causa motivante del Suo amore. Noi
dobbiamo cantare sempre:
"Che mai era in noi che potesse stima meritare,
o dar delizia al Creatore?
Se tu ci hai amato, noi sempre canteremo,
è perché questo ti sembrava bene agli occhi tuoi".
"Io avrò misericordia di chi avrò misericordia"; Egli salva
perché vuole salvare, e se mi chiedi perché Dio mi salva, io posso solo
rispondere: perché Lui lo ha desiderato. C'era forse in me qualcosa che mi poteva
raccomandare agli occhi di Dio? No. Rinuncio ad ogni pretesa: non c'è nulla che
possa vantare io ai suoi occhi. Quando Dio mi ha salvato, io ero un essere abietto,
perduto e rovinato. Giacevo davanti a lui come un bambino nel suo sangue.
Davvero io non avevo potere alcuno per aiutare me stesso. Quanto mi sentivo
miserabile! Magari tu hai avuto qualcosa che ti raccomandava presso Dio, io no.
Io sarò contento di essere salvato per grazia, pura grazia. Non posso vantare
merito alcuno. Se tu puoi farlo, io no. Io debbo cantare:
"Sola grazia, dal principio alla fine,
ha conquistato il mio affetto e conservato finalmente la mia
anima".
III. Un'elezione eterna
Poi, in terzo luogo, questa elezione è eterna. «perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza». Può qualcuno dirmi
quandè stato il principio? Andiamo indietro nel tempo, quando furono creati i
mondi e conformati i sistemi; ancora non avremmo raggiunto il principio.
Fintanto che andiamo al tempo in cui tutto l'universo dormiva nella mente di
Dio, come ancora non formato, fintanto che noi non entriamo nell'eternità, dove
Dio, il Creatore, viveva da solo, ed ogni cosa dormiva in Lui, tutta la
creazione che riposava nel potente e gigantesco pensiero divino, noi ancora non
avremmo indovinato quando fosse il principio. Possiamo andare indietro,
indietro, indietro, era dopo era. Possiamo andare indietro per eternità ed
eternità (se questa parola ha un senso), ed ancora mai si potrebbe raggiungere il
principio. Le nostre ali si stancherebbero, la nostra immaginazione giungerebbe
alla fine. Potessimo spogliare il fulmine della sua maestà, potere, e rapidità,
anch'esso si stancherebbe prima che potesse raggiungere il principio.
Dio però fin dal principio ha scelto il Suo popolo; quando
l'etere non ancora solcato non era ancora stato mosso dal vento prodotto dalle
ali di un singolo angelo, quando lo spazio non conosceva spiaggia, quando
regnava il silenzio dell'universo, e nemmeno una voce o un sussurro aveva
turbato la solennità di quel silenzio; quando non c'era essere alcuno, nessun
movimento, nessun tempo, nulla se non Dio soltanto, da solo nella Sua eternità,
quando ancora era privo delle canzoni degli angeli, senza il servizio resogli
da un solo cherubino; prima che qualsiasi creatura fosse nata; quando "al principio c'era
solo la Parola", quando al principio il popolo di Dio era uno con la
Parola, "Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza".
La nostra elezione, quindi, è eterna. Non mi fermerò a
provarlo; scorro solo questi pensieri in favore dei giovani che iniziano il
cammino della fede, affinché possano intendere che cosa sia un'elezione
assoluta ed eterna.
IV.Un'elezione personale
L'elezione è poi personale. Gli oppositori del
concetto di elezione, qui, hanno cercato di negarla dicendoci che si tratta di
un'elezione di nazioni, e non di persone. Qui però l'apostolo dice: «perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza», ha eletto cioè voi.
E' miserevole dire che Dio non ha eletto persone, ma nazioni; perché la stessa
obiezione che può essere sollevata contro la scelta di individui, potrebbe
essere fatta contro la scelta di una nazione. Se non fosse giusto scegliere una
determinata persona, sarebbe ancora più ingiusto scegliere una nazione, dato
che le nazioni sono agglomerati di persone, e scegliere una nazione pare un
crimine ancora più grave, se l'elezione fosse un crimine, che scegliere una
persona. Certo, sceglierne 10.000 sarebbe considerato peggio che sceglierne
uno; distinguere una sola nazione dal resto dell'umanità sembra essere una
maggiore stravaganza negli atti della sovranità divina che l'elezione di un
unico povero mortale, lasciandone fuori un altro.
Che cosa sono le nazioni se non esseri umani? Che cosa sono interi
popoli se non combinazioni di unità? Una nazione è fatta di quell'individuo, di
quello, di quello ancora... E se mi dici che Dio scelse gli Ebrei, io dico che
Egli scelse quell'ebreo, e poi quell'ebreo ancora, e quell'altro ebreo. E se
voi dite che ha scelto l'Inghilterra, allora io dico che ha scelto
quell'inglese, e quell'inglese ancora, e poi quell'altro inglese... Così, dopo
tutto, è la stessa cosa.
L'elezione, quindi, è personale. Deve essere così. Ciascuno
che legga questo testo, ed altri simili, vedrà che Dio parla sempre del popolo
di Dio, una persona dopo l'altra, e parla di loro come singoli soggetti di
elezione.
"Figli siamo per la Sua elezione,
Coloro che per Gesù Cristo credono;
Per eterna destinazione
l'elezione sovrana è qui ricevuta".
Sappiamo che si tratta di un'elezione personale.
V. L'elezione produce dei buoni risultati
L'altro pensiero è che l'elezione produce deibuoni
risultati. «perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza
mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità». Quante
persone equivocano del tutto la dottrina dell'elezione! E quanto l'anima mia
brucia e ribolle rammentando i terribili mali che sono derivati dall'aver
rovinato e contrastato questa gloriosa porzione della gloriosa verità divina!
Quanti sono quelli che si sono detti: "Io sono un eletto", e si sono
seduti nell'ozio, e di peggio. Hanno detto "Io sono l'eletto di
Dio!", ed hanno tranquillamente compiuto malvagità con tutt'e due le mani.
Hanno corso velocemente verso ogni cosa impura, perché hanno detto: "Io sono
l'eletto figliolo di Dio, non importa ciò che faccio, quindi posso vivere come mi
pare, e fare ciò che mi pare!".
Cari miei! Lasciate che solennemente vi ammonisca a non
portare questa verità troppo avanti. Potremmo passare oltre a quanto essa
intende dire, potremmo fare di ciò che era inteso per il dolce nostro conforto un
terribile veleno per la nostra distruzione. Io vi voglio dire che vi sono state
migliaia di persone che sono state rovinate dall'aver equivocato l'elezione;
che hanno detto: "Dio mi ha scelto per il paradiso e alla vita
eterna"; essi però hanno dimenticato che è scritto che Dio li ha scelti
per la «santificazione dello Spirito e la fede nella verità». Ecco che
cos'è l'elezione divina, un'elezione in vista della santificazione e della fede.
Dio sceglie il suo popolo affinché sia santo e credente.
Quanti di voi qui oggi sono credenti? Quanti della mia comunità, o di qualsiasi comunità, possono mettersi la mano sul cuore e dire: "Io confido
in Dio che mi ha santificato"? C'è forse qualcuno di voi che dice:
"Io sono un eletto"? Ricordo che la settimana scorsa hai bestemmiato.
Uno di voi dice: "Io confido d'essere eletto", ma vorrei che ti rammentassi
come qualche giorno fa di fatto hai commesso qualcosa di impuro. Un altro fra
voi dice: "Io sono un eletto", ma vorrei rammentarti che hai
dimenticato spesso di avvicinarti al trono della misericordia per pregare. Miei
cari, io non crederò mai che siate eletti fintanto che non dimostriate di
essere santi. Non dite mai "sono un eletto" se pensate di non avere
alcuna intenzione di abbandonare il peccato. Non è vero, è impossibile.
Gli eletti di Dio sono santi. Non sono puri, non sono
perfetti, non sono senza macchia ma, presa la loro vita nel suo complesso, essi
sono persone sante. Essi sono segnati, essi i distinguono dalle altre persone:
nessuno ha diritto di concludere d'essere fra gli eletti se non persegue la
santità. Potrebbe essere un eletto, e ciononostante essere nelle tenebre, ma
non ha diritto di crederlo se nessuno può vederlo, se nessuno ne vede evidenza
alcuna. Se cammini nel timore di Dio, cercando di compiacerGli e di obbedire ai Suoi comandamenti, non dubitare che il tuo nome sia stato scritto nel libro della
vita dell'Agnello dalla fondazione stessa del mondo.
Inoltre, a meno che questo non sia troppo alto per te,
notate l'altro segno dell'elezione, la fede, "fede nella verità".
Chiunque crede alla verità di Dio, chiunque crede in Gesù Cristo, è un eletto.
Io incontro spesso delle povere anime che tanto si
preoccupano del pensiero: "Oh, e se io non fossi fra gli eletti?".
"Mi dica, io so di riporre la mia fiducia in Cristo. So di credere nel suo
nome e confido nel potere del suo sangue; e se io non fossi veramente
eletto?". Povera cara creatura! Non conosci abbastanza dell'Evangelo, se
no non parleresti così, perché chiunque crede è un eletto! Coloro che
sono fra gli eletti, sono stati eletti in vista della santificazione e della
fede; e se hai fede tu sei uno degli eletti di Dio; tu dovresti esserne certo,
anzi, lo devi essere, perché è una certezza assoluta. Se tu, come peccatore,
guardi a Gesù questa mattina, e dici:
"Nulla nelle mie mani io porto,
semplicemente alla croce io mi aggrappo".
Tu sei fra gli eletti. Non ho paura che l'elezione spaventi poveri santi o
peccatori. Vi sono molti teologi che dicono a coloro che si rivolgono a loro:
"L'elezione non ha nulla a che fare con te". Questo è male, perché
non bisogna far fare silenzio in quel modo a quell'anima. Tu vuoi farla tacere
perché non si preoccupi troppo, ma essa continuerà a pensarci, non ne può fare
a meno. Digli piuttosto: "Se tu credi nel Signore Gesù Cristo sei fra gli eletti."
Io vi dico, il primo dei peccatori, questa mattina, vi dico in Suo nome, che se si arriva a Dio senza proprie opere, ma distesi sul sangue e la giustizia di Gesù Cristo, se si arriverà ora ad avere fiducia in Lui, si è eletti perchè siete stati amati da
Dio dalla fondazione stessa del mondo, perché voi non lo potresti fare se Dio
non ve ne avesse dato il potere, e non vi avesse scelto in vista di questo. Ora voi siete al sicuro e in salvo se solo vi abbandonate completamente a Gesù Cristo, e
se desiderate essere salvati ed amati da Lui.
Non pensate però che qualcuno possa essere salvato senza
fede e senza santità. Non immaginate, voi che mi ascoltate, che un qualche
decreto, pronunciato in qualche oscura regione del passato, potrà salvare la
vostra vita, se non credete in Cristo. Non mettetevi a sedere e a fantasticare
che possiate essere salvati senza fede e senza santità. Sarebbe un'abominevole
e maledetta eresia, un'eresia che ne ha rovinati migliaia. Non disponete l'elezione come se fosse un cuscino sul quale dormire, o potreste esserne
rovinati. Dio non voglia che io vi prepari dei confortevoli cuscini sui quali fare
sonni beati. Peccatore! Non c'è nulla nella Bibbia che minimizzi il tuo
peccato. Se però sei condannato, o uomo, se sei perduta, o donna! tu non
troverai in questa Bibbia una goccia sola per rinfrescare la tua bocca,
alcuna dottrina che minimizzi la tua colpevolezza; la tua dannazione sarà
interamente colpa tua, e il tuo peccato la meriterà interamente. Poichè
tu non credi, tu sarai condannato. «...ma voi non credete perché non siete
delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco». «Voi non volete venire a me affinchè possiate avere la vita».
Non immaginate che l'elezione giustifichi il peccato, non sognatelo nemmeno, non vi cullate nel dolce compiacimento della vostra
irresponsabilità. Voi siete responsabili. Entrambe le cose sono vere. Dobbiamo
avere l'elezione, ma pure dobbiamo piegare i vostri cuori, dobbiamo inviare a
voi la verità di Dio; dobbiamo parlarvi, e ricordarvi di questo, che se pure è
vero che è scritto: «In me sta il vostro aiuto», è anche scritto: «O Israele,
voi avete distrutto voi stessi».
VI.Implicazioni dell'elezione
Per terminare dobbiamo ora vedere quali siano le legittime
implicazioni dell'elezione. In primo luogo vi dirò che cosa la dottrina
dell'elezione faccia fare ai santi sotto la benedizione di Dio; e, in secondo
luogo, che cosa essa può fare ai peccatori, se Dio concede loro questa
benedizione.
In primo luogo, per i santi, l'elezione è la dottrina che
toglie all'uomo più di ogni altra, ogni sua vanagloria, essa gli toglie ogni
fiducia nella carne, ogni fiducia su qualsiasi altra cosa che non sia Gesù
Cristo. Quanto spesso ci rivestiamo della nostra propria giustizia e ci orniamo
con le false perle e gemme delle nostre proprie opere e conquiste. Cominciamo a
dire: "Ora sarò salvato, perché posso vantare questo e quest'altro".
Invece di questo, è la nuda fede che salva; quella fede ed essa sola che ci unisce
all'Agnello, a prescindere da qualsiasi opera, sebbene essa le produca.
Quanto spesso ci appoggiamo a qualche opera, invece di
appoggiarci all'amato Salvatore, quante volte confidiamo in qualche forza che
avremmo, anziché quella che proviene dall'alto. Ora, se ci togliessero questa
forza, non potremmo fare altro che considerare l'elezione. Fermati, anima mia,
e considera questo. Dio ti amava prima ancora che tu nascevi. Ti amava quando
eri nei tuo peccati e nei tuoi falli, ed ha mandato il Suo Figliolo per te, ti
ha redento col Suo prezioso sangue prima ancora che tu potessi solo pronunciare
il Suo nome. Puoi esserne allora orgoglioso?
Io non conosco nulla, dico, nulla, che sia più umiliante per il nostro amor proprio che la dottrina dell'elezione. Spesso sono caduto prostrato
di fronte ad essa, quando cercavo di comprenderla. Ho allargato le mie ali e,
come un'aquila, ho volato verso il sole. Fermo è stato il mio occhio e costante
il mio progresso, ma solo per un po'; quando però mi sono avvicinato ad esso, un unico pensiero mi ha assorbito "Dio fin dal principio vi ha eletti a
salvezza", io sono stato abbagliato dal suo splendore, ho barcollato
di fronte a questo potente pensiero, e da questa sconvolgente elevazione, la mia
anima è caduta giù, prostrata e rotta, dicendo:
"Signore, io sono un
nulla, io sono meno che nulla. Perché me? Perché me?".
Amici, se voi volete essere umiliati, studiate l'elezione,
perché vi renderà umili sotto l'influenza dello Spirito di Dio. Colui che si
vanta della sua elezione non è un eletto; e colui che è umiliato al solo
pensarci, può credere di esserlo. Egli ha ogni ragione di crederlo d'essere,
perché è uno degli effetti più beati dell'elezione il fatto che ci aiuta ad
umiliarci di fronte a Dio.
Inoltre, nel cristiano l'elezione dovrebbe altresì renderloimpavido
e molto audace. Nessuno può essere più audace di chi crede di essere
eletto da Dio. Che gli importerà più della paura che può fare l'uomo se egli è
stato scelto dal suo Creatore? Che gli importerà più dei tenui cinguettii di alcuni piccoli passeri quando egli sa di essere un'aquila di razza reale? Gli importerà forse che un
mendicante gli punti addosso il dito, quando il sangue regale del cielo scorre
nelle sue vene? Avrà forse paura quand'anche tutto il mondo fosse contro di
lui?
Se tutto il mondo fosse in armi contro di lui, egli resterà
in perfetta pace, perché sarà nel luogo segreto del tabernacolo dell'Altissimo,
nel grande padiglione dell'Onnipotente. "Io sono di Dio", dirà,
"io mi distinguo da tutti gli altri. Essi sono di razza inferiore. Non
sono io forse nobile? Non sono forse io uno degli aristocratici del cielo? Non
è forse il mio nome scritto in cielo nel libro di Dio?".
Gli importa del mondo? No. Come un leone non si cura
dell'abbaiare di un cane, egli se ne ride di tutti i suoi nemici; e quando essi
si avvicinano troppo a lui, egli si muove e li riduce tutti a pezzetti.
Che paura possono fargli. Egli cammina intorno a loro come un Colosso; mentre
degli omuncoli camminano al di sotto di lui e non lo comprendono. Il suo ciglio
è fatto d'acciaio, il suo cuore è forte come un masso, che gli importa di tutto
il vociare che sente intorno a sé? No, se pure dei fischi gli venissero dall'intero
mondo, egli non farebbe che sorridere, perché direbbe:
"Colui che ha fatto di Dio il suo rifugio,
troverà la dimora più sicura che esista".
Io sono uno dei suoi eletti. Io sono stato scelto da Dio e
sono prezioso, e quand'anche il mondo mi respingesse, io non avrei paura. Ah!
Voi altri che solo per un tempo dite di essere cristiani, alcuni di voi possono
piegarsi come il salice. Vi sono pochi cristiani che sono come querce oggi, e che
possono resistere alla bufera, e vi dirò io il perché, perché non credono di
essere eletti.
Colui che sa di essere eletto sarà troppo fiero per
abbassarsi a peccare; egli non si umilierà certo a commettere gli atti della
gente comune. Il credente nella verità dirà: "Io, compromettere i miei
principi? Io, cambiare le mie dottrine? Io, mettere da parte le mie concezioni?
Io, nascondere ciò che credo essere verità? Giammai! dato che so di essere fra
gli eletti, dirò in faccia a tutti nient'altro che la verità di Dio, qualunque
cosa possano dire gli uomini". Nulla può rendere l'uomo più audace se non
quando sa di essere fra gli eletti di Dio. Egli non tremerà, non sarà scosso,
se sa che Dio lo ha scelto.
Inoltre, l'elezione ci renderà santi. Nulla sotto
l'influenza misericordiosa dello Spirito Santo può rendere un cristiano
maggiormente santo che il pensiero di essere stato scelto. "Peccherò io
forse", dirà, "dopo che Dio mi ha scelto? Trasgredirò io forse la Sua
legge dopo tutto l'amore che mi ha mostrato? Forse che io vagherò lontano da
Lui dopo tutto quell'amore e quella misericordia che mi ha manifestato? O no,
Dio mio, dato che tu mi hai scelto, io ti amerò sopra ogni cosa, vivrò per te
"dato che tu, eterno Dio mio,
Padre mio, sei venuto fino a me
Io darò me stesso a te, per essere tuo per sempre, per
l'elezione, e per la redenzione, mi abbandonerò completamente a te, e
solennemente mi consacrerò al tuo servizio".
Ora, alla fine, una parola agli empi. Che cosa vi dice
l'elezione? Prima di tutto, o voi, empi, vi scuserò per un momento. Vi sono
molti fra di voi ai quali non piace l'idea dell'elezione, e non posso
biasimarvi per questo, perché ho udito certi che predicavano l'elezione, che si
sono seduti ed hanno detto: "Io non ho una sola parola da dire ai
peccatori". Ora, io affermo che è vostro dovere respingere una tale
predicazione, lo faccio pur io, e non vi biasimo per questo.
Io però vi dico: coraggio! Abbiate speranza! Rallegrati,
peccatore, che vi sia l'elezione! Altro che essere qualcosa di scoraggiante, è
cosa di grande speranza e di grande gioia che vi sia l'elezione. E se io vi
dicessi che forse nessuno potrà essere salvato, nessuno che non fosse destinato
alla vita eterna, non tremereste voi, non serrereste le mani per dire:
"Come posso allora essere salvato, se nessuno è stato eletto?". Al contrario,
io vi dico che ad essere eletta è stata una moltitudine, oltre ogni possibilità
di contarla, un esercito di eletti che nessun mortale può contare. Quindi,
coraggio, tu, povero peccatore! Getta via la tua tristezza, non potresti tu
essere eletto come molti altri? Perché moltissimi sono stati eletti. C'è gioia
e conforto per te!
Quindi, non solo fatti coraggio, ma vai dal Maestro e prova
ciò che può fare per te. Ricorda, se non fossi eletto, non perderesti nulla se
lo facessi. Che cosa dissero i quattro siriani? «Perché vogliamo restare
qui finché moriamo? Se diciamo: entriamo in città, in città c'è la fame, e noi
vi morremo; se restiamo qui morremo lo stesso. Ora dunque, venite, andiamoci a
buttare nel campo dei Siri; se ci lasciano vivere, vivremo; se ci danno la
morte, morremo». O peccatore, vieni al trono della grazia che elegge. Potresti
morire lì dove sei. Va a Dio e, quand'anche supponessi che Egli ti respingesse,
quand'anche supponessi che la Sua mano levata dovesse dirti stop! cosa questa
impossibile, non perderesti comunque nulla; non saresti certo per questo più
dannato di quanto tu già non fossi.
Inoltre, supponiamo che tu fossi dannato, avresti almeno la
soddisfazione di essere in grado all'inferno di sollevare i tuoi occhi e dire:
"Dio, ti ho chiesto misericordia, e non me l'hai accordata; l'ho cercata,
ma tu me l'hai rifiutata". Questo però tu non lo dovrai mai dire. O
peccatore! Se tu vai a Lui, e glielo chiedi, tu l'otterrai; perché Egli non ha
mai respinto un peccatore che lo abbia fatto. Forse che questa non è una speranza
per te? Se pure è vero che un numero fisso di persone a questo è stato destinato,
se tu cerchi Dio per chiedergli misericordia, tu sei in quel numero! Va, e
chiedi; e se tu dovessi essere il primo ad entrare nell'inferno, di' ai diavoli
che sei perito così, di' ai diavoli che tu sei un respinto, dopo essere venuto
presso Cristo come un peccatore penitente. Io ti assicuro che questo sarebbe
solo una vergogna per l'Eterno, con riverenza al Suo nome, e che Egli non
permetterebbe mai una simile cosa! Egli è geloso del Suo onore, e non
permetterebbe mai ad un peccatore di dire tali cose!
Ma, povera anima! Non solo non pensare che tu possa perdere
alcunché andando presso di Lui: vi è ancora un'altra pensiero questa mattina. Quest'oggi sei giunto
ad amare il pensiero dell'elezione? Sei tu pronto ad ammetterne la giustizia?
Dici forse: "Io sento di essere perduto, lo merito, e se mio fratello è
salvato, io non posso lamentarmene. Se Dio mi distrugge io lo merito; ma se
egli salva una persona che siede accanto a me, egli ha diritto di fare con i
suoi quel che vuole, e io non perdo nulla". Puoi dire onestamente queste
parole dal profondo del tuo cuore? Se è così, allora la dottrina dell'elezione
ha avuto il giusto effetto sul tuo spirito, e non sei lontano dal regno dei
cieli.
Sei stato portato là dove dovresti essere, dove lo Spirito
vuole che tu sia. Se è così, va in pace. Dio ha perdonato i tuoi peccati. Non
sentiresti tutto ciò se non fossi stato perdonato; non lo sentiresti se lo Spirito
già non stesse operando in te. Rallegrati così di questo. La tua speranza
riposi sulla croce di Cristo. Non pensare all'elezione, pensa a Gesù Cristo.
Trova in Lui la tua pace, all'inizio, nel mezzo, e senza fine.
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