Il Buon Pastore | CONSAPEVOLI NELLA PAROLA

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venerdì 16 aprile 2010

Il Buon Pastore


pecora perduta

"Or tutti i pubblicani e i peccatori s'accostavano a lui per udirlo. E così i Farisei come gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi è l'uomo fra voi, che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l'abbia trovata? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini e dice loro: «Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch'era perduta». Io vi dico che così vi sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti i quali non han bisogno di ravvedimento.»" Luca 15:1-10

Non molto tempo fa vidi in televisione un dramma. Un sottomarino nucleare fu accidentalmente affondato in mezzo all'oceano Pacifico. Ciò che rese il filmato pieno di suspence, fu che l'equipaggio del sottomarino alla fine rimase senza aiuto, con solo un  rifornimento limitato di aria. Il sottomarino fu ripescato da una squadra speciale di sommozzatori che, ci riuscirono usando un sommergibile ad alta tecnologia. Quel tipo di squadra specializzata nel ritrovamento e salvataggio esiste veramente, appartenente all' U.S. Navy, e certamente, il loro è un lavoro di vitale importanza. Ma c'é anche un lavoro più importante da fare in questo mondo, e cioè quello di salvare i peccatori perduti, non dalla morte terrena, ma dalla morte eterna, questo è ciò che dicono proprio le due parabole.

La missione della ricerca e la salvezza in Dio

    * 1. Gesù cerca i peccatori perduti.
    * 2. Quando qualcuno è ritrovato, è una festa!


Nei versetti sopra, Gesù s'imbatte negli scribi e nei Farisei. Questi leader spirituali d'Israele erano, per la maggior parte, ipocriti e sfarzosi. Essi indossavano vestiti di lusso e portavano lunghe barbe. Ad essi piaceva avanzare impettiti in mezzo alla folla e mettere in risalto ciò che ritenevano giusto. Ogni volta che qualcuno aveva sbagliato o commesso un crimine, per tener fede ai loro standard di giustizia, i Farisei lo denigravano per quanto riguardava la religione. Ladri, prostitute,lebbrosi, esattori di tasse, zoppi; i Farisei riunivano tutte queste persone sempre sotto il nome di "peccatori", e li ignoravano come indegni della loro attenzione. Gesù, invece, accoglieva queste persone. Non sorprendentemente, i rifiutati  si precipitavano da Gesù per ascoltare le Sue parole. È facile indovinare come i Farisei reagissero a questo "E i Farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Quest'uomo riceve i peccatori e mangia con loro»". Nel caso in cui tu non lo sapessi, i Farisei si lamentavano molto. Erano ipocriti, testardi e caparbi e Gesù ancora una volta ricorre al Suo semplice metodo di insegnare in parabole per cercare di colpirli. Egli racconta due semplici storie per illustrare questo fatto: e cioè che solo perché qualcuno si allontana dalla fede, e qualche volta compie peccati gravi, non c'é ragione di scoraggiare quella persona. Infatti, Gesù mostra che quella persona è anche più importante per Dio di quei credenti i quali non si allontanano mai dalla retta Via. Ma adesso potresti pensare tra te e te, «Farisei, parabole - ma questo riguarda duemila anni fa! Cosa centra con noi, oggi?» Parecchio, se ci pensi su. Conosco parecchie persone, e ipotizzo che anche tu puoi pensare a qualcuno, le quali erano una volta pecore del gregge di Cristo ma che in qualche modo si sono smarrite. Ad esempio, i bambini, che sono educati a conoscere Gesù, sono rafforzati ma crescendo sembrano perdere l'interesse nella Parola di Dio. Giovani che vanno in collegi cristiani e ne  ritornano miscredenti. Frangie di membri di congregazioni che vanno sempre meno in chiesa, fino a che non si hanno più notizie di loro o persone che mettono la loro parte carnale al di sopra dell Amore di Dio. Queste sono le pecore che si allontanano al giorno d'oggi e facciamo un grande errore se rivolgiamo minore attenzione a loro di quanto, invece,  Gesù fa. 
Perché la questione è, Gesù cerca i peccatori perduti.

Gesù disse: «Io sono il Buon Pastore. Il Buon Pastore dà la Sua vita per le pecore.» Gesù era destinato a donare la Sua vita sulla croce per salvare l'umanità peccatrice. É naturale poi, che Egli  si sia preoccupato della pecora smarrita.
Quindi Egli disse loro questa parabola: «Chi è l'uomo fra voi che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le novantanove nel deserto, e non vada dietro alla perduta, finché non l'abbia trovota? ...Ovvero qual'è la donna che avendo dieci monete d'argento, se ne perde una, non accenda un lume, e non spazzi la casa, e non cerchi con cura finché non l'abbia trovata?»

Chiunque abbia vissuto in una fattoria sa cosa accade quando le mucche scappano. Abbandoni tutto e corri dietro a loro. E non ti fermi fino a quando l'ultima di loro è radunata e al sicuro all'interno del pascolo. Allo stesso modo, ogni credente che si allontana è prezioso per Gesù. Egli lo cerca dappertutto. Non è mai troppo occupato per cercare un cristiano che si è perso nel peccato e nello scetticismo. Al contrario dei Farisei, Gesù non considera nessuno troppo spregevole, troppo meschino, troppo peccaminoso per ascoltare la Sua Parola di perdono e per riaccoglierlo nel Suo gregge.

Durante il Suo ministerio, Gesù accoglieva felicemente i «peccatori; gli esattori di tasse disprezzati, lebbrosi, i rifiuti della società, anche i ladroni sulla croce». Gesù parlava, attraverso il profeta Ezechiele quando quest'ultimo diceva: «Io stesso domanderò delle Mie pecore, e me ne andrò in cerca. Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così Io andrò in cerca delle Mie pecore e le ritrarrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre, Io stesso pascerò le Mie pecore, e Io stesso le farò riposare, " dice il Signore, l'Eteno. "Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, fortificherò la malata». - Ezechiele 34:11-12,15-16.
E la moneta perduta? Era una dramma d'argento, di un certo valore. Le donne di quel tempo le indossavano spesso in un cordoncino di dieci, in modo da dimostrare che erano sposate, quindi è comprensibile lo sconvolgimento se una delle dieci era persa. Avete mai visto una donna che ha perso il suo anello del matrimonio? Metterà la casa sottosopra cercando di trovarlo. Allo stesso modo Gesù non lascia nulla d'intentato nel suo tentativo di recuperare un peccatore allontanato. Pulisce tutta la casa, fino a quando non trova ciò che ha perso.

Ma cosa accade quando il peccatore allontanato e perduto è ritrovato? 

Ce una festa celestiale! È difficile immaginare una festa in cielo, ma secondo la Bibbia questo accade. Per esempio, la bibbia ci racconta che c'era gioia in cielo alla nascita di Gesù; c'è gioia in cielo quando il giusto trionfa, o quando un credente di Dio è accolto nella Sua dimora celestiale. Ma specialmente, il nostro testo ci racconta che c'è una festa celestiale quando un peccatore allontanato ritorna a Cristo. Quando l'uomo della parabola trova la pecora perduta, se la mette sulle spalle, e si rallegra. E giunto a casa, chiama assieme gli amici ed i vicini e dice loro: " Rallegratevi meco, perciocchè io ho trovata la mia pecora, ch'era perduta. Io vi dico, che così vi sarà letizia in cielo per un peccatore ravveduto, più che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di ravvedimento.  Ovvero, qual'è la donna, che, avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda la lampana, e non ispazzi la casa, e non cerchi studiosamente, finchè l'abbia trovata? E quando l'ha trovata, non chiami insieme le amiche, e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perciocchè io ho trovata la dramma, la quale io avea perduta? Così, vi dico, vi sarà allegrezza fra gli angeli di Dio, per un peccatore ravveduto"Luca 15:6,10.

Quando la missione di ricerca e di salvezza di Dio è un successo, e un peccatore perduto è ravvicinato a Cristo, è una festa!

Tu puoi prendere parte a questa squadra di ricerca, e puoi gioire nella festa. Ma non puoi fare niente per nessuno fino a quando non realizzi quello che Cristo ha fatto per te. Quando conosci la sofferenza del peccato dalla quale Cristo ti ha sollevato, puoi iniziare a raccontare agli altri della gloria del Suo perdono. É l'aiuto che hai ricevuto da Gesù che ti permette di aiutare gli altri. Nel Salmo 51 leggiamo  il re Davide mentre prega:  «Rendimi la gioia della tua salvezza e fai che uno spirito volenteroso mi sostenga. Io insegnerò le tue vie ai trasgressori e i peccatori si convertiranno a te.» Salmo 51:12-13. Dio ha operato in modo che la fede sia conservata nel tuo cuore attraverso la potenza dello Spirito Santo. Con essa Dio ti dà fiducia in Lui come Tuo creatore, così redimendo e santificandoLo, tu puoi glorificarLo! Cosa ne faresti altrimenti  di queste conoscenze? Le metteresti in pratica  solo per te stesso? Faresti  tutto ciò che puoi per nascondere la tua fede cristiana? Dio lo proibirà. 
Infatti per un vero cristiano non è possibile.
Come i discepoli di Gerusalemme, siamo obbligati a dire: «Non possiamo non parlare delle cose che abbiam vedute e udite» Atti 4:20
Per i seguaci di Cristo, il lavoro di evangelizzazione non è un optional.
Consideriamo le nostre pecore smarrite, le nostre monete perdute. In un tempo in cui molti dicono «Lavora come missionario! Evangelizza! Porta nuovi membri alla fede», non possiamo dimenticare i nostri vecchi fratelli,  i quali erano una volta con noi e in qualche modo  poi si sono persi. Non  possiamo dimenticarci  di quelli che si sono  allontanati per qualche motivo; dei giovani confusi,  i quali si sono lasciati allontanare dalla vera Via. Gesù, il Buon Pastore, non si dimenticherebbe di loro, e neanche noi dobbiamo farlo. Pensaci su… e la prossima volta  che ci sarà qualcosa che puoi fare per aiutare a riportare a Gesù un cristiano allontanato dalla verità, ricorda queste parole:che Egli disse «Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.» Giov. 15:12.




"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. "
(Matteo 9,12-13)

Liberamente adattato da internet
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