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    • Pregare nel nome di Gesù

      Uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, ma allo stesso tempo, uno degli aspetti più fraintesi, è la preghiera. Come è vero che la preghiera è uno degli aspetti più importanti della vita cristiana, è altrettanto vero che è estremamente facile sbagliare grandemente in questo campo. Un errore è quello di non pregare abbastanza. È molto facile credere di non avere tempo di pregare. Questo è un ragionamento sbagliato, perché alla base di questa convinzione c'è il pensiero che non abbiamo veramente bisogno di Dio. Però, dall'altro estremo, uno può anche pregare tanto, ma pregare in modo sbagliato. Vogliamo esaminare alcuni brani della Bibbia che parlano della preghiera, affinché possiamo averne un concetto più conforme alla Bibbia. Se preghiamo a modo nostro, che però non è conformato alle verità che Dio ci ha lasciato nella Bibbia, le nostre preghiere possono essere inutili, o peggio ancora, possono essere un'offesa a Dio. Perciò, prestate molta attenzione alle verità che Dio ci insegna nella sua parola sulla preghiera. La Bibbia insegna che dobbiamo pregare al PADRE. Troviamo questo insegnamento ripetutamente, come anche quello che lo Spirito Santo prega per noi. Ma la verità che vogliamo considerare molto più a fondo in questo studio riguarda il fatto che dobbiamo pregare nel nome di Gesù Cristo. Consideriamo, molto attentamente, che cosa significa pregare nel nome di Gesù. Chi può pregare? La prima verità da capire quando consideriamo la preghiera è: chi ha diritto di pregare? Ovvero, chi può pregare, avendo la certezza biblica che Dio lo ascolterà? Chiaramente, oggi, come sempre, tante persone pregano. Ma il fatto che tante persone pregano non significa che vengono ascoltate da Dio. Secondo la Bibbia, sono coloro che hanno Gesù Cristo come Signore e Salvatore, e perciò come Sacerdote e Mediatore, che possono pregare. Per esempio, in Ebrei 4:14-16, che è stato scritto per coloro che hanno Cristo come Sacerdote e Signore, leggiamo che è per mezzo di Lui che abbiamo accesso al trono di Dio per essere soccorsi. Quindi, è per mezzo di Cristo che possiamo pregare. Chi è senza Cristo non ha questo libero accesso al trono di Dio. Leggiamo il brano. “14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.” (Ebr 4:14-16) Quindi, solamente chi è un vero figlio di Dio ha diritto di pregare. A CHI si deve pregare? Quando preghiamo, a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere? E' giusto pregare solo a Dio Padre, o si dovrebbe pregare anche a Gesù e allo Spirito Santo? Cosa ne dice la Bibbia? In Matt. 6:9 Gesù ci insegna a pregare, e Lui ci dichiara chiaramente di pregare a Dio Padre. “Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;” (Mat 6:9) In Giov. 16:23 Gesù parla della preghiera al Padre. “In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giov 16:23) La Bibbia ci insegna ripetutamente, sia con insegnamenti, sia con esempi, che dobbiamo pregare a Dio Padre. Allora, qual è il ruolo di Gesù e qual è quello dello Spirito Santo? Se dobbiamo pregare a Dio Padre, che ruolo hanno Gesù Cristo e lo Spirito Santo? Nel nome di Gesù Gesù ci ha insegnato di pregare nel suo nome. Fra poco esamineremo questo concetto. Lo Spirito Santo Per quanto riguarda lo Spirito Santo, non esiste alcuna preghiera nella Bibbia rivolta allo Spirito Santo, tranne una profezia in Ezechiele 37. Quindi, visto che non esiste alcuna preghiera rivolta allo Spirito Santo, è chiaro che non dobbiamo pregare a Lui. Ma qual è il suo ruolo? Lo Spirito Santo ha il ruolo di glorificare Cristo e di indicarci la giusta strada per giungere a questo fine. “Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.” (Giov 16:14) Si può anche leggere Giov. 14:14-26. Quando un grande faro illumina un palazzo di notte, se fa un buon lavoro, non lo si nota neanche, ma si nota ed ammira solamente il palazzo. Similmente lo Spirito Santo è come il faro: ci aiuta a vedere ed ammirare la persona di Gesù Cristo. Inoltre, lo Spirito Santo, prega per noi aiutandoci nel nostro debole ed incerto modo di porgere le nostre preghiere, perché, Egli conosce Dio nel suo profondo. “26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.” (Rom 8:26-27) Che consolazione! Quindi, a chi dobbiamo pregare? Dobbiamo pregare a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo. per COSA si deve pregare? Per che cosa dobbiamo pregare? Possiamo pregare per qualsiasi cosa? Dio esaudisce ogni preghiera? È possibile chiedere qualsiasi cosa nel nome di Gesù, oppure, pregare nel nome di Gesù ci limita nelle nostre richieste? Chiaramente, nella carne, l'uomo prega per ottenere tutto quello che desidera. Prega per avere buona salute o per una guarigione, prega per avere successo negli affari, prega di superare gli esami a scuola, prega per avere sicurezza in viaggio, prega per un buon tempo durante le vacanze. Che cosa ne dice la Bibbia? Esaminiamo alcuni brani fondamentali sulla preghiera. Questi brani sono importanti per il loro insegnamento, ma spesso vengono presi fuori contesto ed interpretati male. Quando abbiamo un concetto sbagliato della preghiera, questo ci fa molto male spiritualmente. Giovanni 14 Consideriamo per primo il brano in Giovanni 14:12-14. Leggiamolo. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Prima di esaminare con cura questi versetti, ricordiamoci che a volte siamo tutti tentati di voler far dire alla Bibbia quello che ci è comodo. Cioè, nella carne, abbiamo la tendenza di interpretare la Bibbia non in base a quello che è realmente scritto, ma in base a quello che ci è comodo. Quindi, dobbiamo sforzarci di dividere rettamente questo brano. Alcuni credenti, e purtroppo anche delle chiese intere, interpretano erroneamente questo brano dicendo che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa che desideriamo nel nome di Gesù, e Dio sicuramente ci esaudirà. Questo implica che la frase “nel nome di Gesù” diventa quasi una formula magica che ci fa ottenere quello che vogliamo. Questa falsa interpretazione fa diventare Dio il nostro servo celeste, soggetto ad ubbidire alla nostra volontà. Chi insegna questa falsa interpretazione cita la parte del brano che dichiara: “quello che chiederete nel mio nome, io la farò”, come se tutto l'insegnamento fosse racchiuso lì. Chi crede a questa menzogna, pensa che se preghiamo qualcosa con cuore, Dio la farà. Questo è un pensiero molto falso, e molto pericoloso. Pensiamo a come una persona che crede a questa falsità potrebbe pregare in diverse situazioni. Immaginate un credente che lavora in proprio. La sua attività comincia ad andare molto male, e lui rischia di perdere tutto. Non solo, ma ha anche dei grossi debiti con la banca legati all'attività. Citando questo versetto, egli chiede a Dio di salvare la sua attività. Perciò questo credente è sicuro, visto che ha pregato nel nome di Gesù, che Dio salverà la sua ditta. In un secondo esempio, un credente ha un figlio adulto ribelle, lontano dal Signore. Il credente prega, citando questo versetto, e così è convinto che Dio salverà suo figlio. In un altro esempio, un credente ha un figlio con una grave malattia. Il credente, prega, e citando questo versetto, dichiara che è sicuro che Dio guarirà suo figlio, visto che è convinto che si può ottenere qualsiasi cosa se la si chiede a Dio nel nome di Gesù. In un altro esempio, un credente sta cercando di comprare una casa, e avendone trovato una che gli piace tantissimo, prega, chiedendo a Dio di operare in modo che il proprietario abbassi il prezzo abbastanza da permettergli di comprarla. È convinto che Dio opererà per fargli ottenere quella casa al prezzo che desidera. Senza andare ad analizzare questi esempi in dettaglio, considerate il principio che sta alla base di questo modo di pensare. Se fosse vero che possiamo chiedere a Dio qualsiasi cosa che desideriamo, avendo la certezza che Lui ci esaudirà solamente perché abbiamo citato la frase “nel nome di Gesù”, allora, Dio diventerebbe il nostro servo celeste, pronto ad esaudire ogni nostra richiesta. Dio sarebbe soggetto alla nostra volontà. Se è così, allora Gesù ha sbagliato quando ha insegnato il Padre Nostro, perché avrebbe dovuto insegnarci a pregare: “sia fatta la nostra volontà, non la Tua” Però, Dio NON è il nostro servo, e NON esiste per esaudire le nostre preghiere come vogliamo noi. Non dobbiamo pregare che la nostra volontà sia fatta, ma che la volontà di DIO sia fatta! Ci sono tante verità bibliche che ci aiutano a capire questo principio. Per esempio, leggiamo Matteo 26:39, quando Gesù era nel Giardino: “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Gesù, nonostante i suoi diritti di Figlio di Dio, non chiese al Padre che cambiasse la sua volontà per esaudire la propria richiesta. Piuttosto, rese nota la sua richiesta al Padre, e poi, chiese che la volontà del Padre fosse fatta, non la sua. In Luca 22, Gesù stava preparando i discepoli per la sua morte. Egli spiegò a Pietro che sarebbe stato provato duramente. Notiamo che Gesù non chiese che Pietro potesse evitare la prova, pregò solamente per la fede di Pietro. Vi leggo. “31 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».” (Luca 22:31-32) Gesù NON ha chiesto che Dio gli togliesse la prova. In Apocalisse 2, Gesù sta parlando alle sette chiese. Notiamo quello che dichiara alla chiesa di Smirne. “8 «All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda.” (Apo 2:8-11) Egli spiegò che vari credenti in questa chiesa sarebbero stati messi a morte per la loro fede. Possiamo presumere che questi credenti erano padri e madri, e avessero le loro famiglie. Però, è evidente che la volontà di Dio per loro era che morissero per la loro fede. Dal brano però comprendiamo che la morte fisica non era una sconfitta, perché poi Gesù dichiarò che se quei credenti fossero rimasti fedeli fino alla morte, avrebbe dato loro la corona della vita. Quindi, Dio aveva stabilito il suo piano per quei credenti, e nessuna loro preghiera avrebbe potuto cambiare il perfetto piano di Dio. Non dovevano pregare Dio affinché li salvasse dalla morte fisica, presumendo per di più che Dio li avrebbe esauditi. Infatti, Dio ha un piano perfetto, che è la SUA propria volontà, e Dio fa TUTTO secondo la decisione della Sua volontà. È importante capire questa verità basilare. Quello che Dio fa, lo fa secondo la decisione della Sua volontà. Leggiamo Efesini 1:11 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,” (Efe 1:11) Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, il mondo non sarebbe stabile, Dio non sarebbe Dio, e nulla sarebbe sicuro. La volontà di Dio cambierebbe di minuto in minuto, in base alle diverse preghiere che Gli arrivano da tutto il mondo. Se le nostre preghiere potessero cambiare la volontà di Dio, per esempio, non sarebbe vero quello che è scritto nel Salmo 139:15,16 che riguarda il momento della nostra morte e di quella dei nostri cari. “15 Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora.” (Sal 139:15-16) Se Dio ci desse qualunque cosa che Gli chiediamo, questo brano non sarebbe vero, perché tante persone, vedendo arrivare la morte, pregherebbero, chiedendoGli di guarire o di superare il pericolo, e in questo modo sarebbe stata fatta la loro volontà, non quella di Dio. Se fosse così la morte non dipenderebbe più dalla volontà di Dio, ma dalla volontà dell'uomo. Non arriverebbe più al momento stabilito nel libro di Dio, ma nel momento stabilito da noi. Ma non è così! Non è l'uomo che stabilisce quando morirà, come non è l'uomo che stabilisce quando un certo problema deve risolversi come vuole lui. È il Signore che opera tutte le cose secondo la decisione della Sua volontà! Per esempio, leggiamo in 1Samuele 2:6-8 “6 Il SIGNORE fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire. 7 Il SIGNORE fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. 8 Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del SIGNORE e su queste ha poggiato il mondo.” (1Sam 2:6-8) E' il Signore che determina le cose, tramite le nostre preghiere, non noi! Allora, qual è il senso di Giovanni 14:13, quando Gesù dichiara:    “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giov 14:13)? Per capire bene questa verità, dobbiamo leggere non solo questa frase, ma tutto il suo contesto. Cosa significa “nel mio nome”? Dobbiamo capire il senso della frase, “nel mio nome”. Dobbiamo anche capire il motivo che ci spinge a pregare nel nome di Gesù. Gesù stesso ci spiega questa motivazione. Infine, dobbiamo capire altre condizioni che la Bibbia ci dà per poter pregare. Molto spesso, un brano non insegna tutta la verità biblica di un certo argomento, e deve essere considerato insieme ad altri brani. Quindi, qual è il senso della frase: “nel mio nome?” Chiedere “nel nome di Gesù” non è una formula magica che, aggiunta ad una preghiera, costringe Dio ad esaudirci. A quel punto, Dio sarebbe il nostro servo, e noi saremo i sovrani. Ma non è così! Pregare “nel nome di Gesù” non è una frase che si aggiunge a qualsiasi preghiera, per garantire che Dio farà come Gli abbiamo chiesto. Invece significa almeno due cose: 1. chiedere per i Suoi meriti Prima di tutto, pregare nel nome di Gesù significa pregare per i Suoi meriti, riconoscendo che noi non ne abbiamo. Nessun di noi merita alcuna cosa buona da Dio. Quindi, dobbiamo chiedere per i meriti di Gesù. Se chiedo un favore al mio migliore amico, lo chiedo nel mio proprio nome, cioè riconoscendomi degno, visto che sono il SUO migliore amico, che mi venga fatto questo favore. Però, se devo chiedere un grande favore all'amico del mio amico, che non conosco personalmente, so di non meritare da lui nulla (visto che non mi conosce), e perciò, non gli chiedo nel mio nome, ma gli chiedo nel nome del mio amico. Allora, chiedere nel nome di Gesù necessariamente implica un cuore umile. Chi chiede nel nome di Gesù SA che, per conto suo, non merita nulla da Dio. Perciò, questa consapevolezza della propria insufficienza cambia anche la richiesta stessa. Infatti chi sa di non aver nessun merito, non pretende nulla, e non considera Dio come Colui che esiste per esaudire i nostri desideri. Sa che Dio è sovrano, e va ai piedi di Dio umilmente, pronto ad essere sottomesso alla Sua volontà. Tutti questi sono aspetti del pregare nel nome di Gesù. 2. chiedere secondo la volontà di Gesù Dobbiamo però considerare anche una seconda verità estremamente importante nel fatto di chiedere nel nome di Gesù. Chiedere nel nome di Gesù significa anche chiedere secondo la Sua volontà, non la nostra. È importantissimo capire questo principio. Ripeto: chiedere nel nome di Gesù significa chiedere secondo la SUA volontà, non la nostra. Un soldato semplice, che porta gli ordini dati dal comandante agli altri, chiede nel nome del comandante. Non chiede quello che vuole lui, chiede quello che è la volontà del comandante. Infatti, se dovesse chiedere quello che vuole lui, usando il nome del comandante per ottenerla, sarebbe colpevole di un grave reato. In 1Giovanni 5:14,15, leggiamo una chiara spiegazione di quali sono le preghiere che Dio esaudirà. Leggiamo. “14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1Giov 5:14-15) Avete notato la frase: “se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce”? Chiedere nel nome di Gesù DEVE essere secondo la SUA volontà, non la nostra. Quindi, se preghiamo per ottenere qualcosa che desideriamo tantissimo, ma se non è la volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù. Se preghiamo per quello che vogliamo noi, e aggiungiamo le parole, “nel nome di Gesù”, siamo come i pagani, usando quelle parole come un talismano, cercando di controllare Dio. Quindi, ricordiamo che chiedere nel nome di Gesù significa chiedere con umiltà, sapendo di non meritare alcuna cosa buona da Dio, e questo atteggiamento ci aiuta ad accettare qualsiasi cosa che Egli ci darà. Significa anche chiedere secondo la volontà di Cristo, non seconda la nostra volontà. Affinché il Padre sia glorificato Allora, qual è il senso di Giovanni 14:12-14? Per capire correttamente questo brano, dobbiamo leggerlo tutto, e leggere anche il suo contesto. “12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” (Giov 14:12-14) Notiamo che le richieste che facciamo qua sono legate al fare opere per la gloria di Dio, e infatti, il MOTIVO per cui Gesù ci esaudisce è per glorificare il Padre. Gesù non risponde ad ogni nostra richiesta. Risponde se la richiesta glorificherà il Padre. Infatti, in Giacomo 4:2-4 leggiamo: “2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:2-4) Non avete perché non domandate, ovvero, perché non pregate, e se domandate spesso non ricevete, perché domandate per spendere nei vostri piaceri. Quando chiediamo per ottenere quella che è la nostra volontà, Dio non risponde. Torniamo agli esempi che ho dato all'inizio di questo studio. Pensiamo all'uomo che lavora in proprio e la sua attività comincia ad andare molto male, e si ritrova con tanti debiti. Egli prega Dio affinché salvi la sua attività. Sta pregando affinché Dio risolva i suoi problemi. Non sta cercando la gloria di Dio. Nell'esempio del genitore che ha un figlio che spiritualmente cammina male (che è ribelle), quel credente chiaramente vuole che suo figlio sia salvato. È buono pregare per la salvezza dei nostri cari. Però, in un certo senso, quella preghiera può essere anche un frutto di egoismo, perché quel genitore non sta cercando per prima cosa la gloria di Dio. Non gli pesa il fatto che tanti altri genitori hanno figli ribelli. Egli vuole che SUO figlio sia salvato. Sta pensando, in fin dei conti, a se stesso. Poi ho fatto l'esempio del credente con il figlio con una grave malattia. Il genitore vuole che il figlio sia guarito, perché vuole il piacere di goderlo per tanti anni ancora. Però, nemmeno questa richiesta è cercare la gloria di Dio. È una preghiera per non dover subire la sofferenza della morte di una persona cara.    Poi c'era il credente che chiedeva l'intervento di Dio affinché potesse comprare la casa che gli piaceva tanto. Anche qua, il credente sta cercando di ottenere da Dio quello che sarebbe il suo gradimento. Non sta cercando in primo luogo la gloria di Dio. Quindi, non dobbiamo credere la terribile menzogna che basta pregare aggiungendo la frase “nel nome di Gesù” e possiamo essere sicuri che Dio ci darà quello che Gli chiediamo. Chiedere nel nome di Gesù significa chiedere che sia fatta la Sua volontà e significa anche farlo con un cuore umile, che quindi cerca non il proprio comodo, ma la gloria di Dio. Un brutto risultato Che cosa succede, quando uno crede la menzogna che Dio esaudirà qualsiasi sua richiesta? Quando Dio NON esaudisce quella preghiera, la fede di quel credente viene fortemente scossa. Egli sta molto male, e solitamente, o cade in grave depressione spirituale, oppure, si arrabbia con Dio. Perciò credendo a quella menzogna quel credente rimane deluso di Dio. Giov. 15:5-7,16 Quindi, è importante capire il senso vero dei principi di Giovanni 14. Per capire meglio questo discorso, esaminiamo qualche altro brano in cui Gesù parla della preghiera. Questi brani fanno parte del contesto di Giovanni 14. Giovanni 15:5-7 “5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giov 15:5-7) Qui, Gesù insegna che dobbiamo dimorare in Lui, e che lo scopo è affinché possiamo portare molto frutto. Poi, Egli dichiara che solamente se dimoriamo in Lui e se le sue parole dimorano in noi, sarà fatto quello che domandiamo. Questa è una condizione importantissima. “Dimorare in Cristo” significa essere in una condizione di umiltà, di santità di vita e di sottomissione alla sua volontà. Quando le parole di Cristo dimorano in noi, esse ci esortano a conoscere e a seguire la Parola di Dio. Quindi, non viviamo più per la nostra volontà, ma per la sua. Solamente se ci ritroviamo in questa condizione possiamo domandare a Dio quello che vogliamo e ci sarà fatto, perché significherà che domanderemo quella che è la volontà di Dio. Un altro versetto importante è Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giov 15:16) Gesù risponde alle nostre preghiere quando servono per portare frutto che rimane in eterno. Ostacoli alle nostre preghiere È importante menzionare alcuni ostacoli alle nostre preghiere. L'orgoglio Una cosa che ostacola sempre la preghiere è l'orgoglio. Se abbiamo orgoglio, Dio si allontana da noi. “Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.” (Sal 34:18) Quando abbiamo orgoglio non confessato, Dio resta lontano da noi. Possiamo fare bella figura davanti agli altri, possiamo apparire di essere zelanti, possiamo pregare tanto, ma sarà tutto inutile, tutto invano. Fino a quando non confessiamo il nostro orgoglio, Dio resterà lontano da noi. Mancanza di fede Un altro ostacolo alle nostre preghiere è la mancanza di fede, come leggiamo in Giacomo 1. “5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore,” (Giac 1:5-7) Questo brano ci insegna l'importanza della fede. Chiaramente, dobbiamo ricordare le altre verità che abbiamo visto. Se prego qualcosa che non è secondo la volontà di Dio, posso avere la fede più grande del mondo, ma Dio non mi risponderà. Però, dall'altro lato, quando preghiamo secondo la volontà di Dio, è importante avere fede in Dio. Così, Dio viene glorificato, e noi saremo edificati. La Preghiera fatta con egoismo Abbiamo già menzionato prima che Dio non risponde alle preghiere fatte con egoismo, cioè, alle preghiere attraverso le quali vogliamo ottenere qualcosa NON per la gloria di Dio, ma perché è il nostro desiderio. Questo è ciò che ci dice Giacomo 4, quando parla delle preghiere fatte per spendere nei piaceri. Dobbiamo pregare, invece, per la gloria di Dio. Come conoscere la volontà di Gesù Visto che la preghiera che Dio esaudisce è quella preghiera fatta secondo la sua volontà, come possiamo sapere qual'è la volontà di Dio? Dio ci ha già rivelato molto della sua volontà, e ci insegna anche il modo in cui pregare quando non la conosciamo. Prima di tutto, come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Sappiamo quasi sempre quello che vorremmo noi, ma come dobbiamo pregare quando non siamo sicuri della volontà di Dio? Gesù stesso ci dà un esempio di come pregare in questi casi in Matt. 26:39; Marco 14:36; Luca 22:42. Leggo da Matteo. “E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi».” (Mat 26:39) Nella sua umanità, Gesù non voleva affrontare la sofferenza che sapeva di dover subire sulla croce. Però, il suo desiderio più forte rispetto al non voler subire quelle sofferenze, fu quello di voler fare la volontà del Padre. Quindi, ha esposto a Dio il suo desiderio, ma chiese che fosse fatta la volontà di Dio. Ed è così che anche noi dobbiamo pregare, quando non conosciamo con certezza la volontà di Dio in una certa situazione. Certamente possiamo portare tutti i nostri pesi a Dio, e anche dirGli quello che sarebbe il nostro desiderio, però poi dobbiamo confidare nella sua perfetta saggezza, e chiedere che sia fatta la Sua volontà. Conclusione La preghiera è una parte essenziale della vita cristiana e della nostra crescita. La preghiera è la nostra comunicazione con Dio, mentre lo studio della Bibbia è ascoltare Dio che ci parla. E importante pregare, però, è importante pregare nel modo che Dio stabilisce, per le cose giuste. L'unico vero accesso a Dio che abbiamo è quello per mezzo di Gesù, per merito di Cristo. Non solo, ma dobbiamo pregare secondo la SUA volontà, non secondo la nostra. Quando non siamo sicuri della volontà di Dio, è importante accettare la sua volontà, anche se è il contrario di quello che vorremmo noi. Infatti noi non sappiamo qual è la cosa migliore. Dobbiamo avere fede che la volontà di Dio è la cosa perfetta, anche se non siamo in grado di capire tutto quello che Dio sta facendo. Preghiamo, chiedendo che la volontà perfetta di Dio sia fatta! Preghiamo poi con fede, fede che Dio ci ascolta e ci esaudisce sempre, secondo la sua perfetta volontà. Non dimentichiamo che la preghiera non serve solo per fare richieste a Dio. Anche il ringraziamento ne è una parte molto importante. Inoltre, la preghiera serve anche per confessare i nostri peccati. E serve poi principalmente per chiedere che Dio sia glorificato. Le nostre richieste dovrebbero sempre essere per la gloria di Dio. Oh che possiamo diventare un popolo che prega sempre di più, non vedendo Dio come un servo celeste che esiste per darci quello che vogliamo noi, ma essendo spinti dal desiderio di vedere il nostro grande Dio glorificato! La nostra vera gioia, quella che ci riempirà per tutta l'eternità, consisterà nel vedere Dio glorificato. Quindi, che la gloria di Dio sia il desiderio del nostro cuore! Marco deFelice "Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste" (1 Giovanni 5:14-15) «Ti è piaciuto questo articolo? Non perderti i post futuri seguendoci»

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giovedì 26 agosto 2010
Unknown

Chi sei?


Perché certe cose, che in sé hanno poco o nessun vero valore, o che hanno poca importanza, ci sembrano però così importanti?
Chi è genitore sa che spesso ci possono essere guerre in casa perché un figlio vuole a tutti i costi fare o avere qualcosa che in realtà non ha alcun vero valore.
Perché reputiamo così importanti certe cose?
Io mi ricordo che, all'età delle scuole superiori, vestire in un certo modo era estremamente importante. Oggi, mi rendo conto che questo non importa affatto. Allora, perché ciò mi sembrava così importante in quegli anni? 
Capita qualcosa di simile a tante persone che considerano estremamente importante il modo di vestire o altri aspetti dell'apparenza, quando in realtà, quello che uno indossa non cambia la vera persona. Perché dunque l'apparenza sembra così importante per tanta gente? Che cosa cambia, in realtà, se sei o se non sei vestito alla moda? Allora, perché sembra una cosa così importante?
Ci sono tantissimi esempi di cose che reputiamo importanti ma che, in realtà, hanno poca o nessuna vera importanza.
Nella nostra società, ad esempio, basta pensare ai tifosi di una squadra. In qualsiasi partita, l'umore dei supporter è strettamente collegato all'andamento della squadra, soprattutto se questa arriva fino al campionato.. Come mai l'andamento di quella squadra è così importante per un tifoso, quando solitamente egli non ha mai avuto l'occasione di conoscere di persona un giocatore della sua squadra? Inoltre, che la squadra vinca o che perda, non cambia nulla nella vita del tifoso! Allora, come mai l'andamento della sua squadra è molto importante per lui?
Perché consideriamo così importanti cose che in realtà non sono tali, non solo eternamente, ma neanche in questa vita?
 
Dove si cerca la propria identità?


La risposta è molto semplice. Noi reputiamo una cosa importante quando ci identifichiamo con essa e così essa diventa il nostro tesoro. 

C'è una grande differenza fra semplicemente apprezzare una cosa e trovare la nostra identità in essa. Se apprezzo soltanto una cosa, nel caso in cui io non possa averla, questo non mi creerà alcun problema. Se invece mi identifico con qualcosa, non poterlo avere o non poterlo fare mi turberà molto.
Per esempio, quando avevo 17 anni, ricercavo soprattutto la mia identità nella mia apparenza. Perciò, la mia apparenza era estremamente importante per me. Il mio modo di vestire e la lunghezza dei miei capelli facevano parte della percezione che avevo di me, e perciò ci pensavo tutti giorni. Se non potevo avere quei 5mm in più nella lunghezza dei miei capelli, mi turbavo tantissimo.
Ora, non trovo più la mia identità nell'apparenza. Cerco di essere ordinata, ma in realtà, non mi importa. 
Il tifoso di una squadra si identifica con quella squadra. Non solo gli piace guardare le partite, ma egli si considera un tifoso di quella squadra, ed essa fa parte della sua identità. Egli la percepisce come la SUA squadra, e reputa una vittoria della squadra come una SUA vittoria. Perciò, le partite sono molto importanti per lui. Non solo le guarda, ma ne parla con gli altri. Egli prova una grande soddisfazione o un grande dispiacere a seconda di come va la squadra con cui si identifica. In realtà, essa diventa un tesoro nel suo cuore
.
Tante persone ricercano soprattutto la loro identità nell'apparenza. Non solo piace loro un certo modo di vestire o di portare i capelli, ma secondo loro, questi aspetti fanno parte della loro personalità e quindi hanno un ruolo estremamente importante per loro. Se per qualche motivo una persona simile non riesce ad avere un'apparenza che rispecchi il modo in cui lei stessa si vede, essa si sentirà a disagio.
Al contrario, quando qualcuno non si identifica minimamente con l'apparenza, se gli capita di non potersi vestire in un certo modo, non sarà un problema per lui. Il suo modo di vestire infatti non costituisce per lui né un piacere, né un peso particolari.
Basta guardarci intorno per notare che questa è la realtà che ci circonda. Le persone considerano importante ciò con cui si identificano. Questo diventa il loro tesoro, e controlla il loro modo di vivere.
Allora, è estremamente importante capire in che cosa ci identifichiamo, perché ciò determina come viviamo e, perciò, determinerà in gran parte la nostra eternità.
Quindi, a ciascuno di voi, chiedo: “In che cosa ti identifichi? Chi sei? Come ti identifichi, non solo a parole ma nei tuoi pensieri e nel tuo cuore?”
In realtà, non sempre capiamo davvero in che cosa troviamo la nostra identità. Per riconoscerlo, basta però notare ciò che è importante per noi, ciò che ci entusiasma o che ci pesa, ciò a cui pensiamo e di cui vogliamo parlare. 

L'esempio di una moglie e madre

Per capire meglio quanto è importante identificarci nelle cose giuste, pensate all'esempio di una donna che è anche moglie e madre. Se lei trova la sua identità nel fatto di essere moglie e madre, allora, non avrà bisogno di ricordi e di stimoli per svolgere quel ruolo importante. Il marito non dovrà telefonarle ogni giorno dal lavoro per ricordarle di curare i figli o di preparare la cena. Poiché lei si vede come moglie e madre, lei svolgerà naturalmente quel ruolo con impegno.
Invece, se quella donna non dovesse identificarsi come moglie e madre, allora, sarà quasi impossibile per lei svolgere bene quel ruolo importante. Cercando la sua identità in altre cose, lei non si impegnerà naturalmente in ciò che dovrebbe compiere in casa, per il marito e per i figli, e questo porterà sicuramente a tanti problemi. 

La nostra identità in Cristo
 

Allora, tenete bene in mente che è estremamente importante ciò in cui ci identifichiamo. Quello in cui ci identifichiamo determina come viviamo.

Chiedo dunque a ciascuno di voi: “Tu, chi sei? Qual è la tua identità? Come ti identifichi? In che cosa cerchi la tua identità?”
Prima di considerare come vi identificate, tenete presente che se uno non si identifica in ciò che realmente è, la sua vita sarà un disastro.
Riprendiamo il nostro esempio di una donna che è moglie e madre potremmo altrettanto fare un esempio con un uomo che è anche marito e padre.Se una donna che è moglie e madre non si identifica come tale, la sua vita sarà un disastro. Non vivrà come dovrebbe vivere, arrecherà gravi danni alla propria vita e a quella delle persone intorno a sé. Quindi, è importante considerare come ti identifichi, ma ancora di più, è importante che ti identifichi in base a ciò che sei veramente.
Oggi, voglio rivolgermi a voi che siete stati salvati per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo. Con l'aiuto di Dio, voglio parlare di chi siamo in Cristo Gesù, e di quella che è la nostra vera identità. Per voi che non avete Gesù Cristo come Salvatore e Signore, prego che sentire la descrizione di chi è colui che ha Cristo Gesù come Salvatore vi stimolerà a desiderare Gesù Cristo come vostro Salvatore e Signore.
Per chi è veramente salvato, prego che riconoscere di più la vostra vera identità sarà uno stimolo per vivere secondo questa identità, e per non cercare la vostra identità in ciò che non importa. 

La fonte: la Parola di Dio
 
Chiaramente, come in ogni altro discorso importante, scopriamo la nostra vera identità nella Parola di Dio, la Bibbia. Infatti, oggi, voglio esaminare alcuni brani che ci aiutino a comprendere la reale identità di ogni vero credente. 
Non c'è spazio per andare a fondo su ciascuna di queste verità meravigliose. Però, vedere queste verità tutte insieme può aiutarci a comprendere meglio l'immensa ed eterna ricchezza della nostra identità in Cristo, affinché possiamo viverla. 
Se, ad esempio, è importante aiutare chi si sposa a rendersi conto davvero della sua nuova identità di marito o di moglie, affinché lui o lei possa vivere quel ruolo, quanto più è importante, per ogni vero credente, comprendere realmente l'unico ruolo che durerà per tutta la sua vita e per tutta l'eternità!
Perciò, se tu sei un figlio di Dio, chi sei? 

Un figlio di Dio


Se sei un figlio di Dio, allora sei un figlio di Dio. Pensaci: sei un figlio del Creatore e Sovrano Signore di tutto l'universo. Per capire l'immensità di questa verità, iniziamo ricordando chi eravamo prima della salvezza. 
“Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.” (Ef 2:1-3)
 
Prima della salvezza, ogni persona era un figlio d'ira. Era sotto l'ira di Dio. Quella era la sua condizione. Però, Dio non ci ha lasciati in quella condizione.

 “Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia),” (Efe 2:4-5)

 Dio ci ha vivificati con Cristo il che, altrove, viene chiamato anche “nuova nascita”. Egli ci ha fatto nascere come figli suoi. Ci ha fatto passare dalla condizione di figli d'ira a figli suoi! 

 Passo dopo passo, la Bibbia parla dell'incredibile realtà del fatto che siamo figli di Dio. 

 “ Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.” (1Gv 3:1-3)

 “ Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio.Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: "Abba, Padre"” (Romani 8:14-15)

 “Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: "Abba, Padre,"” (Galati 4:6)

 Un figlio di Dio può liberamente chiamare Dio stesso “Abba, Padre”.

 Se sei salvato, sappi che Dio ti ha scelto prima della creazione del mondo per farti diventare un suo figlio amato. Questa è la tua vera identità. Non è ancora visibile al mondo, ma lo sarà al ritorno di Cristo.
 Siamo figli di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo. Non esiste alcun altro modo per diventare un figlio di Dio, come leggiamo in Galati 3:26-28:

 “perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.” (Gal 3:26-28)

 Chi sei? Sei un figlio del Dio altissimo.

Una nuova creatura

Se sei un figlio di Dio, allora, sei una nuova creatura. Non sei più quello che eri. Non si tratta di un cambiamento esterno, di un nuovo modo di vivere, di comportarsi o di pensare, anche se questi ne sono i frutti. Si tratta invece di essere una nuova creatura, una nuova persona, che vivrà per tutta l'eternità nella presenza di Dio.

 “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” (2Corinzi 5:17)
Da soli, potremmo impegnarci per tutta la vita a migliorare, ma resteremmo sempre le stesse persone, eternamente separati da Dio, e schiavi del nostro peccato. Invece, Dio ha compiuto l'impossibile, ci ha fatto nascere di nuovo e ci ha fatto diventare nuove creature in Cristo Gesù. Essendo nuove creature, viviamo per quello che siamo. Identifichiamoci con Cristo Gesù come nuove creature. Camminiamo in novità di vita.

Il tempio di Dio, il corpo di Cristo
 
Se sei un figlio di Dio, allora insieme a tutti gli altri figli di Dio, sei il tempio di Dio, e lo Spirito di Dio abita in te.  
“Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Cor 3:16)
Siamo il tempio di Dio stesso, e quindi è fondamentale che viviamo in santità. Inoltre, siamo il corpo di Gesù Cristo, di cui Egli è il capo.  
“Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua.” (1Cor 12:27) 
Essendo parte del corpo di Cristo, è essenziale che restiamo attaccati al nostro Capo, Gesù Cristo e seguiamo la sua guida in ogni minimo dettaglio.

Eredi della gloria

Se sei un figlio di Dio, allora, sei anche erede della gloria. Non siamo in grado di capire che una minima parte dell'immensità di questa realtà! Noi siamo eredi della gloria di Gesù Cristo. Non esiste gloria umana sulla terra che sia minimamente paragonabile alla gloria di Gesù Cristo. Inoltre, qualunque gloria terrena degli uomini dura pochissimo. Invece, la gloria di Gesù Cristo è eterna, e oltremodo grande. Noi siamo co-eredi di Cristo della Sua gloria. Questa è la nostra identità in Cristo.

“E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.” (Romani 8:17)
 
Essendo in Cristo Gesù, spiritualmente siamo già seduti con Lui nei luoghi celesti, come leggiamo in Efesini 2:6.
“e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù,” (Ef 2:6)
Dio ci ha fatti sedere in cielo con Cristo. Quanto è assurdo cercare gloria dagli uomini, una gloria che non vale nulla, e che sarà persa per l'eternità, quando invece possiamo godere il nostro glorioso Signore Gesù, sapendo che siamo coeredi con Lui della gloria!

In Cristo
 
Se sei un figlio di Dio, allora, sei in Cristo. Posso pronunciare queste parole anche se non riusciamo a comprendere la grandezza di questa verità. Essere “in Cristo” vuol dire trovare la nostra identità nel Creatore, il Sovrano Signore dei signori, Colui davanti al quale ogni ginocchio si piegherà, e Colui che ogni lingua confesserà come Signore dei signori. 
“ perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria.” (Colossesi 3:3-4)
 
Fermatevi a considerare questa verità. Siamo morti, ovvero, il vecchio uomo è morto con Cristo e la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio, ossia, siamo eternamente identificati con Cristo. Questa è la nostra vera identità.

Noi siamo in Cristo Gesù, e Cristo è la nostra vita. La nostra identità è “in Cristo Gesù”. Qualunque ruolo abbiamo sulla terra verrà lasciato nell'eternità.    
Siamo in Cristo fissiamo lo sguardo su di Lui. Riteniamo ferma la fiducia in Cristo come leggiamo in Ebrei 3:14
“Noi infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che riteniamo ferma fino alla fine la fiducia che avevamo al principio,” (Eb 3:14)
 
Siamo partecipi di Cristo Gesù. Viviamo questa nostra identità. Questa è la nostra vera identità. Non sprecare la vita cercando la tua identità in qualcosa di questo mondo.

Nemici di Satana
 
Se sei un figlio di Dio, allora, sei anche un nemico di Satana, ed egli è un tuo nemico. 
“Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare.” (1Pietro 5:8)  

Siamo nemici del diavolo, egli è il nostro avversario. Perciò, dobbiamo stare in guardia, rimanere sempre attenti, e non dimenticare mai che egli vuole farci del male e sviarci dalla via di Cristo. Egli vuole farci del male, molto, molto male. Se non siamo attenti, se non siamo in guardia, se non teniamo i nostri occhi su Cristo, Satana può farci del male, un male che non avremmo dovuto subire. Quindi, una parte della nostra identità è di essere nemici di Satana. Però, dobbiamo anche ricordare che essendo noi in Cristo Gesù, qualunque male Satana possa farci se non siamo attenti, egli non può però derubarci dalla nostra identità in Cristo. 
“Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono;  e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo uno.” (Gv 10:27-30)
 
Siamo sicuri in Gesù Cristo. Se non siamo sobri, se togliamo gli occhi da Cristo, Satana può farci del male. Tuttavia, né Satana né alcun altro può rapirci dalla mano di Gesù Cristo. La nostra identità in Cristo è sicura. Viviamo la nostra vera identità.

Cittadino del cielo
  
Se sei un figlio di Dio, allora, sei un cittadino del cielo
“La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo,” (Fil 3:20)  
“Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio,” (Efe 2:19)
 
Questo mondo non è casa nostra. Qui, siamo stranieri, pellegrini in viaggio per arrivare a quella che è la nostra casa, la nostra patria, per tutta l'eternità!
Quanto è importante ricordare la nostra identità di cittadini del cielo, anziché del mondo! Quando ci ricordiamo che siamo cittadini del cielo, le difficoltà, i problemi e le ingiustizie di questo mondo non ci pesano più come prima. Allora, non cerchiamo la nostra gioia in ciò che lasceremo, ma troviamo la nostra gioia in quello che ci aspetta per sempre!
Ricordarci della nostra identità di cittadini del cielo ci aiuta a camminare in santità in questo pellegrinaggio, come leggiamo in 1Pietro 2:11.

“Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l’anima.” (1Piet 2:11 ) 

Servi di Dio 
 
Quando consideriamo la nostra identità in Cristo, è importante ricordare che chi è in Cristo è anche un servo di Cristo, un servo di Dio. Anche questo costituisce una parte importantissima della nostra identità, del modo in cui dobbiamo vederci. Siamo servi di Dio in missione per Lui. Siamo ambasciatori di Dio, in un mondo di tenebre.
“E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia.” (Ro 6:18)
“Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna.” (Ro 6:22)
 
È importantissimo ricordarci la nostra identità come servi di Dio, pronti a compiere qualsiasi cosa il nostro Padrone ci comandi di fare. La nostra vita non appartiene a noi stessi. Non dobbiamo prendere le nostre decisioni valutando solo le nostre preferenze e considerazioni, dobbiamo informarci su qual è la volontà del nostro unico Dio e Padrone e Signore.
“Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio.” (2Co 5:18-20)
Un ambasciatore rappresenta sempre la sua patria. Non parla mai per conto suo, senza rappresentare la propria patria. Noi siamo ambasciatori di Cristo, e tutto quello che facciamo e diciamo rappresenta Cristo, o in bene o in male.
Come servi di Dio, una parte della nostra identità consiste nel soffrire per Cristo. Abbiamo ricevuto la grazia anche per questo, come leggiamo in Filippesi 1:29
“Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui,” (Fl 1:29)
 
Come servi di Dio, siamo chiamati anche a soffrire per Cristo Gesù, il nostro Signore e Salvatore. O che possiamo gioire di questo grande privilegio, per essere pronti a vivere per Lui, a servirLo e, quando serve, a soffrire per Lui! Anche questo fa parte della nostra identità in Cristo. Viviamola!

Luce del mondo   

Se sei un figlio di Dio, allora, insieme agli altri veri credenti, sei anche la luce del mondo.

 “Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta.” (Mat 5:13-14)

Dio ci ha lasciati qua come luci. Non vivere questa nostra identità vuol dire lasciare persone nelle tenebre ed essere colpevoli nei loro confronti. Essere luce vuol dire vivere in modo tale che in ogni momento Gesù Cristo sia visibile in noi, e significa anche essere attivi nel proclamarLo ad altri. Viviamo così, ringraziando Dio che altri sono stati una luce per noi, e pregando per il privilegio di essere luce per tanti altri.

Per i non credenti
 
Prima di concludere, vorrei dire una parola a voi che non siete ancora figli di Dio, che non siete ancora salvati. Nel Vangelo di Marco 8, Gesù disse:

“Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?” (Mr 8:36)
 
Se cerchi la tua identità in qualunque cosa diversa da Cristo, anche se tu dovessi raggiungere tutti i tuoi sogni, se la tua identità non è in Cristo Gesù, non ti gioverà a nulla. Anzi, ti porterà ad avere un'eternità di tormento, lontano dalla presenza di Dio.
Perciò, ti esorto, non preoccuparti del lavoro, della casa, degli amici, o di qualsiasi altra cosa. Piuttosto, cerca la tua identità in Cristo Gesù. Gesù invita tutti i peccatori a ravvedersi, e ad andare a Lui per il perdono e per diventare nuove creature in Cristo. Abbandona tutto, smetti di cercare la tua identità in altre cose, cerca Gesù Cristo.  
Ogni altra identità sarà persa, finirà. Cerca Gesù. 

Ai credenti
 
Parlando a voi che siete in Cristo, pongo una domanda a ciascuno di voi: 
"Stai trovando la tua identità in Cristo Gesù o in qualcosa di questa terra che non ha alcuna importanza alla luce dell'eternità?"

 

“Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” 
(Galati 2:20)

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